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Batteriuria asintomatica in gravidanza

Lo screening è necessario?

 

Dal 2% al 10% delle donne in gravidanza sviluppa una batteriuria asintomatica, che in oltre il 75% dei casi è caratterizzata dalla presenza nelle urine di E. coli [1]. Durante la gravidanza la batteriuria asintomatica non trattata si associa a aumentato rischio di pielonefrite per la donna, parto pretermine e basso peso per il neonato (LBW). [1,2]. Questo verosimilmente è dovuto alla compressione sulle vie urinarie esercitate dall'aumento di volume dell'utero che causa un ristagno di urina; i batteri in essa eventualmente contenuti possono quindi risalire dalla vescica e raggiungere ed infettare i reni. Il rischio di pielonefrite in caso di batteriuria asintomatica in gravidanza non trattata può arrivare fino a 30% [1]. E' per questo necessario ricercarla e trattarla.

 

Una revisione sistematica pubblicata in Cochrane Library ha identificato 14 RCT, mediamente di scarsa qualità, pubblicati fra il 1960 e il 1987, in cui viene comparata la terapia antibiotica in caso di batteriuria asintomatica in gravidanza con il placebo o con nessun trattamento [1]. Il trattamento antibiotico riduce significativamente la persistenza della batteriuria (5 studi, 820 donne incluse): OR 0.25 (IC 95% da 0.14 a 0.48), il rischio di pielonefrite (11 studi, 1955 donne incluse): OR 0.23 (IC 95% da 0.13 a 0.41), il rischio di basso peso alla nascita definito come peso inferiore a 2500 grammi (7 studi, 1502 neonati inclusi): OR 0.66 (IC 95% da 0.49 a 0.89). Nessun effetto è stato  rilevato rispetto al rischio di parto pretermine definito come parto prima della 38° settimana di età gestazionale (3 studi, 412 parti inclusi): OR 0.37 (IC 95% da 0.1 a 1.36). E' possibile che - per questo ultimo esito - la non significatività del risultato sia spiegabile con l'esiguità del campione considerato.



Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
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