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In breve
Quando si parla di incidenza e mortalità del tumore della cervice uterina bisogna ricordare l'enorme differenza fra i dati Italiani (incidenza 10 casi ogni 100mila donne, mortalità 2 casi ogni 100mila donne) e quelli dei paesi poveri (incidenza 34.5 casi ogni 100mila donne, mortalità 25.3 casi ogni 100mila donne in Africa orientale). Fra i fattori che contribuiscono a questa differenza i ricercatori sottolineano l'importanza dello screening con Pap test.
Nel mondo ci sono ogni anno, secondo le stime prodotte dall'International Agency for Research on Cancer (IARC) riferite al 2008, 529mila donne che sviluppano il tumore della cervice uterina e 275mila donne che muoiono per questa patologia. Il carcinoma della cervice uterina è, per frequenza, il terzo tumore maligno nella popolazione femminile mondiale. Incidenza e mortalità di questo tumore correlano con il livello di povertà dei paesi: oltre 85% dei casi e 88% delle morti avviene nei paesi poveri [1]. Le differenze fra macroaree del mondo sono elevate: incidenza e mortalità standardizzata per età nell'Africa orientale sono rispettivamente di 34.5 ogni 100mila donne e di 25.3 ogni 100mila, mentre nell'Europa occidentale questi indici sono rispettivamente di 6.9 ogni 100mila e di 2 ogni 100mila (dati del 2008) [1].
Le differenze sono legate soprattutto alla disponibilità e efficacia nei diversi paesi dei programmi di screening: prima dell'implementazione dello screening con il test di Papanicolaou (Pap test) l'incidenza del tumore della cervice uterina nei paesi ricchi era infatti pari a quella dei paesi più poveri [2].
In Europa il tumore della cervice uterina si colloca al settimo posto per incidenza fra i tumori che colpiscono le donne, dopo il tumore del seno, del colon-retto, polmone, corpo dell'utero, stomaco e ovaio e al settimo posto per mortalità dopo il tumore del seno, polmone, colon-retto, stomaco, pancreas e ovaio [3]. Anche fra paesi europei si registrano consistenti differenze: l'incidenza standardizzata per età è più che doppia e la mortalità più che tripla in Europa centro orientale rispetto a l'Europa occidentale [3].
In Italia ogni anno ci sono 3500 donne che sviluppano il tumore, con un'incidenza standardizzata per età stimata di 10 casi ogni 100mila donne con lievi differenze nelle diverse zone del paese (da 10 casi ogni 100mila in Friuli Venezia Giulia e Biella a 4,5 casi ogni 100mila a Trento e Varese). Si stima che circa 1000 donne muoiano ogni anno in Italia per questa neoplasia, con un'incidenza standardizzata per età stimata di 2 casi ogni 100mila donne. L'incertezza della stima dipende dal fatto che oltre ai 415 decessi registrati in Italia per cervicocarcinoma, ci sono oltre 1800 decessi legati a tumori dell'utero non meglio specificati, che includono sia quelli della cervice sia i più frequenti tumori del corpo dell'utero. L'incidenza, prevalenza e mortalità legata ai tumori in Italia è monitorizzata dall'AIRT (Associazione italiana registri tumori). Nello AIRT sono compresi i dati di diversi registri della Regione Emilia-Romagna: Ferrara, Parma, Modena, Reggio Emilia, Romagna. I dati riferiti al periodo 1998-2002, relativi a 175.314 casi di nuovi tumori diagnosticati fra le donne italiane, collocano il tumore della cervice (2% dei tumori totali) al nono posto fra i tumori che colpiscono le donne dopo il tumore del seno (27%), quello della cute diverso dal melanoma (14%), del colon-retto (11%), del polmone (4.5%), dello stomaco (4%), corpo dell'utero (4%), ovaio (3%), pancreas (2.5%) [4]. In pratica questo significa che mediamente rischia di sviluppare un tumore della cervice uterina 1 donna italiana ogni 163, e rischia di morirne 1 ogni 1250. Nel caso di altri tumori femminili più frequenti questi dati sono: 1 donna ogni 11 rischia di sviluppare un tumore al seno, 1 ogni 50 rischia di morirne; 1 donna ogni 71 rischia di sviluppare un tumore al polmone, 1 ogni 96 rischia di morirne [5]. Rispetto ai dati del quinquennio 1988-92 sia l'incidenza che la mortalità per tumore della cervice uterina appaiono in diminuzione. La riduzione dei nuovi casi è dovuta soprattutto a un calo del tipo istologico squamocellulare, più facilmente identificabile tramite il Pap test. Il tumore squamocellulare continua comunque a rappresentare il tipo più frequente (53%), mentre si registra un aumento relativo degli adenocarcinomi, oggi pari al 12% [6]. Il tumore della cervice non esiste praticamente nelle giovani con meno di 25 anni, la sua incidenza aumenta progressivamente nelle classi di età superiori, raggiungendo il picco intorno ai 45 anni e mantenendo poi la sua incidenza stabile nelle classi di età successive [4].
Dati relativi alla popolazione Italiana non contenuti nelle pubblicazioni elencate in bibliografia, ma utilizzati nel testo, sono consultabili gratuitamente al sito dello AIRT
1. Ferlay J, Shin HR, Bray F, et al. Estimates of worldwide burden of cancer in 2008: GLOBOCAN 2008. Int J Cancer 2010 Jun 17 [Medline]
2. Sankaranarayanan R, Ferlay J. Worldwide burden of gynaecological cancer: the size of the problem. Best Pract Res Clin Obstet Gynaecol 2006;20:207-25 [Medline]
3. Ferlay J, Parkin DM, Steliarova-Foucher E. Estimates of cancer incidence and mortality in Europe in 2008. Eur J Cancer 2010;46:765-81 [Medline]
4. AIRT working group. I tumori in Italia - Rapporto 2006. Incidenza, mortalità e stime. Epidemiologia e prevenzione 2006;1:17-28 [Testo integrale]
5. AIRT working group. I tumori in Italia - Rapporto 2006. Incidenza, mortalità e stime. Epidemiologia e prevenzione 2006;1:64-5 [Testo integrale]
6. Castellsague X, Diaz M, de Sanjose S, et al; International Agency for Research on Cancer Multicenter Cervical Cancer Study Group. Worldwide human papillomavirus etiology of cervical adenocarcinoma and its cofactors: implications for screening and prevention. J Natl Cancer Inst 2006;98:303-15 [Medline]
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