Testata per la stampa

Disagio psichico in gravidanza, purperio e nel primo anno di vita del bambino

Di che cosa si tratta?

In breve
Depressione, ansia, psicosi e disturbo di personalità: sono varie le forme che il disagio psichico può assumere in gravidanza o dopo il parto.


 

Il manuale DSM-5 [1] definisce disturbo, o disordine, psichico o mentale (in inglese: mental disorder) una sindrome caratterizzata da alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, comportamentale ed emozionale dell'individuo, correlata a una disfunzione nei processi biologici, psicologici o dello sviluppo che sovraintendono le funzioni mentali. Il disturbo mentale si associa generalmente a difficoltà nell'integrazione socio-lavorativa.
Quando il disordine diventa particolarmente importante, durevole o invalidante, si parla di malattia mentale. Le malattie mentali sono dunque alterazioni psicologiche e/o comportamentali relative alla personalità dell'individuo che causano pericolo o disabilità e non fanno parte del normale sviluppo psichico della persona.
La linea guida del Regno Unito [2] valuta come ampiamente sotto-diagnosticata la condizione di disagio psichico nel periodo perinatale e suggerisce di utilizzare a scopo diagnostico la classificazione contenuta nel manuale ICD-10 WHO e in DSM-V (American Psychiatric Association, 2013). La linea guida [2] identifica le seguenti condizioni:

Inoltre sottolinea la correlazione tra queste condizioni e alcuni problemi di natura organica: malnutrizione, fumo, ipertensione e violenza domestica.

Di seguito verranno prese in esame queste condizioni, ad eccezione dei disturbi alimentari e i disturbi correlati all'assunzione di sostanze/alcol che non verranno descritti in questa sede.

 

Depressione

È la condizione maggiormente analizzata in letteratura e sulla quale sono più concentrati gli interventi. Nella forma maggiore, viene definita come un disturbo psichiatrico caratterizzato da episodi di umore depresso accompagnato da  scarsa autostima  e perdita di interesse/piacere nelle attività normalmente piacevoli; è una patologia invalidante che condiziona in maniera disadattativa la vita familiare e lavorativa, le abitudini alimentari, il ritmo del sonno e la qualità della vita in generale.
Una larga parte degli studi presenti in letteratura riguarda la depressione e il disturbo psicotico in epoca postnatale; tuttavia, la depressione in corso di gravidanza, meno studiata, riveste pari importanza.
I professionisti che incontrano la donna nel corso della gravidanza e nel puerperio devono prestare attenzione all'insorgenza/presenza di umore depresso o perdita di interesse verso le attività routinarie, per poter intercettare la condizione di disturbo psichico e indirizzare la persona assistita a un percorso diagnostico-terapeutico personalizzato.
È importante differenziare la depressione postnatale dal postpartum blues o maternity blues, una condizione discretamente frequente, generalmente transitoria, a insorgenza precoce dopo la nascita, caratterizzata da emotività esagerata, facilità al pianto, insonnia e disforia lievi. L'ipotesi che essa costituisca una condizione prodromica o comunque facilitante l'insorgenza di malattia mentale nel puerperio non è confermata dagli studi sull'argomento.

 

Disturbo d'ansia

La categoria comprende disturbo d'ansia generalizzato (DAG), disturbo di panico, fobia sociale e fobie specifiche (per esempio tocofobia), disturbo post traumatico da stress (DPTS), disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), disturbo d'ansia da condizione medica.
Il disturbo d'ansia generalizzato è una condizione, perdurante per la maggior parte del tempo, caratterizzata dalla presenza di preoccupazioni eccessive inerenti la gran parte delle attività comuni del soggetto; tali preoccupazioni sono pervasive e difficilmente controllabili, associate ad almeno tre tra i seguenti sintomi: 

 

Le preoccupazioni sono generalmente percepite come sproporzionate rispetto agli eventi temuti; è frequentemente associato alla depressione, particolarmente dopo il parto.
La tocofobia (paura del parto) può insorgere in gravidanza o essere preesistente; si parla di tocofobia secondaria quando il sintomo è in relazione a una precedente esperienza di nascita, anche se tale condizione potrebbe rientrare in un DPTS.
Il disturbo post traumatico da stress (DPTS): insorgenza di sintomi intrusivi e/o dissociativi, sofferenza psicologica intensa e prolungata, reazioni da evitamento con disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti, di durata superiore ad un mese, conseguente a un evento traumatico, catastrofico o violento) può colpire le donne in epoca perinatale con frequenza simile ad altri periodi della loro vita. L'esperienza traumatica alla base del disturbo può verificarsi durante la gravidanza o il parto, ma anche prima del concepimento.
Nonostante il diffuso pregiudizio che li considera di gravità minore rispetto ad altri disturbi psichici, i disturbi d'ansia sono invalidanti e - in considerazione delle emergenti evidenze di possibili ricadute sulla salute psicofisica della prole - andrebbero maggiormente considerati.

 

Psicosi (schizofrenia e disturbo bipolare)

La malattia psicotica è una condizione caratterizzata da allucinazioni e/o frustrazioni con grave deterioramento funzionale; il disturbo bipolare è caratterizzato da oscillazione tra fasi maniacali con irritabilità e fasi depressive, con concomitante deterioramento funzionale.
La definizione comprende sia le gravidanze che insorgono in donne affette da malattia mentale grave preesistente che l'esordio in gravidanza di disturbo psicotico.
La citata classificazione DSM-V [1] non riconosce la psicosi puerperale come entità nosologica separata da altre forme psicotiche. In questa sede, tuttavia, data la rilevanza della condizione clinica per la salute perinatale, essa verrà descritta in un diverso paragrafo.
Per i professionisti è importante riconoscere che confrontarsi con i cambiamenti psicofisici legati alla gravidanza può essere particolarmente arduo per una donna affetta da malattia psichiatrica, o a rischio di diventarlo.
È stato infatti rilevato che la gravidanza in donne con disturbo psicotico preesistente rappresenta un importante fattore di rischio per la recidiva di malattia, particolarmente nel periodo postnatale e particolarmente per le donne affette da disturbo bipolare, anche - ma non solo -  in relazione alla discontinuità della terapia.

 

Psicosi pueperale

È caratterizzata da insorgenza rapida di sintomi psicotici come deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, sbalzi d'umore, comportamento disorganizzato o catatonico, entro quattro settimane dal parto [3] (più raramente in gravidanza); si tratta di una condizione rara (0,5-2 casi ogni 1000 nascite), ma molto grave, in quanto connotata da perdita di contatto con la realtà e sviluppo di angosce riguardanti la relazione con il bambino, fino a creare le condizioni per il suicidio/infanticidio. La fluttuazione dell'intensità dei sintomi è notevole e le pazienti sperimentano notevole stato confusionale e perplessità; l'esordio è più frequente nelle prime due settimane del puerperio con sintomi che retrospettivamente vengono valutati insorgere nei primi giorni dopo la nascita o addirittura durante il parto.
Una revisione narrativa [4] ricorda l'importanza della diagnosi differenziale con alcune gravi complicanze della gravidanza (ad es. eclampsia, malattie tiroidee, sepsi) che possono manifestarsi con sintomatologia simile, dato che il loro mancato riconoscimento può condizionare negativamente il decorso della malattia. I dati retrospettivi e quelli derivanti da studi prospettici indicano che le donne affette da disturbo bipolare hanno un rischio di ricaduta di almeno 1:5 nel periodo che segue il parto, nonché un rischio ancora più elevato, circa 1:2 di alterazioni del tono dell'umore nello stesso periodo, inclusa la depressione maggiore.

 

Disturbo di personalità

È un disturbo mentale classificato nel DSM-V come un modello abituale di esperienza o comportamento notevolmente discordante rispetto alla cultura di appartenenza, che si può manifestare nell'area delle esperienze cognitivo-affettive o in quella del comportamento/controllo degli impulsi.

 

Bibliografia

1. American Psychiatric Association. Diagnosticand statistical manual of mental disorders, FifthEdition. Arlington, VA: American Psychiatric Association, 2013. [Testo integrale]
2. National Collaboration Centre forMental Health (NCC-MH). Antenatal and postnatal mental health. London: TheBritish Psychological Society and The Royal College of Psychiatrists, 2014. [Testo integrale]
3. Valdimarsdóttir U, et al. Psychotic illnessin first-time mothers with no previous psychiatric hospitalizations: a population-based study. PLoS Med 2009;6:e13. [Medline]
4. Jones I, et al. Bipolar disorder, affective psychosis, and schizophrenia in pregnancy and the post-partum period. Lancet 2014;384:1789-99. [Medline]

 
 
 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito