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Screening ecografico

Quando è utile nel II trimestre?

Agenzie governative, università ed associazioni professionali hanno prodotto linee-guida o raccomandazioni sull'utilizzo dell'ecografia nel secondo trimestre di gravidanza. I diversi documenti concordano su numerosi punti.

- Una ecografia di routine dalla 18.a alla 22.a settimane di e.g. incrementa la frequenza con la quale vengono riconosciute prima della nascita le malformazioni fetali maggiori, presenti nel 2-3% di tutti i nati. Un maggior numero di genitori possono avere quindi l'opportunità di ricevere un counselling precoce, con la possibilità di interrompere eventualmente la gravidanza.

- Viene riportato un tasso di diagnosi falsamente positiva di malformazione fetale di 0.2-1.0 /1.000 gravide sottopostesi ad ecografia. La maggior parte di questi risultati falsamente positivi vengono corretti nella successiva valutazione ecografica.

- Una revisione sistematica dell'efficacia clinica dell'ecografia in gravidanza [1] ha preso in esame - fra l'altro - lo screening delle anomalie congenite fetali. Gli studi inclusi, condotti fra il 1991 ed il 1998, hanno registrato una prevalenza di anomalie fetali compresa fra 0.76% e 2.45%. Questa differenza può essere spiegata tanto da una scadente qualità degli accertamenti postnatali quanto riflettere una reale differenza fra le popolazioni studiate.

- In questa revisione la sensibilità dell'ecografia è 44.7%, compresa fra 15.0% e 85.3%, A determinare un intervallo così ampio possono aver contribuito il tipo di anomalie, l'età gestazionale al momento dell'esame, l'abilità dell'esaminatore, la modalità nella quale viene eseguito l'esame, la qualità dello strumento (dell'equipaggiamento) utilizzato. Inoltre, la definizione delle anomalie può variare fra i diversi studi e, se la qualità degli accertamenti postnatali è scadente, la prestazione dell'ecografia nel diagnosticare le anomalie congenite può essere sovrastimata. Gli studi nei quali viene conteggiato il numero delle anomalie piuttosto che il numero di feti affetti tendono a sovrastimare la sensibilità. Questo è il dato rilevato nello studio che ha registrato la sensibilità più elevata (85.3%). Anche la frequenza con la quale le diverse anomalie congenite vengono diagnosticate varia considerevolmente. I tassi di diagnosi per i diversi distretti anatomici sono: sistema nervoso centrale 76.4%, apparato urinario 67.3%, respiratorio 50.0%, gastrointestinale 41.9%, scheletrico 26.1%, cardiaco 26.1%.

- E' importante, in assenza di fattori di rischio, informare chiaramente la donna che l'ecografia proposta ha quale obiettivo principale lo screening di anomale fetali; è indispensabile precisare le possibilità reali di diagnosi e i limiti dell'esame. ·

- La qualità delle informazioni relative alle conseguenze dell'esame, e l'opportunità di rifiutarlo, dovrebbe essere migliorata, in particolare allorché si valuta l'anatomia fetale.

- E' importante porre attenzione al sostegno della coppia allorché si ponga diagnosi di anomalie fetali o si comunichi un risultato anormale dell'esame.

- E' necessaria una formazione medica permanente, per i professionisti dei servizi sanitari, sia per quanto riguarda l'ultrasonografia ostetrica che per il sostegno psicologico alle madri allorché viene sospettata una malformazione fetale·

- Le questioni organizzative relative ai problemi di competenza, all'accesso alle conoscenze specialistiche e alla potenziale necessità di centralizzazione della diagnostica fetale richiedono ulteriori studi.

- Il precoce riconoscimento delle malformazioni fetali maggiori può offrire ai genitori l'opportunità di interrompere la gravidanza, ma non modifica i tassi di mortalità perinatale o di morbosità neonatale La riduzione di mortalità perinatale osservata in uno studio clinico controllato è da ascriversi all'aumento delle interruzioni di gravidanze per anomalie fetali diagnosticate.

- Non vi sono sufficienti studi, e i livelli di prova di efficacia sono insufficienti, per raccomandare o escludere l'indicazione ad una ecografia nel terzo trimestre di gravidanza (in assenza di fattori di rischio e di segni clinici di sospetto).



Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
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