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Le procedure sanitarie per IVG

L'assistenza postaborto

 

Le donne che hanno richiesto un aborto volontario presentano tre caratteristiche: sono sessualmente attive, hanno dimostrato la loro determinazione a non volere figli in quel momento, hanno di fronte la concreta possibilità di nuove gravidanze indesiderate.

 
 

La continuità della cura rappresenta un elemento importante nell'assistenza della donna che affronta una interruzione volontaria di gravidanza (IVG). Basandosi su questo principio Postabortion Care Consortium, un consorzio internazionale di organizzazioni non governative che opera per la prevenzione delle complicanze postaborto, propone un modello di assistenza sanitaria in cui identifica 5 elementi essenziali [1]:

  1. cooperazione tra i servizi, in particolare per gli interventi educazionali sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate e l'investimento di risorse e per l'assistenza tempestiva e appropriata in caso di complicanze dopo l'aborto; 
  2. counseling per identificare e rispondere ai bisogni delle donne sia in termini di salute fisica che psichica: supporto emotivo, risposte chiare e comprensibili alla donna sullo stato di salute contingente e sulla sua futura salute riproduttiva, informazioni sulle possibili complicanze e dove rivolgersi in tali evenienze; 
  3. trattamento tempestivo delle complicanze di aborti incompleti o non eseguiti in condizioni di sicurezza; 
  4. accesso ai metodi contraccettivi, inclusa la contraccezione d'emergenza, per la prevenzione di gravidanze indesiderate, fornita possibilmente all'interno dello stesso servizio; 
  5. accesso ai servizi di salute riproduttiva o altri servizi, nella stessa struttura o tramite invio ad altre strutture della rete sanitaria con percorsi facilitati, per interventi riguardanti lo screening, la diagnosi e il trattamento dei tumori e delle malattie sessualmente trasmesse, ma anche per un supporto sociale o economico.
 
 

Le donne che hanno affrontato un aborto sono a rischio di un'altra gravidanza indesiderata e costituiscono un gruppo di potenziali utenti caratterizzate da un bisogno non soddisfatto di contraccezione. Mentre sono disponibili servizi per l'offerta attiva di contraccezione in altre condizioni a rischio di gravidanza indesiderata, come il puerperio, sono poche le esperienze indirizzate alle donne dopo un aborto [2].

Elementi nodali nella pianificazione dei servizi per la contraccezione postaborto sono:
1. Fattori legati all'organizzazione sanitaria
- le opportunità per effettuare la consulenza o la prescrizione postaborto sono limitate, poiché la paziente è poco motivata a ripresentarsi al servizio (al contrario di quanto avviene dopo il parto)
- l'aborto spesso è effettuato in un servizio diverso da quello che fornisce contraccezione
- l'approccio terapeutico, soprattutto in presenza di complicazioni o pratiche clandestine, è orientato al trattamento dell'episodio acuto
- tra i professionisti possono essere presenti atteggiamenti di scarsa sensibilità, a volte addirittura punitivi, nei confronti delle donne che hanno affrontato un aborto volontario
2. Fattori clinici
- il ritorno dell'ovulazione è molto rapido, spesso precede la prima mestruazione dopo l'aborto
- le complicazioni, soprattutto quelle legate a procedure clandestine, possono influenzare la scelta e l'avvio della contraccezione successiva
3. Fattori psicologici e culturali
- il supporto sociale e familiare dopo IVG è di solito limitato
- poco si conosce sulla percezione che la donna ha di sé dopo un aborto volontario
- spesso le donne non hanno la consapevolezza del rapido ritorno alla fertilità dopo una interruzione di gravidanza (una donna può restare gravida quasi subito dopo un aborto: nel 75% dei casi l'ovulazione compare entro sei settimane dopo l'aborto, nel 50% dei casi entro le prime tre settimane)

 

Come sottolineato in tutte le linee guida sull'interruzione di gravidanza, prima che la donna lasci la struttura in cui ha eseguito l'IVG, lo staff deve assicurarsi che abbia ricevuto informazioni e counseling adeguati sulla contraccezione, compresa quella d'emergenza, che il metodo scelto le sia stato fornito, che possegga i riferimenti per il servizio di pianificazione familiare più vicino [4-7].
 
In generale, tutti i metodi contraccettivi possono essere utilizzati dopo un aborto medico o chirurgico [2,8]:

 

L'inserimento immediato dello IUD dopo un aborto è da considerare sicuro ed efficace [2,8-10]. Va rimandato in caso di:
- infezione accertata o sospetta (fino a risoluzione o esclusione)
- perforazione uterina
- lacerazioni cervicali
- anemia severa
- aborto nel secondo trimestre
- aborto medico (inserzione rimandata a 4 settimane o non appena vi sia evidenza di aborto completo)
Nei casi precedenti è utile suggerire un metodo temporaneo (condom, spermicidi), stabilendo contestualmente gli appuntamenti successivi.
Non vi sono differenze nel rischio di complicazioni postaborto (PID, perforazioni) tra una inserzione immediata rispetto alla posticipata, anche se il rischio di espulsione spontanea sembra essere maggiore vi è il vantaggio di una contraccezione immediata raggiunta con un'unica procedura. La percentuale di espulsioni di IUD applicati immediatamente dopo un aborto è direttamente proporzionale all'età gestazionale ed è maggiore per gli aborti eseguiti nel secondo trimestre. Infine non vi sono differenze in sicurezza e espulsioni tra IUD al rame o medicati al levonorgestrel [4, 9-10].

Bibliografia

1. Postabortion Care Consortium. Essential elements of postabortion care: an expanded and updated model. Postabortion Care Consortium 2002 [Testo integrale]
2. World Health Organization. Post abortion family planning: a practical guide for programme managers. Geneva: World Health Organization; 1997 [Testo integrale]
3. Wolf M, Benson J.Meeting women's needs for post-abortion family planning. Report of a Bellagio Technical Working Group. Int J Gynaecol Obstet 1994;45:1-33 [Medline]
4. National Abortion Federation. Clinical Policy Guidelines. Washington, MD: NAF; 2008 [Testo integrale]
5. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. The care of women requesting induced abortion. London: RCOG; 2004 [Testo integrale]
6. World Health Organization. Safe abortion: technical and policy guidance for health systems. Geneva, Switzerland: WHO; 2003 [Testo integrale]
7. Agence nationale d'accreditation et d'evaluation en santé. Prise en charge de l'interruption volontaire de grossesse jusqu'à 14 semaines. Paris: ANAES; 2001 [Testo integrale]
8. Mittal S. Contraception after medical abortion. Contraception. 2006;74:56-60 [Medline]
9. Grimes DA et al. Immediate postabortal insertion of intrauterine devices. Cochrane Database of Systematic Reviews 2004, Issue 4. [Riassunto]
10. Medical eligibility criteria for contraceptive use. (Third edition). Geneva: WHO; 2004 [Testo integrale]

 
 
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