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Mortalità e morbosità materne in Italia

 
 

La morte materna rappresenta un evento sentinella che rispecchia l'efficacia e l'appropriatezza dell'assistenza al percorso nascita e delle cure perinatali di un sistema sanitario [1]. Nei paesi cosiddetti sviluppati si verifica meno di 1% dei casi di morti materne al mondo e il rapporto di mortalitÓ materna (MMR) - cioŔ il numero di morti materne in un determinato periodo ogni 100.000 nati vivi nello stesso periodo - Ŕ andato riducendosi negli anni. In Italia, secondo i dati ISTAT, il rapporto di mortalitÓ materna si Ŕ ridotto da 13,1 per 100.000 nel 1980 a 3 per 100.000 nel periodo 1998-2007. In realtÓ, questi valori possono essere inferiori a quelli reali: in diversi paesi infatti, con l'istituzione di un sistema di sorveglianza attiva, sono emerse sottostime fino a 200% del numero di morti materne rilevate con i flussi correnti. Il problema dell'underreporting non solo minimizza la quantificazione della mortalitÓ materna, ma ne pu˛ modificare il profilo se la causa delle morti non identificate differisce da quelle identificate [2].
 
Per quantificare la sottostima del fenomeno e individuare le principali cause di mortalitÓ e morbositÓ materna, l'Istituto superiore di sanitÓ (ISS), in collaborazione con cinque Regioni (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Sicilia), ha condotto uno studio di record linkage tra flussi correnti, i cui risultati hanno condotto a una ridefinizione della stima. Nelle cinque regioni, negli anni 2000-2007, sono stati registrati 1.001.292 nati vivi e 118 morti materne ≤42 giorni dall'evento indice, con un rapporto di mortalitÓ materna crudo e standardizzato per etÓ pari a 11,8 per 100.00 nati vivi [3]. Per quanto concerne la morbositÓ materna grave, attraverso l'analisi dei ricoveri in terapia intensiva e unitÓ coronarica nelle cinque regioni negli anni 2004-2005, l'indagine ha identificato 1259 near miss ostetrici, con un tasso di morbositÓ materna uguale a 2,0 per 1000 parti [4].
 
I risultati di questo progetto hanno messo in luce la necessitÓ di istituire anche in Italia un sistema di sorveglianza, sul modello delle confidential enquires del Regno Unito, che permetta di monitorare non solo l'andamento del fenomeno, ma anche i suoi determinanti, al fine di migliorare la qualitÓ e la sicurezza dell'assistenza a gravidanza, parto e puerperio e di ridurre al minimo la mortalitÓ e la grave morbositÓ materna evitabile. Con questa finalitÓ, l'ISS ha assunto la responsabilitÓ scientifica di un nuovo progetto pilota: Sorveglianza della mortalitÓ materna in regioni del Nord, Centro e Sud Italia, attivato in 7 regioni italiane (Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia). Informazioni su questo progetto sono disponibili nel sito Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell'ISS. 

 

 

Le conoscenze finora prodotte su mortalitÓ e morbositÓ materne in Italia sono disponibili in un rapporto dell'ISS, Studio delle cause di mortalitÓ e morbositÓ materna e messa a punto dei modelli di sorveglianza della mortalitÓ materna [5], e in un intervento compreso negli atti del convegno La salute degli italiani nei dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute [6], entrambe liberamente accessibili in rete.

Questo intervento di sorveglianza del fenomeno Ŕ stato ulteriormente approfondito in Regione Emilia-Romagna dove, per valutare l'accuratezza del metodo e raccogliere ulteriori informazioni sulle morti materne, la Commissione regionale sul percorso nascita ha realizzato un audit clinico basato sull'integrazione delle informazioni dai flussi correnti con quelle ricavate dall'analisi della documentazione clinica. Una descrizione di queste attivitÓ, comprensiva di una analisi regionale di morbositÓ morbositÓ materne, Ŕ disponibile nella sezione del sito SaPeRiDoc dedicata al Progetto mortalitÓ materna e la metodologia e i risultati emersi sono raccolti in MortalitÓ e morbositÓ materna in Emilia Romagna. Rapporto 2001-2007 [2].
 
 
Formazione a distanza
Dal 31 marzo 2014 al 19 marzo 2015 l'Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell'Iss metterÓ a disposizione una formazione a distanza (Fad) indirizzata in particolare ai ginecologi, agli anestesisti e alle ostetriche, ma aperta a tutti i medici, rivolta a prevenzione e gestione dell'emorragia del post partum che rappresenta, per frequenza, la prima causa di morte e di grave morbositÓ materna nel sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanitÓ (Iss).
Per maggiori informazioni e per le iscrizioni clicca qui
 
 
 

Bibliografia

1. Paxton A, Wardlaw T. Are we making progress in maternal mortality? N Engl J Med 2011;364:1990-3 [Medline]
2. Spettoli D, Lupi C, Basevi V et al. MortalitÓ e morbositÓ materna in Emilia-Romagna. Rapporto 2001-2007. Bologna: Agenzia sanitaria e sociale regionale Dossier 212, 2011 [Testo integrale]
3. Donati S, Senatore S, Ronconi A; Regional maternal mortality working group. Maternal mortality in Italy: a record-linkage study. BJOG 2011;118:872-9 [Medline]
4.  Donati S, Senatore S, Ronconi A; Regional Maternal Mortality Working Group. Obstetric near-miss cases among women admitted to intensive care units in Italy. Acta Obstet Gynecol Scand 2012;91:452-7 [Medline]
5.  Senatore S, Donati S, Andreozzi S (a cura di). Istituto Superiore di SanitÓ. Studio della cause di mortalitÓ e morbositÓ materna e messa a punto di modelli di sorveglianza della mortalitÓ materna. (Rapporti ISTISAN 12/6). Roma: Istituto Superiore di SanitÓ, 2012 [Testo integrale]
6.  Senatore S, Donati S, Ronconi A; Gruppo di lavoro mortalitÓ materna ISS-Regioni. MortalitÓ e morbositÓ materna grave in Italia. In: Appelgren EC e Luzi P (a cura di). Istituto Superiore di SanitÓ. La salute degli italiani nei dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS). Istituto Superiore di SanitÓ. Roma, 16-17 giugno 2011. Atti del convegno. (Rapporti ISTISAN 12/5). Roma: Istituto Superiore di SanitÓ, 2012. p. 127-30 [Testo integrale]

 


Ultimo aggiornamento: 17.03.2014

 
 
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