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La nascita pretermine in Emilia-Romagna 2004

Nascere prima del termine

Se genericamente con la definizione di pretermine vengono indicati tutti i bambini che nascono prima della 37ª settimana di gravidanza, in realtà da un neonato all'altro ci possono essere grandi differenze, tanto da poter affermare che ogni bambino è un caso a sé.

Le complicazioni cui possono andare incontro i neonati pretermine sono varie e dipendono da diversi elementi, come il peso alla nascita e la settimana di gestazione. Sulla salute del bambino possono incidere anche i fattori che hanno determinato il parto prematuro, che può essere il risultato di un incidente (come il distacco della placenta), ma anche di una decisione terapeutica (come un taglio cesareo per ipertensione), maturata dopo un attento bilancio fra benefici e rischi.

In generale, si può dire che oggi i neonati che corrono maggiori rischi - e che richiedono quindi assistenza e cure molto particolari - sono quelli con un peso alla nascita inferiore a 1500 grammi, definiti come neonati di peso molto basso. I neonati con un peso superiore, anche se nati prima del termine della gravidanza, hanno invece ottime probabilità di sopravvivere e crescere senza problemi.

Quali possono essere le cause di parto pretermine?
Ancora oggi, in 3 casi su 10 di parto pretermine non è possibile dare una spiegazione, cioè riconoscere una causa specifica. Nei restanti casi, i dati a disposizione mostrano che circa il 30% delle nascite pretermine sono associate a parti gemellari, il 20-25% a patologie quali emorragie materne, anomalie congenite dell'utero, distacco della placenta. Nel 15-20% dei casi, invece, il parto pretermine è elettivo, cioè avviene per indicazione clinica, ad esempio in caso di gravi problemi di ipertensione materna, gravi problemi di crescita del feto o in conseguenza di altre malattie materne che si verificano durante la gravidanza. Fra gli altri fattori associati al parto pretermine ci sono un precedente parto pretermine e un basso livello socio-economico dei genitori.

Quanti sono i parti pretermine?
In media, nei paesi ricchi, le nascite pretermine sono circa il 5-10% del totale. In Italia, secondo dati del Ministero della Salute (Rapporto CeDAP - Certificato di assistenza al parto) nel 2004, l'1,2% dei bambini (cioè poco più di 1 ogni 100) è nato fra la 24ª e la 32ª settimana di gestazione, il 5,4% è nato fra la 33ª e la 36ª settimana e il 93,4% è nato fra la 37ª e la 42ª settimana.
Per quanto riguarda la situazione in Emilia-Romagna, nel 2004, l'1,5% dei bambini è nato fra la 24ª e la 32ª settimana di gestazione, il 6% è nato fra la 33ª e la 36ª settimana e il 92,5% è nato fra la 37ª e la 42ª settimana. Secondo il rapporto La nascita pretermine in Emilia-Romagna, nel 2004 poco meno dell'1% dei neonati aveva peso inferiore a 1500 grammi, era cioè di peso molto basso.
I dati che seguono, tratti da questo rapporto, si riferiscono specificatamente alla situazione di questi neonati di peso molto basso (inferiore a 1500 grammi) dell'Emilia-Romagna.

Quale rischio di morte corrono questi neonati?
Il tasso di mortalità dipende dal peso del neonato al momento della nascita. In Emilia-Romagna, nel 2004, la mortalità dei neonati pretermine di peso inferiore a 1500 grammi è stata di circa il 16%, ma con grandi differenze. Infatti nei neonati che pesavano fra 500 e 749 grammi la percentuale di mortalità è stata circa il 60%, mentre in quelli di peso compreso fra 750 e 999 grammi questo valore diminuisce al 19,5%. Le principali cause associate a mortalità sono state: emorragia cerebrale, malattia cronica polmonare, enterocolite necrotizzante e sepsi.

Quali complicanze possono insorgere dopo la nascita?
I neonati pretermine, specie quelli con peso inferiore ai 1500 grammi, possono andare incontro a diversi problemi, i più frequenti dei quali legati a difficoltà di respirazione e di alimentazione. In Emilia-Romagna nel 2004, su tutti i nati pretermine con peso inferiore ai 1500 grammi, è stato rilevato che:
* la sindrome da distress respiratorio, cioè la difficoltà di respirazione, è il problema più frequente, ma solo in 3 casi su 100 il neonato necessita di ossigeno anche dopo il rientro a casa;
* l'emorragia ventricolare severa (un tipo di emorragia cerebrale) ha interessato circa 1 neonato pretermine su 4, la maggior parte dei quali aveva peso fra 500 e 749 grammi. Nel 10% dei casi si è trattato di una emorragia severa, cioè con complicanze a lungo termine;
* l'enterocolite necrotizzante (una grave patologia intestinale che, nei casi più gravi, necessita di intervento chirurgico) ha colpito il 4,4% dei neonati (circa 1 ogni 22), soprattutto quelli di peso inferiore a 1000 grammi;
* la retinopatia (patologia che interessa la vista) è stata rilevata in circa il 17% dei nati pretermine, nella maggior parte dei quali era di forma lieve e generalmente non associata a danni permanenti;
* la pervietà del dotto arterioso (una complicazione cardiaca) ha interessato poco più di un neonato pretermine su 3. La grande maggioranza dei casi è stata corretta con una terapia farmacologica e solo in 7 casi su 100 è stato necessario un intervento chirurgico;
* la sepsi (una non frequente, ma grave infezione che interessa tutto l'organismo) si è osservata nel 4,4% dei casi, circa la metà dei quali è sopravvissuto.

A quale assistenza viene sottoposto un bambino pretermine?
Proprio per i problemi che possono insorgere, nei neonati pretermine è possibile che già in sala parto vengano effettuati diversi interventi: i più frequenti sono quelli per aiutare la respirazione. Secondo il rapporto La nascita pretermine in Emilia-Romagna, circa 1 neonato pretermine di peso molto basso su 4 (27,6%) non ha avuto bisogno di assistenza respiratoria, mentre in poco più di 1 ogni 3 si è resa necessaria l'intubazione. Altri interventi sono quelli relativi alla nutrizione: in Emilia-Romagna, nel 2004, il 64% dei neonati di peso molto basso sono stati nutriti per via parenterale (cioè attraverso una flebo), nella maggior parte dei casi si trattava di neonati che pesavano meno di 1000 grammi. Nel 48,5% dei casi si è resa necessaria una trasfusione di sangue.

Quando si può portare il bambino a casa?
Quando i medici valutano che il neonato sia fuori pericolo, stabilizzato (cioè in grado di respirare da solo e di nutrirsi) e abbia raggiunto un peso adeguato. Il rapporto La nascita pretermine in Emilia-Romagna ha mostrato come si è modificata l'assistenza negli ultimi anni: oggi la tendenza è di abbreviare il periodo del ricovero ospedaliero, favorendo il rientro a casa del neonato e il contatto con la famiglia. In Emilia-Romagna nel 2004, per esempio, l'85% dei bambini nati pretermine di peso molto basso alla nascita è stato dimesso con un peso inferiore a 2500 grammi.

E' possibile l'allattamento al seno per i bambini nati pretermine?
Anche nei bambini con peso alla nascita inferiore ai 1500 grammi, come in tutti gli altri neonati, l'allattamento al seno continua ad essere vantaggioso: è stato dimostrato che la composizione del latte materno è diversa in rapporto alle settimane di gravidanza trascorse. Questo significa che, in caso di nascita pretermine, il latte della madre è quello con le caratteristiche migliori per sostenere il proprio bambino, nato in quella precisa settimana di gestazione, ed è diverso da quello che sarebbe stato se il bambino fosse nato in un'altra epoca gestazionale o al termine della gravidanza.
Come mostrano i dati del rapporto La nascita pretermine in Emilia-Romagna, nel 2004 circa il 32% dei neonati con peso alla nascita inferiore ai 1500 grammi dimessi dall'ospedale veniva allattato esclusivamente al seno, mentre nel 32% dei casi l'allattamento al seno era associato ad alimentazione artificiale. Con i neonati pretermine anche di peso molto basso, dunque, non vi sono controindicazioni all'allattamento materno; i problemi e le difficoltà che si incontrano sono soprattutto di ordine pratico. Può essere difficile, per esempio, iniziare ad allattare al seno quando il bambino è talmente piccolo da non riuscire ad attaccarsi o a succhiare vigorosamente. In questi casi il supporto delle esperte e degli esperti di allattamento al seno, che operano nei consultori, può essere molto utile.

 
 


Data di pubblicazione: 11/12/2008

  1. SaperiDoc
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