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La necessità di pianificare la gravidanza nelle donne epilettiche pone al clinico il compito di una accurata informazione preconcezionale, in particolare sulle strategie contraccettive.
I farmaci antiepilettici induttori enzimatici, aumentando il catabolismo degli steroidi, riducono l'efficacia dei contraccettivi ormonali attraverso due meccanismi:
Non hanno effetto significativo sulla contraccezione l'acido valproico che inibisce gli enzimi microsomiali e gli antiepilettici più recenti [1]. Nella tabella allegata alla pagina è consultabile l'elenco dei farmaci antiepilettici che possono o meno interferire con i contraccettivi ormonali.
Gli antiepilettici induttori enzimatici riducono l'efficacia dei contraccettivi orali combinati, dei contraccettivi progestinici e degli impianti a rilascio di levonorgestrel.
L'efficacia della contraccezione ormonale si riduce, ma resta superiore a quella di barriera. Se la donna ha bisogno di una contraccezione sicura è utile associare un metodo barriera.
Le linee guida raccomandano di utilizzare la contraccezione ormonale associata all'uso di antiepilettici come segue [1,2]:
Contraccettivi orali combinati
In caso di assunzione di farmaci antiepilettici non induttori enzimatici l'efficacia contraccettiva non si riduce, questi sono perciò i farmaci preferibili.
Contraccettivi progestinici
Progestinico orale e impianti sottocutanei non sono raccomandati nelle donne che assumono farmaci induttori enzimatici. Il medrossiprogesterone acetato a lento rilascio (Depo-Provera®) può essere utilizzato, ma occorre ridurre l'intervallo tra le iniezioni a 10 settimane.
Contraccezione d'emergenza
E' ragionevole considerare possibile una riduzione di efficacia nel caso di contraccezione d'emergenza associata all'uso di antiepilettici induttori enzimatici. La dose assunta va raddoppiata (1,5 mg) e va somministrata una dose aggiuntiva di 750 mcg 12 ore dopo.
Una contraccezione efficace consente di posticipare la gravidanza al momento in cui siano assicurati un controllo soddisfacente delle crisi e un efficace programma di assistenza periconcezionale.
Il British Medical Journal [3] rileva che spesso i clinici danno informazioni insufficienti alle loro pazienti epilettiche sulla contraccezione, sulle interazioni tra farmaci e sulla loro teratogenicità.
Un'indagine condotta su 400 gravide affette da epilessia [4] riporta che solo il 38% delle intervistate ha ricevuto una consulenza preconcezionale, che meno del 50% delle gravidanze era stato programmato (in parte anche per effetto del fallimento contraccettivo) e che solo l'11% aveva assunto folati in modo appropriato.
Il bisogno di informazioni sulla contraccezione è evidenziato anche da un'indagine condotta tra le aderenti alla British Epilepsy Association (BEA) [5]. Delle 1855 volontarie che hanno risposto al questionario-intervista, il 32% utilizzava contraccettivi orali, il 4 % contraccettivi iniettori, mentre il contraccettivo più utilizzato era il profilattico. Il 51 % delle donne intervistate affermava di non aver ricevuto informazioni sull'interazione tra contraccettivi ed antiepilettici. Il sito della British Epilepsy Association contiene molte informazioni accurate sulla salute della donna epilettica: contraccezione, gravidanza, e menopausa.
1. Diagnosis and Management of Epilepsy in Adults. Guideline No. 70. Edimburgh: SIGN; 2003 [Testo integrale]
2. NICE. Epilepsy in adults and children: Full guideline. London: NICE; 2004 [Testo integrale]
3. Wiebe s Managing women with epilepsy BMJ 2000;320:3-4 [Testo integrale]
4. Fairgrieve S e al. Population based, prospective study of the care of women with epilepsy in pregnancy. BMJ 2000;321:674-5 [Testo integrale]
5. Crawford P, Lee P. Gender difference in management of epilepsy.What women are hearing. Seizure 1999; 8: 135-139 [Medline]
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