1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
 

Menu

Menu

Contenuto della pagina Versione stampabile della pagina

Rischi associati ai contraccettivi orali

Contraccettivi orali e neoplasia cervicale

L'infezione persistente da papillomavirus umano (HPV) rappresenta l'agente causale più frequente di carcinoma cervicale, sia a cellule squamose che adenomatoso, ma fino a non molto tempo fa la presenza di HPV non veniva considerata negli studi su contraccettivi orali (CO) e neoplasia cervicale. Insieme ad altri problemi di metodo, questo può spiegare perché gli studi su CO e neoplasia cervicale presentino dati conflittuali [1].

Una metanalisi di 28 studi osservazionali di coorte e caso-controllo - comprendente i dati relativi a 12.531 donne con cancro cervicale - ha valutato la possibile associazione tra utilizzo di contraccettivi orali (CO) e aumento del rischio di tale neoplasia [2]. Nella revisione si conclude che il rischio relativo (RR) di cancro cervicale aumenta nelle donne utilizzatrici di CO rispetto alle donne che non ne hanno mai fatto uso. L'aumento risulta proporzionale alla durata dell'utilizzo: per assunzioni di durata minore ai 5 anni, tra 5 e 9 anni o di almeno 10 anni, il RR è risultato rispettivamente di 1.1 (95% CI 1.1-1.2), 1.6 (95% CI 1.4-1.7), 2.2 (95% CI 1.9-2.4). Gli stessi dati, aggiustati per presenza di HPV, abitudine al fumo, numero di partner, utilizzo di metodi contraccettivi di barriera e esecuzione di screening citologico, sono risultati simili per tutte le donne, sia per il carcinoma squamoso che per l'adenocarcinoma della cervice.
Quando si considerano solamente i dati degli studi su donne HPV positive, i risultati sono simili a quelli ottenuti senza questa restrizione. L'aumento di RR di neoplasia cervicale nel tempo è presente anche nelle donne HPV negative, ma l'effetto risulta meno marcato e comunque statisticamente non significativo rispetto alle donne non utilizzatrici (dopo almeno 10 anni di assunzione: RR 1.3, 95% CI 0.9-1.9).

Una revisione sistematica di 19 studi epidemiologici - condotta per valutare se l'infezione da HPV è più comune nelle donne che utilizzano CO - non ha mostrato una associazione tra HPV positività e utilizzo o non utilizzo a lungo termine di CO. Come gli autori stessi riconoscono, gli studi sono limitati ed eterogenei e i risultati vanno interpretati con cautela, nell'attesa di ulteriori conferme [3].
Uno studio di coorte multicentrico che ha analizzato la relazione fra assunzione di contraccettivi orali, prevalenza di infezione da HPV e progressione a lesioni precancerose e carcinoma invasivo, ha comparato: a) donne che non assumevano alcun contraccettivo; b) donne che utilizzavano contraccettivi diversi da quelli orali; c) donne che utilizzavano solo contraccettivi orali [11]. Lo studio dimostra che l'utilizzo di contraccettivi orali non è il reale fattore di rischio, ma solo un epifenomeno del comportamento sessuale, causa reale del maggior rischio di infezione e della progressione della malattia [11].
E' probabile che il diverso peso che i fattori di rischio per l'infezione hanno nei vari studi e i risultati a volte contrastanti dipendano proprio dal peso che ognuno di questi ha nei diversi setting come marker di comportamenti sessuali a maggiore o a minore rischio.



Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
Via Aldo Moro 21, Bologna