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Riconoscimento del disagio psichico perinatale e sostegno alla maternità e paternità fragile

 

I sistemi di sorveglianza della mortalitÓ materna nei paesi economicamente avanzati hanno documentato come il suicidio sia una delle cause principali di morte materna tardiva (entro 12 mesi dal parto); in Italia, in particolare, Ŕ stato stimato che il suicidio materno contribuisca ad almeno il 12% delle morti materne segnalate tre il 2006 e il 2012 nelle cinque Regioni oggetto di sorveglianza, con ampie variabilitÓ interregionali al momento in corso di approfondimento.
Nel Regno Unito, dove il Sistema di sorveglianza sulla mortalitÓ materna Ŕ attivo dagli anni '90, Ŕ stato valutato che molti di questi decessi hanno riguardato donne che non avevano potuto ricevere un trattamento adeguato e tempestivo, nonostante i contatti periodici che le pazienti avevano avuto con i servizi sanitari in corso di gravidanza e puerperio.

Da tali premesse nasce nel 2015 il progetto CCM "Intervento per il riconoscimento del disagio psichico perinatale e sostegno alla maternitÓ e paternitÓ fragile da parte della rete dei servizi del percorso nascita e delle cure primarie" , che coinvolge sei regioni italiane: Emilia-Romagna (capofila), Piemonte, Lazio, Toscana, Sicilia e Campania.
Il progetto si modula in due versanti; il primo, retrospettivo, si occupa di rintracciare e analizzare, tramiteá record-linkage dei flussi informativi correnti, le informazioni sui casi di suicidio accertati e sospetti verificatisi tra il 2006 e il 2012 nelle Regioni elencate, nel tentativo di tracciare un profilo clinico delle donne a rischio suicidario perinatale che possa essere utile all'elaborazione di strumenti preventivi.

Il secondo, di tipo prospettico, punta alla realizzazione di un intervento che, promuovendo l'attenzione dei professionisti della rete cure primarie/percorso nascita al riconoscimento del disagio psichico, ne consenta l'intercettazione e la conseguente promozione di interventi protettivi sulla salute materna e infantile.
Preceduto da una rilevazione delle caratteristiche dei servizi e delle pratiche assistenziali nelle ASL partecipanti e da interventi formativi rivolti ai professionisti (ostetriche, ginecologi, psichiatri, psicologi, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, assistenti sociali), l'intervento prevede l'adozione di un protocollo condiviso che utilizza le domande di Whooley, in associazione con l'anamnesi psichiatrica breve e la valutazione del rischio psicosociale, per l'individuazione e la presa in carico adeguata delle donne in gravidanza a rischio di sviluppare disagio psichico, oltre che per migliorare l'appropriatezza dell'assistenza alle pazienti con disturbo mentale pregresso o in atto.

Lo studio Ŕ in corso, se ne prevede la conclusione e la comunicazione dei risultati entro il 2018.

 
Fonte: Progetto ItOSS "Sorveglianza della mortalitÓ materna 2006-2012" che ha coinvolto sette regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia) nelle quali si sono verificate il 73% delle nascite.
Fonte: Progetto ItOSS "Sorveglianza della mortalitÓ materna 2006-2012" che ha coinvolto sette regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia) nelle quali si sono verificate il 73% delle nascite.
 

 
Consulta la sezione sul disagio psichico in gravidanza e puerperio.
 
 
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