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I Rapporti Nascita

La nascita in Emilia-Romagna 2018

 
 

È disponibile il Rapporto sulla nascita in Emilia-Romagna nel 2018, 16esima edizione della elaborazione annuale dei Certificati di Assistenza al Parto (CedAP) [1].  Nel 2018 i parti sono stati 32.368 (32.954 neonati), dato che conferma il calo progressivo del numero dei nati: negli ultimi nove anni, la riduzione delle nascite è risultata pari al 22%, un trend confermato dai dati ISTAT. Il tasso di natalità scende a 7,3 nati per 1000 abitanti (era 9,8 nel 2009).

Di seguito alcuni degli elementi che emergono dal rapporto (all'indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/sanita/cedap/documentazione/pubblicazioni sono disponili il testo completo e gli allegati).


Popolazione
Continua l'incremento della quota di madri con cittadinanza straniera (da 24,6% del 2007 a 33,2% del 2018); l'età media delle madri al momento del parto è pari a 32,1 anni (pressoché stabile negli ultimi 5 anni), con una differenza tra italiane (età media 33,2 anni) e straniere (età media 30 anni); la frequenza di madri non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) è pari a 39,8%, rappresentate in gran parte dalle madri nubili (37,7%).

 

Resta stabile la quota di madri con una scolarità bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore) pari a 24,9%, così come la quota di madri laureata o con diploma universitario pari a 33,8%; la scolarità dei padri risulta, nel complesso, inferiore a quella delle madri e in 16,7% dei casi entrambi i genitori hanno una scolarità bassa.
Ha un'attività lavorativa 62,8% delle madri, 9,3% risulta disoccupata o in cerca di prima occupazione (nel 2008 le occupate erano 70,6% e le disoccupate 4,0%).
Le donne alla prima gravidanza rappresentano 40,1% del totale. Considerando i precedenti concepimenti esitati in aborto o interruzione volontaria di gravidanza, le nullipare (donne al primo parto) costituiscono 49,9% del totale.
Il 17% delle donne che hanno partorito nel 2018 riferisce di essere stata fumatrice nei 5 anni precedenti la gravidanza e, fra loro, 35,3% ha continuato a fumare nel corso della gravidanza. In base all'altezza e al peso pre-gravidico 19,7% delle madri risulta sovrappeso, 9,3% è obesa.

Gravidanza
Sono ricorse a tecniche di procreazione medico-assistita 3,2% delle donne (dato in crescita rispetto al 2017 e più che raddoppiato negli ultimi 10 anni (erano 1,3% nel 2007).
Fra le madri 51,9% si rivolge ai consultori pubblici per l'assistenza in gravidanza, 42,9% si rivolge a servizi privati e 5% ad ambulatori ospedalieri. I servizi pubblici seguono la maggior parte delle donne con cittadinanza straniera (87,8% di questa popolazione) e oltre 2 donne italiane su 5 (41,8%).
Il numero medio di visite in gravidanza è 6,8. Due indicatori di assistenza inadeguata in gravidanza -numero di visite inferiore a 4 e prima visita in gravidanza a ≥12 settimane di età gestazionale- sono rilevati con una frequenza rispettivamente di 3,3% e 10,4%. 
Il test combinato -non invasivo- è stato effettuato da 56% delle madri, mentre le donne che hanno eseguito almeno un'indagine prenatale invasiva (amniocentesi, villocentesi o funicolocentesi) sono 10,6% del totale (4,3% di età inferiore a 35 anni; 22,1% di età superiore o uguale a 35 anni). Il dato - in decremento negli anni per entrambe le classi di età - è probabilmente da mettere in relazione a una crescente offerta di test di screening non invasivi. Le donne che hanno effettuato un'indagine invasiva senza un precedente test combinato sono 6,9% del totale, in calo rispetto all'anno precedente.
Le donne che hanno frequentato un corso di accompagnamento alla nascita sono state il 33,7%; un ulteriore 14,7% lo aveva frequentato in una gravidanza precedente.

Parto
Il 66,3% dei parti è avvenuto nei 9 punti nascita, su 23 totali in regione, dotati di unità di terapia intensiva neonatale; i punti nascita con meno di 500 parti/anno sono 5 e hanno assistito 5,8% delle nascite. Il tasso di parti pretermine è 6,7%, quello di parti post-termine è 1,2%. Escludendo dall'analisi i tagli cesarei senza travaglio, il parto è indotto in 29,6% dei casi, tasso in aumento rispetto all'anno precedente; le indicazioni più frequenti risultano: la patologia materna (30,4%), la rottura prematura delle membrane (29,7%), e la gravidanza oltre il termine (21,3%). Tra i parti a esordio spontaneo del travaglio sono stati registrati 15,1% parti pilotati farmacologicamente (augmentation). L'analgesia epidurale è stata impiegata in 22,7% dei parti, in aumento rispetto al 2017, mentre metodiche di contenimento del dolore non farmacologiche sono state utilizzate in 70,5% dei parti. Il parto è a conduzione ostetrica in 40,2% dei casi. Il tasso di tagli cesarei, in ulteriore calo, è pari a 25,1%, di cui poco più della metà (52,2%) elettivi, con marcata variabilità fra punti nascita. Come di consueto, nel Rapporto i tagli cesarei sono analizzati attraverso le classi di Robson, per area, volume di attività e singolo punto nascita. È presente una persona di fiducia nel 93,8% dei parti vaginali e nel 20% dei parti da taglio cesareo.
La episiotomia è registrata in circa 5,8% dei parti vaginali. Il tasso di parti plurimi è 1,8%, pressoché stabile rispetto al 2017.

Neonato
Il tasso di neonati (vivi) di peso inferiore ai 2500 grammi è 6,8%, quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1% (pressoché stabile rispetto all'anno precedente); la frequenza di macrosomia (definita come peso ≥4000 grammi) è 6,6%.
Almeno una manovra di rianimazione (ventilazione manuale, intubazione, massaggio cardiaco, somministrazione di adrenalina o altro farmaco) è stata praticata in 2,7% dei neonati.
Il tasso di natimortalità è pari a 0,3% (100 casi, stabile negli ultimi anni).

 

Bibliografia

1. Perrone E, Formisano D, Gargano G et al. La nascita in Emilia-Romagna. 16° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) - Anno 2018.  Bologna: Regione Emilia-Romagna, 2019. [Testo integrale]





 
 
 
 


Data di pubblicazione: 02.12.2019

  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
Via Aldo Moro 21, Bologna