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Ultimo aggiornamento: 30.01.2013

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Mortalità e morbosità materne in Italia

 
 

La morte materna rappresenta un evento sentinella che rispecchia l'efficacia e l'appropriatezza dell'assistenza al percorso nascita e delle cure perinatali di un sistema sanitario [1]. Nei paesi cosiddetti sviluppati si verifica meno di 1% dei casi di morti materne al mondo e il rapporto di mortalità materna (MMR) - cioè il numero di morti materne in un determinato periodo ogni 100.000 nati vivi nello stesso periodo - è andato riducendosi negli anni. In Italia, secondo i dati ISTAT, il rapporto di mortalità materna si è ridotto da 13,1 per 100.000 nel 1980 a 3 per 100.000 nel periodo 1998-2007. In realtà, questi valori possono essere inferiori a quelli reali: in diversi paesi infatti, con l'istituzione di un sistema di sorveglianza attiva, sono emerse sottostime fino a 200% del numero di morti materne rilevate con i flussi correnti. Il problema dell'underreporting non solo minimizza la quantificazione della mortalità materna, ma ne può modificare il profilo se la causa delle morti non identificate differisce da quelle identificate [2].
 
Per quantificare la sottostima del fenomeno e individuare le principali cause di mortalità e morbosità materna, l'Istituto superiore di sanità (ISS), in collaborazione con cinque Regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia), ha condotto uno studio di record linkage tra flussi correnti, i cui risultati hanno condotto a una ridefinizione della stima. Nelle cinque regioni, negli anni 2000-2007, sono stati registrati 1.001.292 nati vivi e 118 morti materne ≤42 giorni dall'evento indice, con un rapporto di mortalità materna crudo e standardizzato per età pari a 11,8 per 100.00 nati vivi [3]. Per quanto concerne la morbosità materna grave, attraverso l'analisi dei ricoveri in terapia intensiva e unità coronarica nelle cinque regioni negli anni 2004-2005, l'indagine ha identificato 1259 near miss ostetrici, con un tasso di morbosità materna uguale a 2,0 per 1000 parti [4].
 
I risultati di questo progetto hanno messo in luce la necessità di istituire anche in Italia un sistema di sorveglianza, sul modello delle confidential enquires del Regno Unito, che permetta di monitorare non solo l'andamento del fenomeno, ma anche i suoi determinanti, al fine di migliorare la qualità e la sicurezza dell'assistenza a gravidanza, parto e puerperio e di ridurre al minimo la mortalità e la grave morbosità materna evitabile. Con questa finalità, l'ISS ha assunto la responsabilità scientifica di un nuovo progetto pilota: Sorveglianza della mortalità materna in regioni del Nord, Centro e Sud Italia, attivato in 7 regioni italiane (Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia). Informazioni su questo progetto sono disponibili nel sito Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell'ISS. 

 

 

Le conoscenze finora prodotte su mortalità e morbosità materne in Italia sono disponibili in un rapporto dell'ISS, Studio delle cause di mortalità e morbosità materna e messa a punto dei modelli di sorveglianza della mortalità materna [5], e in un intervento compreso negli atti del convegno La salute degli italiani nei dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute [6], entrambe liberamente accessibili in rete.

Questo intervento di sorveglianza del fenomeno è stato ulteriormente approfondito in Regione Emilia-Romagna dove, per valutare l'accuratezza del metodo e raccogliere ulteriori informazioni sulle morti materne, la Commissione regionale sul percorso nascita ha realizzato un audit clinico basato sull'integrazione delle informazioni dai flussi correnti con quelle ricavate dall'analisi della documentazione clinica. Una descrizione di queste attività, comprensiva di una analisi regionale di morbosità morbosità materne, è disponibile nella sezione del sito SaPeRiDoc dedicata al Progetto mortalità materna e la metodologia e i risultati emersi sono raccolti in Mortalità e morbosità materna in Emilia Romagna. Rapporto 2001-2007 [2].
 
 
Formazione a distanza
Dal 31 marzo 2014 al 19 marzo 2015 l'Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell'Iss metterà a disposizione una formazione a distanza (Fad) indirizzata in particolare ai ginecologi, agli anestesisti e alle ostetriche, ma aperta a tutti i medici, rivolta a prevenzione e gestione dell'emorragia del post partum che rappresenta, per frequenza, la prima causa di morte e di grave morbosità materna nel sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (Iss).
Per maggiori informazioni e per le iscrizioni clicca qui
 
 
 

Bibliografia

1. Paxton A, Wardlaw T. Are we making progress in maternal mortality? N Engl J Med 2011;364:1990-3 [Medline]
2. Spettoli D, Lupi C, Basevi V et al. Mortalità e morbosità materna in Emilia-Romagna. Rapporto 2001-2007. Bologna: Agenzia sanitaria e sociale regionale Dossier 212, 2011 [Testo integrale]
3. Donati S, Senatore S, Ronconi A; Regional maternal mortality working group. Maternal mortality in Italy: a record-linkage study. BJOG 2011;118:872-9 [Medline]
4.  Donati S, Senatore S, Ronconi A; Regional Maternal Mortality Working Group. Obstetric near-miss cases among women admitted to intensive care units in Italy. Acta Obstet Gynecol Scand 2012;91:452-7 [Medline]
5.  Senatore S, Donati S, Andreozzi S (a cura di). Istituto Superiore di Sanità. Studio della cause di mortalità e morbosità materna e messa a punto di modelli di sorveglianza della mortalità materna. (Rapporti ISTISAN 12/6). Roma: Istituto Superiore di Sanità, 2012 [Testo integrale]
6.  Senatore S, Donati S, Ronconi A; Gruppo di lavoro mortalità materna ISS-Regioni. Mortalità e morbosità materna grave in Italia. In: Appelgren EC e Luzi P (a cura di). Istituto Superiore di Sanità. La salute degli italiani nei dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS). Istituto Superiore di Sanità. Roma, 16-17 giugno 2011. Atti del convegno. (Rapporti ISTISAN 12/5). Roma: Istituto Superiore di Sanità, 2012. p. 127-30 [Testo integrale]