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Iniziare la contraccezione ormonale

Esaminare pelvi e seno?

Al momento della introduzione dei primi metodi contraccettivi ormonali il timore di rischi per la salute - a medio o lungo termine - suggerì l'adozione di procedure molto caute per la prescrizione e per la rivalutazione periodica. Nonostante le evidenze accumulate nel frattempo abbiano dimostrato che l'esecuzione dell'esame pelvico e senologico sia poco rilevante ai fini della prescrizione contraccettiva ormonale, in un recente studio osservazionale pubblicato nel 2010 svolto negli Stati Uniti viene riportato che tuttora circa un terzo dei sanitari (su un campione di 1196 operatori tra ginecologi, medici di medicina generale e altri operatori sanitari specializzati in salute riproduttiva tra cui le ostetriche) richiede un esame pelvico prima della prescrizione di un contraccettivo orale [1].

Negli ultimi anni agenzie governative internazionali e società professionali hanno modificato le proprie raccomandazioni per selezionare le candidate alla contraccezione ormonale. L'esame pelvico e l'esame senologico non sono più considerati un requisito preliminare alla contraccezione ormonale, ma una valutazione da eseguire, insieme al Pap test, come screening periodico indipendente. La valutazione dell'impatto di questa impostazione indica che molte donne preferiscono differire l'esame pelvico e che apprezzano la semplificazione dell'accesso ai metodi ormonali [2-6].
 
I benefici attesi dalla eliminazione degli esami preliminari alla contraccezione ormonale sono:

  • migliorare l'accesso alla contraccezione efficace, in particolare per le adolescenti; 
  • svincolare le procedure di screening (esame pelvico, Pap test, esame senologico) dalla prescrizione dei contraccettivi. Le donne, infatti, dovrebbero considerare gli screening per la loro efficacia, non per avere accesso alla contraccezione; 
  • svincolare la contraccezione dalla percezione diffusa che comporti un rischio per la salute femminile. Se si lega la prescrizione ad esami clinici (rivelatisi peraltro di scarsa utilità) si rinforza la convinzione che la contraccezione ormonale sia dannosa. Proprio questa percezione può giustificare la precoce sospensione o la discontinuità del metodo [7].
 

Il cambiamento proposto può aiutare le donne a sostituire metodi di minore efficacia con metodi ad alta efficacia, con rilevanti benefici per la salute.

Le principali raccomandazioni da linee guida internazionali possono essere così riassunte [8-10]:

  • l'esame clinico di pelvi e mammelle non aiuta a individuare le patologie che sconsigliano la contraccezione ormonale e perciò non contribuisce in modo sostanziale all'uso efficace e sicuro del metodo contraccettivo: va proposto come pratica di cura per la salute riproduttiva, quando e se appropriato, ma non è raccomandato di routine prima della prescrizione 
  • la storia medica rappresenta lo strumento principale di screening: la raccolta dell'anamnesi personale e familiare va effettuata ponendo particolare attenzione a emicrania, tromboembolia venosa, fattori di rischio cardiovascolare, iperlipidemie, diabete, fumo e assunzione di farmaci 
  • l'esame clinico comprendente la misurazione di peso, indice di massa corporea e pressione arteriosa rappresenta l'approccio più utile alla selezione delle pazienti
 

In allegato alla pagina è consultabile una tabella prodotta da WHO (World Health Orgnization) in cui gli accertamenti clinici per un utilizzo sicuro ed efficace di diversi metodi contraccettivi vengono classificati in [10]:
A raccomandato
B contribuisce sostanzialmente
C non contribuisce sostanzialmente
+ desiderabile dove possibile

 

La pagina Quale valutazione prima della prescrizione? contiene le fonti d'informazione per identificare le donne che non dovrebbero utilizzare contraccettivi ormonali e valutarne il possibile impatto su condizioni di rischio per la salute.

 
 

Bibliografia

1. Henderson J.T. et al. Pelvic examination and access to oral hormonal contraception. Obset Gynecol 2010;116:1257-64
2. Stewart FH et al. Clinical breast and pelvic examination requirements for hormonal contraception. JAMA 2001;285:2232-39
3. Armstrong KA, Stover MA. Smart start: an option for adolescents to delay the pelvic examination and blood work in family planning clinics. J Adolesc Health 1994;15:389-95
4. Harper C et al. Provisions of ormonal contraceptives without a mandatory pelvic exam: the first stop demonstration project. Fam Plan Perspect 2001;33:13-8
5. Scott A, Glasier A. Routine breast and pelvic examinations before prescription of hormonal contraception. IPPF Medical Bulletin 2003;37:1-2        
6. Scott A, Glasier A. L'examen systématique des seins et du pelvis avant la prescription de contraceptifs hormonaux. Bulletin médical de l'IPPF 2003;37:1-2 
7. Kaunitz AM. Oral contraceptive health benefits: perception versus reality. Contraception 1999;59 (suppl 1):29S-33S [Riassunto]
8. International Planned Parenthood Federation (IPPF). Medical and Service Delivery Guidelines for Sexual and Reproductive Health Services. Third edition (2004) 
9. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Faculty of Family Planning & Reproductive Health Care. First Prescription of Combined Oral Contraception. London: RCOG; 2006 (updated 2007)
10. Agence Nationale d'Accreditation et d'Evaluation en Santé. Recommandations pour la pratique clinique. Stratégies de choix des méthodes contraceptives chez la femme. Paris: ANAES; 2004
11. World Health Organization. Improving access to quality care in family planning. Medical eligibility criteria for contraceptive use. (Fourth edition 2009). Geneva: World Health Organization 2010



Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
  1. SaperiDoc
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