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Interazioni con altri farmaci

Effetti dei farmaci sui contraccettivi orali

 

Le donne che fanno o potrebbero fare uso di contraccezione ormonale devono essere informate sulle possibili interazioni con farmaci che potrebbero diminuirne l'efficacia, in modo particolare per quanto riguarda la categoria di farmaci induttori enzimatici, per i quali si rende necessaria una rivalutazione contraccettiva come il passaggio a metodi di barriera nel breve periodo e a sistemi intrauterini o iniezione periodica di medrossiprogesterone acetato (DMPA- depot medroxyprogesterone acetate) sul lungo periodo [1].
L'azione di induzione enzimatica puō prolungarsi fino a un mese dopo la sospensione del farmaco.

I seguenti farmaci sono induttori enzimatici, quindi in grado di diminuire l'efficacia dei contraccettivi ormonali:

  • antiepilettici, come carbamazepina, eslicarbazepina, oxcarbazepina, fenobarbital, fenitoina, primidone, rufinamide topiramato
  • antibiotici, come rifabutina, rifampicina
  • antiretrovirali, come efavirenz, nevirapine e ritonavir. In considerazione della complessitā di questa categoria di farmaci e della continua e rapida evoluzione delle conoscenze in quest'ambito, si rimanda alla consultazione del sito dedicato [2,3]
  • antidepressivi, come erba di S. Giovanni (iperico)
  • altri, come modafinil, bosentan, aprepitant.
 

Inoltre, lamotrigina e griseofulvina, pur non essendo farmaci induttori enzimatici, possono ridurre l'efficacia contraccettiva dei contraccettivi ormonali.
Ci sono poi dei farmaci che, essendo inibitori enzimatici, possono invece aumentare la concentrazione dei contraccettivi ormonali. Questo non rappresenta un problema dal punto di vista dell'efficacia contraccettiva e, d'altro canto, non c'č segnalazione di una associazione fra aumento della concentrazione di contraccettivi ormonali e effetti avversi. Laddove possibile, i clinici possono considerare delle alternative terapeutiche. Questi farmaci sono:

  • antibiotici come eritromicina
  • antimicotici come fluconazolo, itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo, voriconazolo
  • antiretrovirali come atazanavir
  • immunosoppressori come tacrolimus
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei come etoricoxib
  • statine come atorvastatina, rosuvastatina
  • vasodilatori come sitaxentan sodico.
 

Oltre ai farmaci che agiscono sul metabolismo dei contraccettivi, bisogna considerare anche quelli che ne possono alterano l'assorbimento. Il ricorso a UPA (ulipristal acetato) come contraccezione d'emergenza va sconsigliato alle donne che assumono farmaci in grado di alterare il pH gastrico (antiacidi assunti in maniera prolungata, inibitori della pompa protonica, H2 antagonisti).
Per il teorico rischio che l'assunzione di UPA come contraccettivo d'emergenza possa interagire con la contraccezione ormonale, viene raccomandato di offrire in questa situazione l'inserimento di Cu-IUD (link alla pagina contraccezione d'emergenza) [1,3].
Oltre a questo, bisogna considerare tutti i farmaci che inducono vomito o diarrea.

 

Bibliografia

1. FSRH  Clinical Guidance: Drug Interactions with Hormonal Contraception.January 2018
2. Sito  web Universitā di Liverpool
3. World Health Organization. Medical  Eligibility Criteria for Contraceptive Use. Geneva: WHO, 2015 (5th edition)[Testo integrale]



Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
Via Aldo Moro 21, Bologna