1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione

Menu

Menu

Contenuto della pagina Versione stampabile della pagina

Prescrizione di farmaci in gravidanza

Scelta dei farmaci

Oltre a una preliminare valutazione, come in tutte le altre epoche della vita, delle prove di efficacia a sostegno della terapia che si intende instaurare, nella prescrizione in gravidanza sono implicati peculiari elementi.

Prescrizione di farmaci in età fertile e all'inizio della gravidanza

L' embriogenesi è il periodo di maggiore suscettibilità alla genesi delle malformazioni, ma è un'epoca in cui frequentemente la donna non sa ancora di aspettare un bambino. Bisogna quindi comprendere nella valutazione teratologica della prescrizione farmaceutica tutte le donne in età fertile che non attuano misure di contraccezione sicura, per ridurre la frequenza di esposizione nelle prime settimane di gravidanza [1].

Vi sono due condizioni principali di ricorso ai farmaci in gravidanza: le malattie croniche e le patologie acute.

I successi terapeutici conseguiti in alcune condizioni (ad esempio: LES, diabete, alcune cardiopatie) e la frequenza di concepimento in età più avanzata rispetto al passato hanno condotto ad un maggior numero di madri che necessitano di terapia cronica. Per le donne con malattie croniche - quando programmano una gravidanza, ma anche quando non utilizzano metodi di contraccezione sicuri - vanno individuati, dove disponibili, i farmaci a minor rischio teratogeno, riducendo per quanto possibile la posologia alle minime dosi efficaci prima dell'inizio della gravidanza.

Un progetto comune, definito fra specialista, ostetrico-ginecologo e medico di medicina generale, eventualmente con la consulenza di un centro di teratologia, deve accompagnare la donna con malattia cronica che programma o inizia una gravidanza.

Nella patologia acuta è indicazione assoluta la scelta, a parità di efficacia terapeutica, di farmaci introdotti sul mercato da più tempo, per i quali sono altamente meno probabili effetti avversi sconosciuti.
Anche in questo caso va instaurata la posologia minima efficace del trattamento (ciò vale in modo particolare per gli analgesici) e si può confermare la scelta interpellando un centro di informazione teratologica.

Quando una gravidanza è programmata è importante raccogliere dalla donna informazioni sui trattamenti in atto, sulla abitudine alla autoprescrizione (non solo di composti convenzionali, ma anche della medicina non convenzionale) e su eventuali farmaci assunti dal partner, oltre a fornire indicazioni sulle modalità più sicure di assunzione di farmaci e altre sostanze.


Prescrizione di farmaci nel corso della gravidanza

La maggior parte delle anomalie si sviluppa nel periodo dell'embriogenesi, ma alcune possono svilupparsi durante la fetogenesi, quando agli effetti diretti sulle cellule embrionarie possono sommarsi effetti sul metabolismo placentare e sul trasferimento diaplacentare [2].

Esempi di anomalie a genesi successiva al primo trimestre sono la chiusura precoce del dotto arterioso (con esiti negativi nel caso di cardiopatie dotto-dipendenti), associata all'assunzione di antiinfiammatori non steroidei nell'ultimo periodo di gravidanza [3], oppure oligoidramnios e danno renale fetale associati alla assunzione di ACE-inibitori nel secondo e terzo trimestre [4].

- Analogamente a quanto già indicato per l'età fertile, le indicazioni sono di: utilizzare, a parità di effetti fetali, la terapia più efficace ed appropriata per la patologia materna;
- evitare, quando possibile, la prescrizione di farmaci per patologie minori la cui storia naturale non preveda tassativamente la loro assunzione;
- prescrivere, nell'ambito della medesima classe terapeutica, i farmaci presenti sul mercato da più tempo;
- valutare, in seguito alla diversa farmacocinetica in gravidanza e all'aumento di peso corporeo, la necessità di aumentare il dosaggio del farmaco.


Le conoscenze relative a farmacocinetica e meccanismo d'azione di una pianta o di un suo estratto sono generalmente molto scarse e, comunque, limitate a qualche singolo componente. I principi attivi degli estratti fitoterapici sono simili a quelli dei composti purificati e possiedono quindi la medesima potenzialità di provocare danni [5]. In generale, la distribuzione delle sostanze vegetali attraverso la barriera placentare e la loro attività sui tessuti embrionali non sono sufficientemente conosciute [6]. I composti non convenzionali sono meno soggetti ad una attività di monitoraggio clinico e, quindi, nella maggior parte dei casi sono privi di documentazione sugli eventuali effetti fetali. Le donne in gravidanza dovrebbero astenersi dall'assumere prodotti alternativi [6].

Un punto di non secondaria importanza è costituito dalla adesione alla prescrizione medica. Vanno esplicitamente affrontate le preoccupazioni che la donna generalmente nutre rispetto alla salute fetale e che possono determinare una mancata o insufficiente assunzione del farmaco prescritto. Una modalità efficace di comunicazione prevede di: 
- informare sulle possibili contraddizioni tra la prescrizione e quanto riportato nel foglietto illustrativo - scheda tecnica del farmaco;
- porre costantemente una domanda di ricognizione del tipo: "crede sia possibile per lei seguire le indicazioni che le ho dato?"; "c'è qualcosa che la preoccupa rispetto a questa prescrizione?"

per verificare la praticabilità della prescrizione e stabilire un progetto terapeutico condiviso [7].

Bibliografia

1. Bonati M, Addis A. Pregnancy. In: Sirtori C ed. Clinical pharmacology. London, UK: McGraw-Hill International (UK) Ltd; 2000. Pag 875-84
2. Theis JGW, Koren G. Maternal and fetal clinical pharmacology. In: Speight TM, Holford NHG eds. Avery's drug treatment. 4th ed. Barcelona, E: Adis International Ltd; 1997. Pagg 75-126
3. Briggs GG, Freeman RK, Yaffe SY. Drugs in pregnancy and lactation: a reference guide to fetal monitoring. 6th ed. Baltimore, MA: Lippincott Williams & Wilkins; 2002
4. Ratnapalan S, Koren G. Taking ACE inhibitors during pregnancy. It is safe?Can Fam Physician 2002;48:1047-9 [Medline]
5. Marcus DM, Snodgrass WR. Do no harm: avoidance of herbal medicines during pregnancy. Obstet Gynecol 2005;105:1119-22 [Medline]
6. Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Uso dei fitoterapici in gravidanza e durante l'allattamento. Farmacovigilanza news 2005;12/13:15-6
7. Bert G, Quadrino S. Parole di medici, parole di pazienti. Counselling e narrativa in medicina. Roma: Il Pensiero scientifico; 2002



Data di pubblicazione: 23/09/2013

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
Via Aldo Moro 21, Bologna