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Non da Sola. La Cartella della Gravidanza della Regione Emilia-Romagna
Schede Informative

 

Cura del bambino

Pochi semplici interventi e consigli possono aiutare a salvaguardare il benessere del bambino dopo la nascita.

 

1. In ospedale

Subito dopo il parto viene proposta la somministrazione al neonato di un collirio per prevenire congiuntiviti e una dose di vitamina K per evitare il rischio di emorragie neonatali. Inoltre durante il periodo di permanenza in ospedale vengono proposti alcuni esami per la diagnosi precoce di gravi malattie che individuate tempestivamente possono essere curate nel modo migliore.

Screening metabolici
Sono semplici esami effettuati sul bambino 48-72 ore dalla nascita per individuare la presenza di malattie genetiche come: fibrosi cistica, ipotiroidismo congenito, la fenilchetonuria. Si tratta di malattie rare e molto gravi: è importante identificarle tempestivamente per proporre la terapia migliore in modo che il bambino possa crescere e condurre una vita normale. Gli esami si effettuano semplicemente prelevando una goccia di sangue dal tallone del bambino.

Screening acustici (otoemissioni)
La perdita congenita dell'udito colpisce circa 1 neonato ogni 1000 con il rischio per il bambino di sviluppare, fra l'altro, un ritardo del linguaggio e dell'apprendimento. Diagnosticarla prima dei 6 mesi di vita permette di offrire la terapia adeguata per evitare questi rischi. L'esame dell'udito viene proposto in ospedale, 24-48 ore dopo il parto. Si effettua con un particolare strumento che viene avvicinato all'orecchio del neonato: è veloce, non doloroso e non invasivo.

Screening anca
L'anca lussata è una condizione che colpisce circa 1-2 neonati ogni 1000: questa condizione va identificata precocemente in modo da poter attivare la  terapia migliore per risolvere il problema. Per questo la prima valutazione viene fatta dal pediatra a tutti i neonati durante la prima visita, mentre una eventuale ecografia alle anche non viene proposta a tutti, ma solo nel caso in cui il pediatra la ritenga utile dopo la visita.

 
 

1. A casa

Prevenire la morte in culla
Alcuni semplici comportamenti sono importanti per limitare il rischio della sindrome da morte improvvisa del lattante (la cosiddetta "morte in culla"):

 
  • mettere il bambino a dormire in posizione supina (a pancia in su), con il viso e la testa scoperta: le lenzuola e le coperte non devono coprire il viso;
  • in casa dove vive il bambino non si deve fumare;
  • la stanza in cui dorme il bambino deve essere un luogo sicuro: la superficie su cui dorme deve essere rigida per evitare che il corpo affondi, il materasso non deve essere così leggero da poter essere sollevato dal bambino e deve riempire la base del lettino senza lasciare spazi vuoti;
  • non lasciare a portata del bambino oggetti tanto piccoli che possano essere ingeriti e che possano soffocare/intrappolare/strangolare/tagliare il bambino, come paracolpi, cordine, piccoli giochi, pupazzi;
  • mettere a dormire il bambino nel suo letto nella stessa camera dei genitori per i primi 6-12 mesi di vita;
  • allattare al seno (se possibile);
  • la temperatura ideale della stanza dove sta il bambino è 18°C -20°C;
  • anche l'impiego del succhiotto (ciuccio) durante il sonno può aiutare a ridurre il rischio di SIDS, tuttavia è importante: introdurlo dopo il primo mese di vita del bambino e sospenderlo entro il primo anno; evitare di immergerlo in sostanze dolci; non forzare il bambino se lo rifiuta.
 

Trasporto in auto
Per prevenire i rischi associati agli incidenti automobilistici è fondamentale che il bambino sia trasportato in auto con il seggiolino adeguato alla sua età e al suo peso. In Italia il trasporto dei bambini sulle automobili è regolato dal Codice della strada, in accordo alla normativa europea. I seggiolini auto sono obbligatori dalla nascita fino al raggiungimento
di 36 chili di peso e 150 centimetri di altezza. I sediolini auto cambiano con il peso e l'altezza del bambino, in particolare si distinguono in:

  • Gruppo 0: per bambini dalla nascita fino a 10 Kg (circa 12 mesi).
  • Gruppo 0+: per bambini dalla nascita fino a 13 Kg (circa 24 mesi).
  • Gruppo 1: per bambini da 9 a 18 Kg - da 9 mesi a 4 anni circa.
  • Gruppo 2: per bambini da 15 a 25 Kg - da 3 anni a 6 anni circa.
  • Gruppo 3: per bambini da 22 a 36 Kg - da 5 anni a 12 anni.
 
 

Cura del moncone ombelicale
Il moncone ombelicale dopo la nascita va incontro ad un processo fisiologico che lo porta a distaccarsi, cioè a "cadere", dopo circa 7-15 giorni. Durante questo periodo è importante evitare il rischio di infezioni e fare in modo che cicatrizzi e cada prima possibile. In ambienti puliti e dove la madre sta vicino al neonato e lo allatta al seno (pratiche che riducono il rischio di infezioni nel neonato), è sufficiente tenere il moncone ombelicale asciutto e pulito, coperto da una garza. Nel caso in cui il moncone si sporchi con le urine o le feci del neonato basta pulire la zona con acqua e sapone, asciugare e apporre una garza nuova; questa semplice pratica, nota come "dry care" garantisce tempi più brevi di distacco del moncone e un rischio basso di infezioni.

Il pianto del bambino
I neonati possono piangere a lungo, facendo smorfie, contraendosi e agitandosi nervosamente anche senza avere un problema di salute: possono piangere perché hanno fame, perché vogliono essere cambiati, perché hanno bisogno di attenzioni, perché sono stanchi e non riescono ad addormentarsi o per piccoli malesseri (come le coliche). Se si è preoccupati si può consultare il pediatra per un controllo e una volta rassicurati sullo stato di salute, tenete presente che alcuni bambini piangono più di altri perché è il loro modo per comunicare bisogni o malesseri soprattutto nei primi 2-3 mesi di vita: in questi casi è importante prenderli in braccio, accarezzarli e consolarli perché questo li rassicura e li fa stare meglio.
Mai perdere la calma e mai scuotere il bambino: i muscoli del collo sono ancora molto deboli e movimenti troppo bruschi e violenti possono portare a gravi lesioni cerebrali, convulsioni, paralisi e anche alla morte. Se ci si sente troppo stanchi e non si riesce a gestire il pianto del bambino, meglio metterlo in una posizione sicura, nella culla a pancia in su o affidarlo a una persona di fiducia eprendersi una pausa.

 
 

La morte improvvisa del lattante (SIDS) è un evento improvviso, raro e tragico. Dalle prime campagne Back to sleep per l'adozione della posizione supina durante il sonno, datate 1994, l'incidenza della SIDS si è ridotta in tutto il mondo. Negli ultimi dieci anni, però, non si sono registrati ulteriori miglioramenti e, attualmente, ricercatori di tutto il mondo sono impegnati a identificare altri fattori su cui agire per ridurre ulteriormente la frequenza di questa condizione

Gli incidenti automobilistici sono la prima causa di morte nei bambini a partire dai quattro anni di età. Il fenomeno, critico nei paesi con scarse o medie risorse, è in calo in Italia dal 2000. L'uso costante e corretto di mezzi di contenimento (seggiolini, rialzi e cinture) per il trasporto dei bambini è associato a una riduzione significativa della mortalità e dei traumi conseguenti a incidente.

Le prove di efficacia sul clampaggio e sulla cura del cordone ombelicale.


 
 

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