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I professionisti delle Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna hanno concordato un profilo di assistenza alle donne che richiedono l'interruzione medica della gravidanza. Il documento definisce criteri di ammissione, controindicazioni, posologia e vie di somministrazione dei composti utilizzati e riporta le indicazioni di Food and Drug Administration (FDA) per identificare le pazienti con sospetto di infezione nascosta da Clostridium sordellii.
Il flusso informativo su questa metodica è stato avviato dal 2007, anno in cui è stata modificata la scheda di rilevazione. Secondo il rapporto stilato dall'Assessorato politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna nel 2007 sono state rilevate 563 interruzioni volontarie di gravidanza eseguite con metodica farmacologica (5,7% del totale). Le donne che usufruiscono di tale metodica sono principalmente donne con cittadinanza italiana (75% circa), occupate (63%) e con un titolo di studio medio alto (scuola media superiore 57%, laureate 11%). L'introduzione della metodica non ha determinato un incremento delle IVG e non si sono registrate complicazioni particolari.
1. Criteri di ammissione [1]
Devono inoltre essere considerate con particolare attenzione condizioni di natura psicosociale quali, ad esempio, se la donna possa garantire la presenza per la visita di controllo a 14 giorni; abbia accesso ad un telefono e possa disporre di un mezzo di trasporto in caso di necessità; abbia mostrato di comprendere le indicazioni fornite.
2. Controindicazioni [1]
3. Trattamento farmacologico
4. Schema di assistenza
Giorno 0 (visita ambulatoriale)
Il medico presso l'ambulatorio ospedaliero o, preferibilmente, a livello consultoriale:
Giorno 1 (DH)
Giorno 2 (facoltativo)
Giorno 3 (DH)
Giorno 14 (visita ambulatoriale)
Avvertenze per il medico, ostetrico e di pronto soccorso
FDA ha recentemente segnalato quattro casi di decessi per shock settico in donne che avevano avuto un aborto farmacologico. In tre di queste è stato isolato Clostridium sordellii, un gram positivo anaerobio ubiquitario nel terreno che fa parte della flora intestinale umana e colonizza la vagina del 10% delle donne [11]. FDA raccomanda che "i medici prendano in considerazione la possibile presenza di infezione nelle pazienti che presentano nausea, vomito o diarrea e prostrazione con o senza dolori addominali e senza febbre o altri segni di infezione più di 24 ore dopo aver assunto misoprostolo. Al fine di identificare queste pazienti con una infezione nascosta, deve essere presa in seria considerazione l'esecuzione un esame emocromocitometrico completo". Non è invece raccomandata la profilassi antibiotica [12].
Note