La riduzione dell'incidenza di questa complicanza, che ha reso i sanitari meno esperti nella sua gestione, e l'introduzione di nuove tecniche di monitoraggio, non ancora diffusamente applicate, rende frequentemente necessaria la centralizzazione di questi casi presso specifiche unità di medicina fetale. L'efficacia e le modalità dell'immunoprofilassi sono invece affrontate alle pagine Profilassi anti-D.
Grazie alla immunoprofilassi l'incidenza sta diminuendo, ma rimane una importante causa di anemia fetale
Il controllo delle gravidanze complicate è possibile con test non invasivi che riducono i rischi per il feto
L'introduzione della trasfusione intrauterina ha nettamente migliorato il tasso di sopravvivenza fetale
Quando differenze del gruppo sanguigno possono creare rischi per il feto. Efficacia della profilassi anti-D in caso di incompatibilità del fattore Rh