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Contraccezione e disabilità

 

In breve
Esiste ampio consenso nella letteratura medica sul persistere di diseguaglianze nell'accesso alle cure da parte delle donne affette da disabilitÓ psichica o fisica; le disuguaglianze includono la sfera riproduttiva e la possibilitÓ di evitare gravidanze indesiderate con una contraccezione efficace.


 

Negli USA, la National Survey of Family Growth (Indagine nazionale sulla crescita delle famiglie a cura del CDC National Center for Health Statistics in collaborazione con altre agenzie), tra il 2011 e il 2013 ha identificato una coorte di 545 donne in etÓ fertile con disabilitÓ fisica o sensoriale [1]. Quelle a rischio di gravidanza indesiderata sono state categorizzate in base alle caratteristiche del tipo di contraccettivo adottato: reversibile a efficacia elevata (impianto, spirale o IUD-intrauterine device), efficacia intermedia (pillola, cerotto, anello, iniezione periodica), efficacia bassa (condom, diaframma, coito interrotto, metodi naturali), nessun contraccettivo.

Pur con alcune limitazioni relative alle modalitÓ di raccolta delle informazioni (intervista telefonica), l'analisi condotta ha evidenziato che le donne disabili hanno una probabilitÓ inferiore del 40% rispetto a donne non disabili di utilizzare un sistema contraccettivo sicuro ed efficace.
Inoltre le donne con disabilitÓ, rispetto al gruppo di controllo, hanno maggiore probabilitÓ di essere fumatrici, avere un body mass index - BMI - superiore a 30, avere malattie concomitanti, condizioni cioŔ che dovrebbero indirizzare la scelta verso contraccettivi diversi dagli estroprogestinici, che al contrario risultano essere i pi¨ utilizzati.
Nel 2018 la rivista Contraception ha pubblicato uno studio osservazionale [2] che analizza, utilizzando i dati della citata Survey USA condotta tra il 2011 e il 2015, le abitudini contraccettive delle donne portatrici di disabilitÓ nella fascia di etÓ 15-44 anni, intervistate a domicilio, e le confronta con quelle di un gruppo di controllo di donne non affette da disabilitÓ con analoghe caratteristiche. Nel gruppo delle 7505 donne con disabilitÓ sessualmente attive identificate, l'analisi multivariata dei dati ha rilevato una differenza statisticamente significativa, rispetto al gruppo di controllo, per le categorie:

  • maggiore probabilitÓ di essere sottoposte a sterilizzazione tubarica (donne con disabilitÓ cognitive odds ratio aggiustata - aOR: 1.54; intervallo di confidenza al 95% - IC95%: 1.12, 2.12; donne con disabilitÓ fisiche aOR: 1.59; IC95%: 1.08, 2.35)
  • minore probabilitÓ d'uso di contraccezione ormonale orale (donne con disabilitÓ cognitive aOR: 0.57; IC95%: 0.40, 0.82)
  • maggiore probabilitÓ di mancato utilizzo di contraccezione (donne con disabilitÓ cognitive aOR: 1.90; IC95%: 1.36, 2.66).

Lo studio conclude che, sebbene le donne con disabilitÓ abbiano in teoria i medesimi diritti delle donne senza disabilitÓ, Ŕ possibile che debbano confrontarsi con atteggiamenti discriminatori nei confronti della propria vita sessuale e delle proprie scelte in relazione a gravidanza, parto e genitorialitÓ. Le donne con disabilitÓ possono avere pari desiderio di fertilitÓ ma meno opportunitÓ di concretizzare il desiderio di gravidanza per l'aumentato rischio di complicanze fisiche ed emozionali durante la gravidanza e il parto, per l'impegno fisico e finanziario ma anche per il timore di perdere la custodia dei figli: tutte ragioni che rendono particolarmente rilevante il tema della contraccezione in questo gruppo di persone.

In definitiva, l'aumenta frequenza, in questo gruppo di donne, di caratteristiche come sovrappeso, abitudine al fumo, multimorbositÓ, difficoltÓ di concentrazione/memoria, difficoltÓ economiche e altro suggerisce di indirizzare il counselling contraccettivo verso sistemi a elevata affidabilitÓ/lunga durata d'azione, reversibili (spirale, impianto, iniezione periodica) piuttosto che non verso i contraccettivi orali estroprogestinici, anche in relazione all'aumentato rischio tromboembolico aggravato dalla ipomobilitÓ.  

 

Bibliografia

1. Wu J, et al. Use of Reversible Contraceptive Methods Among U.S. Women with Physical or Sensory Disabilities. Perspect Sex Reprod Health 2017;49:141-7. [Medline]
2. Mosher W, et al. Contraceptive use by disability status: new national estimates from the National Survey of Family Growth. Contraception 2018;97:552-8. [Medline]

 
 
 
  1. SaperiDoc
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