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Si ritiene generalmente che le donne in gravidanza siano maggiormente sensibili all'influenza di altre donne in età riproduttiva [1], ma non disponiamo di informazioni precise sugli effetti di precedenti pandemie influenzali su donne in stato di gravidanza, sulla gravidanza e sui loro bambini [2]. L'influenza stagionale è di solito prevalentemente una malattia respiratoria in cui i virus non circolano nel sangue e, pertanto, in gravidanza non attraversano la placenta, ma un virus pandemico è potenzialmente più virulento e invasivo.
Non disponiamo neppure di informazioni coerenti sulla gravità e sulla fatalità della polmonite in gravidanza rispetto a quella di donne di eguale età non in gravidanza. Nell'ultimo trimestre di gravidanza, la ridotta capacità respiratoria conseguente a una polmonite potrebbe teoricamente essere aggravata dalle modifiche del sistema immunitario, dalla ritenzione idrica e dalla ridotta mobilità diaframmatica. Parimenti, una riduzione della pressione arteriosa o della ossigenazione materne potrebbero tradursi in una riduzione della ossigenazione fetale. In realtà, le informazioni raccolte negli ultimi 80 anni non hanno mostrato alcuna modifica della mortalità materna attribuibile a pandemia di influenza. Gli effetti della pandemia da virus A(H1N1) dipenderanno da fattori diversi, tra cui le caratteristiche del virus, la gravità della malattia che provoca, il tasso di contagio [2]. In ogni caso, e diversamente dalla pandemia del 1918-19, nei paesi sviluppati abbiamo a disposizione antibiotici e antivirali che possono prevenire l'inizio o mitigare l'evoluzione di una polmonite [3].
Finora, i casi di malattia grave in gravidanza riportati in Gran Bretagna e i altri paesi sono ridotti e hanno riguardato principalmente donne gravide con preesistenti problemi di salute [4].
Negli Stati Uniti sono stati riportati - fra il 15 aprile e il 18 maggio 2009 - 34 casi confermati o probabili di influenza da virus A(H1N1) in donne gravide, con 11 donne (32%) ricoverate. Il tasso di ricovero durante il primo mese di epidemia è risultato nelle donne gravide 0.32 per 100.000 (IC 95%: 0.13, 0.52) superiore a quello della popolazione a rischio (0.076 per 100.000; IC 95%: 0.07, 0.09). Tra 15 aprile e 16 giugno 2009 sono state riportate 6 morti di donne in gravidanza, tutte con polmonite e successiva sindrome da distress respiratorio che ha richiesto ventilazione meccanica. Il significato informativo di questi dati è tuttavia minimo. Il sistema di rilevamento dei casi non consente di confrontare direttamente i tassi di ricovero delle gravide con quelli delle donne in età riproduttiva non gravide durante lo stesso periodo. La decisione di ricoverare una donna incinta è complessa e potrebbe includere considerazioni al di là della gravità della condizione: una donna gravida ha verosimilmente maggiori probabilità di essere ricoverata di una donna non gravida e questo potrebbe da solo spiegare l'eccesso di ricovero. La morte materna è un evento molto raro e la sua stima entro un arco di tempo così ridotto è instabile. Nel caso dello studio, ad esempio, aumentando il periodo di riferimento di una sola settimana, la percentuale di morti materne fra le donne ricoverate sarebbe passata da 13% (sei di 45) a 8% (sette di 87) [5].
1. WHO. Pandemic influenza in pregnant women. Pandemic (H1N1) 2009 briefing note 5. 31 July 2009
2. Department of Health. Pandemic influenza: Guidance on preparing maternity services. London: Crown; 2008
3. Watts G. A/H1N1 influenza virus: the basics. BMJ 2009;339:b3046 [Medline]
4. RCOG/RCM statement - Advice on swine flu and pregnancy. 17/07/2009
5. Jamieson DJ et al. H1N1 2009 influenza virus infection during pregnancy in the USA. Lancet 2009; published online July 29, 2009 [Medline]