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Non da Sola. La Cartella della Gravidanza della Regione Emilia-Romagna
Schede Informative

 

Allattamento

Il latte materno è l'alimento ideale per il neonato perché contiene tutto ciò di cui ha bisogno nelle giuste quantità e proporzioni. È sempre pronto e alla giusta temperatura, è nutriente (ed è gratis!). Allattare è il modo naturale di nutrire e coccolare il bambino, e oggi, come al tempo delle nostre nonne, rimane di importanza fondamentale per garantirgli un sano sviluppo psico-fisico. L'allattamento al seno infatti offre al bambino l'alimento migliore e insieme riesce a soddisfare il suo bisogno di contatto con la madre: è dunque importante anche sul piano relazionale, attraverso il contatto fisico, lo sguardo, l'olfatto, e questo aspetto va salvaguardato anche qualora si debba ricorrere al biberon. I bambini allattati al seno hanno molti vantaggi per la salute, perché ricevono gli anticorpi e tutte le altre sostanze che soltanto il latte materno contiene per proteggerli dalle malattie, per lo sviluppo neurologico, del sistema immunitario e della vista. Ci sono vantaggi anche per la salute della madre, perché allattare riduce il rischio di malattie importanti (tumore al seno e alle ovaie prima della menopausa) e la aiuta a tornare in forma dopo il parto. Infine allattare al seno è pratico: permette alla madre e a tutta la famiglia di muoversi liberamente con il neonato senza dover ogni volta preparare acqua, sterilizzatore, biberon, polvere.

 

Quando iniziare ad attaccare il bambino dopo il parto?
Prima possibile, appena la madre se la sente. L'ideale sarebbe che subito dopo il parto il neonato venisse messo vicino alla madre, a contatto pelle a pelle, e fosse aiutato ad attaccarsi al seno.

Quando si avvia la produzione di latte?
Il primo latte che arriva dopo il parto è detto "colostro": ne viene prodotto poco, il neonato ne beve poche gocce per volta ma sono sufficienti perché è ricchissimo di grassi e di anticorpi. Il latte vero e proprio, detto "latte maturo", arriva in genere dopo 3-4 giorni dal parto: l'importante è attaccare il bambino al seno ogni volta che è possibile perchè è proprio il suo "succhiare" che stimola la produzione di ormoni (prolattina e ossitocina) grazie ai quali le ghiandole del seno producono il latte. In altre parole più il bambino si attacca, più latte arriva.
L'ostetrica e la puericultrice del punto nascita in cui si è partorito sono a disposizione per mostrare alle neo-mamme come sorreggere e attaccare il bambino al seno nel modo migliore.

 
 

Può essere doloroso attaccare al seno il bambino?
Non è doloroso, ma può esserci un po' di fastidio soprattutto nelle poppate delle prime settimane dopo il parto. Ci può essere dolore invece se il bambino non si attacca correttamente e questo può rendere il capezzolo dolente e favorire l'insorgere di ragadi (piccoli taglietti sul capezzolo). Talvolta poi possono intervenire altri problemi, come ingorghi o mastite (il seno pieno di latte diventa molto dolente). In questi casi è opportuno rivolgersi al consultorio dove le ostetriche potranno dare un aiuto concreto per risolvere il problema.

Quante volte al giorno dovrò attaccare il bambino al seno?
Il neonato va allattato ogni volta che lo richiede, lo si può capire osservandolo attentamente: quando si succhia la mano, gira la testa, tira fuori la lingua, piagnucola ecc., senza nessuna imposizione di orari e cercando di evitare tettarelle o ciucci (succhiotti) che potrebbero confonderlo. Spesso un neonato cerca il seno anche solo per avere un conforto, perché si sente solo, perché ha qualche malessere passeggero e vuole la mamma. Anche in questi casi si può attaccare il bambino al seno tranquillamente senza il timore di "viziarlo".

Devo anche dargli da bere altri liquidi (acqua, camomille, tisane...)?
Fino a 6 mesi i bambini dovrebbero essere allattati al seno in modo esclusivo quindi senza aggiungere altri liquidi, nemmeno acqua. Il latte materno è già completo di tutto ciò di cui hanno bisogno e si adatta al bisogno del bambino anche durante la stessa poppata: all'inizio il latte è ricco di acqua per soddisfare la sete e poi è più grasso per placare la fame. Per questo è importante non staccare il bambino dal seno dopo un tempo prestabilito, ma lasciare che sia lui a farlo quando vuole e lasciargli che svuoti bene un seno prima di offrirgli il secondo.

Come posso essere certa che il mio latte è sufficiente e che cresce bene?
Il neonato che prende la giusta quantità di latte materno è sereno, cresce bene (aumenta circa 120 grammi a settimana), bagna di pipì 5-6 pannolini al giorno e fa generalmente almeno una cacca al giorno. Dopo i 6 mesi il latte materno va integrato con altri alimenti, ma può continuare a rappresentare un'importante fonte di nutrienti. Il bambino può prendere il latte materno, affiancato da altri cibi, semisolidi prima e solidi poi, fino ai 2 anni di vita ed oltre.

Vorrei allattare ma temo che sia troppo impegnativo...

Nonostante allattare sia molto appagante per la madre e le offra un'occasione unica di contatto con il proprio bambino, è anche impegnativo, specie nelle prime settimane dopo il parto, in cui è tutto nuovo e col ritorno a casa si iniziano a gettare le basi di una nuova vita insieme. Per questo è importante il sostegno che la donna può avere dai famigliari, che la possono aiutare soprattutto nel garantirle i momenti di riposo di cui ha bisogno, aiutandola ad esempio con le faccende domestiche. La mamma può allattare per tutto il periodo che desidera. Quando però l'allattamento diventa un dovere troppo faticoso e la fatica supera il piacere del contatto madre-bambino, è più utile consultare il pediatra per programmarne la sospensione e cercare delle alternative. In caso di dubbi è sempre possibile rivolgersi al consultorio, dove le ostetriche potranno offrire aiuto e consigli.

Se allatto dovrò sempre stare con il bambino?
No, non è necessario, se si vuole lasciare il bambino con qualcuno che se ne occupi, per tornare al lavoro o per una serata fuori con gli amici, basta "tirarsi" il latte e lasciarlo in un biberon. Ci si può rivolgere alle ostetriche del consultorio per sapere come fare per spremere manualmente il latte e conservarlo.

Dovrò seguire una dieta particolare durante l'allattamento?
No, non ci sono cibi che si devono mangiare se non piacciono o cibi a cui rinunciare. È importante avere una dieta varia, ricca di frutta e verdura di stagione, cercando di bere molta acqua, per reintegrare i liquidi utilizzati nella produzione di latte.

Tutte le donne possono allattare?

Sono estremamente rari i casi in cui una madre non possa  allattare  il  proprio  bambino.  Questo  si  verifica  ad esempio in caso di: madre sottoposta a terapie per gravi patologie (tumori, Hiv, ...), galattosemia, cioè difetto congenito del bambino che comporta una intolleranza totale al lattosio (in Italia è affetto 1 neonato ogni 62.000 nati vivi), agalattia, mancanza totale di latte materno.

 
 
 
Allattamento al seno.

C'è un sapere basato su prove di efficacia che tutti i professionisti che assistono la donna e il bambino dovrebbero conoscere, per sostenere efficacemente l'allattamento al seno. La correttezza dell'informazione può accrescere la libertà della donna di scegliere come nutrire il suo bambino.

Latte artificiale.

Le indicazioni mediche all'uso del latte artificiale sono poche e chiare. Per il resto è necessario fornire tutte le informazioni disponibili perché la donna possa liberamente scegliere la modalità di alimentazione del proprio figlio.

Alimentazione complementare.

L'alimentazione complementare, erroneamente nota anche come svezzamento, indica l'introduzione di altri alimenti in aggiunta al latte (materno o artificiale) nella dieta del bambino. Per alcune famiglie rappresenta un momento impegnativo, per tutte dovrebbe essere una fase di crescita, l'occasione per porre le basi o rafforzare una relazione sana fra il lattante e il cibo, oltre che un ottimo stimolo per rivedere le abitudini alimentari di tutta la famiglia.


 
 

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