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CoVID-19 in gravidanza, parto e puerperio

 

Come si trasmette il SARS-CoV-2?

 

Dopo il passaggio di SARS-CoV-2 da animale infetto a uomo, occorso probabilmente in un mercato degli animali vivi (forse quello di Wuhan), la possibilità della trasmissione interumana del virus, che è ormai accertata, è stata descritta per la prima volta il 15 febbraio [1]. L'infezione è stata osservata in una famiglia residente a Shenzhen: cinque (i due genitori, uno dei due figli e due nonni) dei sei componenti della famiglia che erano andati in viaggio a Wuhan si infettano e diventano sintomatici quando tornano a casa a Shenzhen. Nessuno dei componenti della famiglia era stato esposto al mercato di animali vivi di Wuhan, ma due di loro si erano recati a visitare un conoscente ricoverato nell'ospedale di quella città [1]. Oltre ai cinque membri della famiglia si infetta anche la suocera, che non si era spostata da Shenzhen. L'osservazione di questo cluster e la ricostruzione dei movimenti della famiglia ha indicato non solo la possibilità di infezione interumana, ma anche la possibilità di trasportare il virus e, quindi, di propagare l'infezione attraverso gli spostamenti delle persone.

Il virus si trasmette [2, 3]:

  • per contatto: definito come contatto diretto o indiretto con una persona infetta e/o con l'ambiente in cui si trova (es. superfici della stanza oppure oggetti toccati dal soggetto infetto).
  • per droplet: la trasmissione avviene quando la distanza dal soggetto infetto è inferiore a 1 metro [2] - anche se CDC indica 6 piedi che corrispondono a circa 1.8 metri [3] - attraverso goccioline di saliva (droplet) emesse tossendo, starnutendo o parlando. I droplet possono arrivare alla bocca, al naso, agli occhi, oppure essere inalati da persone che si trovano vicino al soggetto infetto.
 

La trasmissione aerea è invece esclusa, a meno che la persona infetta non sia sottoposta a manovre che generano aerosol, come l'intubazione o il lavaggio broncoalveolare o la ventilazione assistita non invasiva.

La differenza fra trasmissione tramite droplet e quella aerea è sostanziale per definire la diffusibilità del virus e, quindi, le misure preventive da attuare per ridurla. I virus che si trasmettono tramite droplet non possono viaggiare oltre un metro circa, non rimangono sospesi nell'aria, ma, una volta emessi dalle prime vie aeree (principalmente con colpi di tosse o starnuti), appesantiti dalle goccioline di saliva, cadono a terra dopo breve distanza [2]. È stata dimostrata l'eliminazione del virus attraverso le feci, anche se la via di trasmissione oro-fecale non sembra responsabile della diffusione di SARS-CoV-2 [2].

Ricerche hanno concluso che SARS-CoV-2 utilizza come recettore per infettare le cellule ACE2, la proteina che converte l'angiotensina e che è presente nel tratto respiratorio e in quello gastrointestinale degli esseri umani [4]. La proteina ACE2 sembra essere più espressa in persone di origine asiatica e in soggetti di sesso maschile [4], mentre sembra virtualmente assente nell'interfaccia materno-fetale [5].

Sull'affinità fra SARS-CoV-2 e il recettore ACE2 ci sono, in realtà, pareri discordanti. In una ricerca il legame risulta meno intenso rispetto a quello espresso da SARS per ACE2 nel 2002/2003; questa ridotta affinità potrebbe spiegare l'elevata frequenza di infezioni da SARS-CoV-2 asintomatiche, virtualmente assenti nel corso della passata epidemia di SARS [5]. In un'altra ricerca l'affinità risulterebbe invece maggiore rispetto a quella di SARS [6]; in questo caso la maggiore efficacia di legame al recettore viene interpretata come la causa dell'elevata contagiosità di SARS-CoV-2, maggiore rispetto a quella di SARS.

È comunque certo che Il virus si trasmetta con una elevata facilità. In Cina, dove è stato possibile tracciare con molta accuratezza i movimenti delle persone che si sono infettate, si è osservato che anche contatti diretti per tempi brevi sono sufficienti per trasmettere il virus [2,7]. Per la trasmissione da droplet si stima invece che sia necessario una permanenza di almeno 15 minuti a una distanza inferiore ai due metri da un soggetto infetto per contagiarsi [8].

La quantificazione di R0, in inglese basic reproductive number - il numero di persone suscettibili alla malattia che, in assenza di qualunque intervento di prevenzione, si infetta quando entra in contatto con un soggetto infetto - è variamente stimato nei diversi studi da 1.4 a 6.7 [9]: l'ampio range dipende dall'elevato numero di casi asintomatici, difficilmente confrontabili in contesti che attuano diverse politiche di ricerca attiva dei contatti. Nonostante le incertezze, il moltiplicarsi delle osservazioni e la rapidità di diffusione del contagio osservata a Wuhan fa ritenere che la stima probabile di R0 in quel contesto sia compresa fra 2 e 2.5 [2].

Si ricorda che tutta la popolazione è considerata suscettibile a SARS-CoV-2, vista la sua nuova comparsa.

 

Bibliografia

1. Chan JF, et al. A familial cluster of pneumonia associated with the 2019 novel coronavirus indicating person-to-person transmission: a study of a family cluster. Lancet 15 febbraio 2020;395(10223):514-523
2. WHO joint report of the WHO-China joint mission on coronavirus disease 2019 (COVID-19). 16-24 febbraio 2020
3. Centers for Disease Control and Prevention, National Center for Emerging and Zoonotic Infectious Diseases (NCEZID), Division of Healthcare Quality Promotion (DHQP). How infections spread.
4. Lu Q, Shi Y.Coronavirus disease (COVID-19) and neonate: What neonatologist need to know. J Med Virol 1 marzo 2020 
5. Zheng QL, et al. Single-cell RNA expression profiling of ACE2 and AXL in the human maternal-Fetal interface. Reprod Development Med 18 febbraio 2020
6. Wrapp D, et al. Cryo-EM structure of the 2019-nCoV spike in the prefusion conformation. Science 13 marzo 2020;367(6483):1260-1263
7. Han Y, Yang H. The transmission and diagnosis of 2019 novel coronavirus infection disease (COVID-19): A Chinese perspective. J Med Virol 6 marzo 2020 
8. European Centre for Disease Prevention and Control. Public health management of persons having had contact with cases of novel coronavirus in the European Union, 25 febbraio 2020. Stockholm: ECDC; 2020
9. Cheng ZJ, Shan J. 2019 Novel coronavirus: where we are and what we know. Infection 18 febbraio 2020



Data di pubblicazione: 23.03.2020

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
Via Aldo Moro 21, Bologna