Testata per la stampa

Assistenza al parto a basso rischio

 

Nel 1996, sulla base delle revisioni sistematiche pubblicate in Effective care in pregnancy and childbirth e, successivamente, in The Cochrane pregnancy and childbirth database (in seguito incorporato nella Cochrane library), un gruppo di lavoro della Organizzazione mondiale della sanitÓ (WHO) ha pubblicato un report [1].

Questo documento identifica gli obiettivi dell'assistenza alla nascita fisiologica, indipendentemente dal paese o dalla regione geografica ed indipendentemente dalla sede, dalle caratteristiche o dal livello del luogo in cui avviene il parto.

Il documento richiama esplicitamente le raccomandazioni pubblicate dall'OMS nel 1985 [2], rilevando come numerose delle procedure giudicate per la loro frequenza inappropriate dal precedente rapporto vengano comunemente e ampiamente utilizzate, nonostante il rigore scientifico delle raccomandazioni [3] e la crescente importanza attribuita alla Medicina delle prove di efficacia (EBM).

Il documento del 1996 riesamina, alla luce delle conoscenze attuali, il ruolo delle diverse procedure nell'assistenza al parto fisiologico. Viene definito normale il parto che "inizia spontaneamente, a basso rischio all'inizio del travaglio e che si mantiene tale per tutto il travaglio di parto. Il feto viene espulso spontaneamente, in presentazione di vertice, fra la 37.a e la 42.a settimana completa di etÓ gestazionale. Dopo la nascita madre e figlio godono di buona salute.

Inoltre, alcune di queste raccomandazioni si applicano anche all'assistenza di gravide ad alto rischio, dal momento che molte hanno un decorso normale del travaglio di parto."

Lo scopo dell'assistenza nel parto fisiologico viene definito come "raggiungere l'obiettivo di madre e figlio in buona salute con il livello minore di intervento compatibile con la sicurezza. Questo approccio implica che nel parto fisiologico deve esistere una valida motivazione per interferire con la evoluzione naturale."

Esaminando la questione del luogo dove partorire, il documento afferma che "una donna dovrebbe partorire in un luogo che le dia la sensazione di essere sicura ed al livello pi¨ periferico nel quale sia possibile assicurare una assistenza appropriata e sicura".

Il documento del 1996 riesamina, alla luce delle conoscenze attuali, il ruolo delle diverse procedure nell'assistenza al parto fisiologico, distinguendole in quattro categorie in base alle loro appropriatezza, efficacia ed al loro rapporto rischio/beneficio.

La categoria A include le procedure di provata efficacia e che dovrebbero essere promosse;

la categoria B le procedure per le quali esistono prove di rischio od inefficaci e che dovrebbero essere abbandonate;

la categoria C le procedure per le quali non esistono prove sufficienti a raccomandarle e che dovrebbero, quindi, essere utilizzate con cautela fino a quando ulteriori ricerche ne stabiliranno l'efficacia;

la categoria D le procedure che sono frequentemente utilizzate in maniera inappropriata.

Il report rappresenta una utile rassegna della assistenza al travaglio di parto in gravide a basso rischio, ma le indicazioni contenute sono aggiornate al 1995 e vanno verificate alla luce delle prove di efficacia apparse successivamente.

 

Bibliografia

1. World Health Organization. Department of Reproductive Health and Research. Care in Normal Birth: a practical guide. Report of a Technical Working Group. WHO/FRH/MSM/96.24. Geneva: WHO; 1996 [Testo integrale]
2. Appropriate technology for birth. Lancet 1985;2:436-7 [Medline]
3. Chalmers B. WHO appropriate technology for birth revisited. Br J Obstet Gynaecol. 1992;99:709-10 [Medline]

 
 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito