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Screening ecografico

Sicurezza nell'utilizzo degli ultrasuoni

Gli ultrasuoni determinano diversi effetti biologici nei tessuti che attraversano:

1. effetto termico
Quando gli ultrasuoni si propagano in un mezzo l'ampiezza dell'onda acustica si riduce progressivamente, cedendo parte della sua energia sotto forma di calore. Questo fenomeno, denominato effetto termico, dipende dalle caratteristiche del fascio ultrasonoro e da quelle del tessuto attraversato.
Esistono alcune preoccupazioni riguardanti le conseguenze dell'effetto termico sul feto, soprattutto riguardante le applicazioni Doppler. L'esposizione prolungata a impulsi prolungati ed impulsi ad alta frequenza possono provocare un innalzamento della temperatura significativo, specialmente a livello dell'interfaccia tra tessuti a differente impedenza acustica (es. osso/tessuti molli). L'aumento della temperatura embrionale o fetale in situ eccedente di 1.5°C le condizioni fisiologiche (37°C) è considerata azzardata e potenzialmente rischiosa, perciò l'esame dovrebbe essere condotto minimizzando i tempi di esposizione e i livelli acustici.

2. effetto meccanico
Il passaggio dell'onda sonora in un tessuto determina l'oscillazione delle particelle che lo compongono alla stessa accelerazione e velocità del fascio ultrasonico. Le variazioni di pressione così prodotte generano effetti meccanici con possibile alterazioni della permeabilità delle membrane cellulari e scissione di molecole complesse (es. fibre collagene) nei tessuti attraversati.

3. effetto di cavitazione
Il fenomeno di cavitazione acustica consiste nella formazione di microbolle gassose nei liquidi attraversati dalle onde ultrasoniche che contengono gas disciolti. Le bolle gassose, generando alte pressioni, possono provocare danni tissutali. La possibilità di dare o meno origine a questo processo dipende dalle caratteristiche del tessuto e, in modo inversamente proporzionale, dalla frequenza ultrasonica.

Questi effetti non sono mai stati riportati nel feto, ma le ricerche sono molto poche e il rischio potenziale di interferire con lo sviluppo embrionale o di alterare i tessuti fetali va comunque considerato. L'utilizzo degli ultrasuoni in gravidanza richiede un uso prudente e un continuo monitoraggio, particolarmente nel primo trimestre e per le applicazioni Doppler.

Al fine di fornire al clinico informazioni sull'energia emessa dal fascio ultrasonoro e sui suoi possibili rischi biologici l'American Institute of Ultrasound in Medicine ha introdotto degli indici di sicurezza (termico e meccanico o di cavitazione) che compaiono in tempo reale sullo schermo degli ecografi più recenti. La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'utilizzo di questi indici, ma occorre sottolineare che non tengono comunque conto della durata dell'esposizione o della temperatura corporea materna.

Non ci sono prove scientifiche per sostenere che la diagnostica ad ultrasuoni in gravidanza comporti degli effetti avversi. Rimangono da considerare gli eventuali effetti a lungo termine e gli effetti dei crescenti livelli di intensità delle apparecchiature più moderne (circa otto volte quelli utilizzati 10 anni fa).
 
Gli studi disponibili concludono che i benefici legati all'uso degli ultrasuoni in gravidanza superano i rischi.

L'FDA afferma che l'esame ecografico in gravidanza è da considerare sicuro se utilizzato in modo appropriato e scoraggia decisamente l'esecuzione dell'esame senza una indicazione medica.
L'agenzia condanna in modo particolare la produzione di videocassette realizzate a ricordo della gravidanza. Si tratta di un fenomeno commerciale, diffuso particolarmente negli Stati Uniti, che viene proposto alle future madri spesso da personale non medico, non addestrato, con conseguente lunga durata di esposizione del feto agli ultrasuoni, a livelli di intensità, inoltre, più alti di quelli utilizzati nella pratica medica.
Gli usi legittimati dalla FDA per l'ecografia in gravidanza sono:

  • la diagnosi della gravidanza; 
  • la determinazione dell'epoca gestazionale; 
  • la diagnosi di anomalie congenite; 
  • la localizzazione della placenta; 
  • la diagnosi di gravidanza multipla.


Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
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