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Ultimo aggiornamento: 15.02.2007

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Iniziare la contraccezione ormonale

Esami del sangue preliminari?

Linee guida internazionali e un documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità concordano nel non considerare gli esami ematologici un requisito preliminare all'inizio della contraccezione ormonale.

Le linee guida di Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG), e di International Planned Parenthood Federation (IPPF), affermano che non è necessario eseguire di routine esami ematologici per la prima prescrizione di estroprogestinici. L'esecuzione di eventuali esami andrebbe decisa solo sulla base dell'anamnesi e dell'esame clinico e non deve comunque posporre la prescrizione del contraccettivo. L'attenta rilevazione, nella storia clinica personale e familiare, di episodi di trombosi venosa profonda idiopatica permette di identificare le donne a rischio, che possono beneficiare di un contraccettivo privo di estrogeni [1,2].

La linea guida dell'agenzia sanitaria pubblica francese Agence Nationale d'Accreditation et d'Evaluation en Santé (ANAES) raccomanda che nella donna non fumatrice, priva d'antecedenti personali o familiari per malattia metabolica, la realizzazione del bilancio ematico non ritardi la prescrizione d'estroprogestinici. Gli esami consigliati sono la determinazione di colesterolo totale, trigliceridi, glicemia basale entro 3-6 mesi dall'inizio della contraccezione, da ripetere ogni 5 anni, se normali e in assenza di fatti clinici rilevanti. Il bilancio dell'emostasi è riservato solo alle donne con familiarità documentata di tromboembolie venose prima dei 50 anni in uno o più soggetti, o familiarità per anomalie dell'emostasi [3].

Per la Society of Obstetricians and Gynaecologists of Canada (SOGC) non sono richiesti esami di laboratorio nella valutazione preliminare alla prescrizione di estroprogestinici. La valutazione dei lipidi plasmatici e del metabolismo glicidico dovrebbe seguire le indicazioni più generali (che sconsigliano lo screening nelle donne di età inferiore a 45 anni prive di fattori di rischio cardiovascolare). Il bilancio dell'emostasi non è raccomandato di routine [4].

In allegato alla pagina è consultabile una tabella prodotta da WHO (World Health Orgnization) in cui gli accertamenti clinici per un utilizzo sicuro ed efficace di diversi metodi contraccettivi vengono classificati in [5]:
A raccomandato
B contribuisce sostanzialmente
C non contribuisce sostanzialmente
+ desiderabile dove possibile
 
In assenza di prove di efficacia sulla frequenza dei controlli nelle utilizzatrici di contraccettivi estroprogestinici, le raccomandazioni sono di effettuare un primo controllo a tre mesi dall'assunzione per:

  • registrare problemi o effetti collaterali 
  • verificare il corretto utilizzo e rimarcare istruzioni 
  • misurare la pressione arteriosa 
  • fornire il farmaco

Seguirà un follow up annuale simile al precedente, in cui proporre un esame pelvico o il Pap test se appropriati. Va inoltre incoraggiato il ritorno in qualsiasi momento per discutere effetti collaterali o nel caso si desideri cambiare il metodo contraccettivo [1,2,5].

 

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