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La menorragia

Che cosa si intende per menorragia

 

La menorragia o ipermenorrea è definita come un eccessivo (> 80mL) sanguimento mestruale, che si verifica per più cicli consecutivi in età riproduttiva. La menorragia rappresenta una condizione che influisce sulla vita lavorativa, familiare e sociale.
Dal punto di vista clinico risulta importante considerare come eccessivo un sanguinamento mestruale che interferisce con la qualità di vita della donna, piuttosto del rigido criterio quantitativo: focalizzarsi sul volume della perdita ematica non è utile né per le pazienti né per i clinici, poiché sottovaluta la sintomatologia associata e trascura la percezione dei sintomi da parte della donna, fattori chiave nell'indurla a chiedere aiuto e nel determinare il successo di un trattamento.
La gestione di questa condizione dovrebbe basarsi quindi sulle prove di efficacia, ma nel discutere le opzioni terapeutiche si dovrebbe adottare una certa flessibilità per garantire una soluzione accettabile per ogni donna [1,2].
La soddisfazione per la terapia ed il miglioramento della qualità di vita dovrebbero essere considerati il goal primario del trattamento della menorragia.

Esiste grande confusione nell'utilizzo dei termini che descrivono i disturbi del flusso mestruale e i sanguinamenti uterini anomali in generale. In letteratura questa situazione rende difficoltosa l'interpretazione e il confronto dei risultati degli studi sull'argomento. Da qualche tempo si invoca perciò la necessità di una semplificazione della terminologia utilizzata per la descrizione dei sanguinamenti uterini anomali e l'adozione di definizioni universalmente condivise [3].

L'eccessiva perdita ematica mestruale può indicare la presenza di patologie uterine. Dall'esame di 20 studi osservazionali si ricava che la maggior parte delle donne con menorragia non presenta anomalie istologiche. I fibromi (30%) e i polipi (10%) sono le patologie di più frequente riscontro. La presenza di una patologia precancerosa o cancerosa è rara, ma mancano studi che stabiliscano il valore predittivo di questo sintomo [2].

 


Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
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