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Ultimo aggiornamento: 19.10.2010

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Allattamento al seno

Quali sono i dieci passi per il successo dell'allattamento?

I 10 passi, sviluppati nel 1991 da Organizzazione mondiale della sanitÓ (WHO) e UNICEF, nella traduzione presente nel sito di UNICEF Italia [1] sono:   
 
1. Definire un protocollo scritto per l'allattamento al seno, da far conoscere a tutto il personale sanitario
2. Preparare tutto il personale sanitario, per attuare compiutamente questo protocollo
3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell'allattamento al seno
4. Aiutare le madri perchÚ comincino ad allattare al seno giÓ mezz'ora dopo il parto
5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica
7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme ventiquattro ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
8. Incoraggiare l'allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell'allattamento
10. Favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell'allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo essere state dimesse dall'ospedale o dalla clinica

 

Dopo quasi 15 anni di implementazione dell'iniziativa BFH il materiale contenuto nel manuale della BFHI Ŕ stato aggiornato. Riconoscendo l'importanza di adeguare anche le pratiche ospedaliere di assistenza alla donna oltre a quelle che riguardano il neonato per garantire un'assistenza integrata e "umanizzata" a madre e bambino, la nuova edizione rivista, aggiornata e espansa del manuale per la Baby Friendly Hospital Initiative [2] introduce il concetto di Mother-Friendly Care e identifica nuovi criteri globali da valutare durante il processo di designazione dei BFH. I criteri globali relativi alle Cure Amiche delle Mamme sono:

 
  • incoraggiare la donna a identificare una persona di sua scelta che le garantisca un supporto continuo fisico e emozionale durante il travaglio e il parto se lo desidera;
  • permettere alla donna di bere e mangiare cibi leggeri durante il travaglio se lo desidera;
  • incoraggiare la donna ad utilizzare metodi non farmacologici per il controllo del dolore a meno che analgesici o anestetici non siano necessari a causa di complicazioni, nel rispetto delle preferenze personali della donna;
  • incoraggiare la donna a camminare e muoversi durante il travaglio se lo desidera e a assumere la posizione che preferisce per partorire, a meno che non ci siano restrizioni specifiche dovute a complicazioni che in questo caso devono essere spiegate alla donna;
  • assistere la donna senza ricorrere a atti invasivi quali la rottura delle membrane, episiotomia, accelerazione o induzione del travaglio, parto strumentale o taglio cesareo, a meno che non siano necessari a causa di complicazioni che in questo caso devono essere spiegate alla donna.
 

Il manuale contiene inoltre una sezione sull'adeguamento della struttura per il rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, suggerimenti per l'assistenza alle donne che non allattano e una sezione dedicata alle cure delle donne con HIV da utilizzare nei punti nascita di paesi in cui la prevalenza di HIV positivitÓ superi il 10%. I paesi sono invitati ad adeguarsi ai criteri inclusi nel manuale nei processi di designazione degli Ospedali Amici dei Bambini. 
 
Il Ministero della Salute del Brasile aveva scelto l'approccio delle cure integrate giÓ dal 1996, e con successive risoluzioni fino all'ultima del 2004, aveva identificato 10 criteri aggiuntivi ai 10 passi per la designazione di Ospedale Amico dei Bambini: alcuni criteri sono legati al contesto brasiliano (come assicurare che il 70% dei neonati venga registrato prima della dimissione e garantire un tempo minimo di permanenza in ospedale di 24 ore dopo parto vaginale e 48 ore dopo parto con taglio cesareo), altri tendono a facilitare l'esperienza del parto come evento fisiologico: permettere al compagno della donna che deve partorire di assistere durante tutte le fasi del travaglio e del parto, contenere la percentuale dei tagli cesarei ai livelli identificati dalla normativa vigente in Brasile [3,4].