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Allattamento 

Gli ostacoli ai dieci passi per il successo dell'allattamento

Alcuni studi hanno cercato di identificare le pratiche ospedaliere che maggiormente ostacolano l'adozione dei 10 passi e l'avvio dell'allattamento.  

In Italia, uno studio osservazionale prospettico condotto tramite interviste telefoniche a 153 donne che avevano partorito neonati sani, singoli, a termine, di peso adeguato in 17 ospedali della regione Lazio [1] ha dimostrato che: partoriscono con taglio cesareo 41% delle donne intervistate; il rischio di non allattare in ospedale (utilizzo esclusivamente di latte di formula) correla in maniera significativa (analisi multivariata) con: aver partorito con taglio cesareo (odds ratio OR: 4.2; intervallo di confidenza al 95% IC95%: 1.8, 10.1), aver iniziato il contatto pelle a pelle dopo pi¨ di due ore dal parto, pratica correlata al passo 4 della BFHI (OR: 3.7; IC95%: 1.4, 9.9), non aver ricevuto informazioni sui vantaggi dell'allattamento, passo 3 (OR: 4.6; IC95%: 1.9, 15.2), praticare il rooming in solo durante il giorno, passo 7 (OR: 6.6; IC95%: 1.3; 33.9), non praticare affatto il rooming in, passo 7 (OR: 13.1; IC95%: 2.8, 61.1).  Come giÓ noto le pratiche ospedaliere influenzano anche il successo dell'allattamento a casa: il rischio di non allattare a un mese dalla nascita correla in maniera significativa con l'aver utilizzato latte di formula durante il soggiorno in ospedale (OR: 6.9; IC95%: 2.8, 17.1) e con il non aver ricevuto alla dimissione dall'ospedale un libretto informativo in cui erano descritti i vantaggi dell'allattamento e come allattare (OR: 2.7; IC95%: 1.1, 6.6).

Un altro studio osservazionale prospettico simile (stessi criteri di inclusione, stesse modalitÓ di raccolta delle informazioni) condotto su un gruppo di 1656 donne che avevano partorito in 371 ospedali distribuiti sul territorio nazionale ha individuato i passi della BFHI meno frequentemente implementati negli ospedali studiati: il passo 4 (favorire l'inizio dell'allattamento entro mezz'ora dal parto), il passo 7 (favorire il rooming in 24 ore al giorno) e il passo 10 (supportare la creazione/partecipazione a gruppi di sostegno). Lo studio ha analizzato solo il sottogruppo di donne che durante il soggiorno in ospedale aveva allattato il neonato in maniera esclusiva o predominante (utilizzando quindi, oltre al latte materno, supplementazioni di acqua, glucosata o altri liquidi non lattei). Anche in questo sottogruppo ristretto e "virtuoso" il taglio cesareo si conferma essere un determinante associato in maniera significativa (analisi multivariata) al rischio di non allattare in maniera esclusiva in ospedale: OR: 1.7; IC95%: 1.3, 2.4. Altri fattori associati al rischio di non allattare esclusivamente in ospedale sono: sovrappeso materno (OR: 1.7; IC95%: 1.1, 2.7), non aderenza al passo 6 della BFHI, relativo alle supplementazioni al neonato (OR: 1.6; IC95% 1.2, 2.0), non aderenza al passo 7, relativo al rooming in (OR: 1.4; IC95%: 1.1, 1.9), non aderenza al passo 8 relativo all'allattamento a richiesta (OR: 1.8; IC95%: 1.3, 2.3). I neonati allattati in maniera esclusiva in ospedale rispetto a quelli allattati in maniera predominante sono pi¨ frequentemente allattati senza aggiunte di latte artificiale (allattamento completo) a 3 mesi (62.1% vs 58.0%) e a 6 mesi (5.8% vs. 1.9%) [2].
 
In Australia uno studio osservazionale prospettico condotto in quattro ospedali e che ha coinvolto circa 200 donne ha dimostrato che nelle donne che partoriscono con taglio cesareo il tempo intercorso fra la nascita e il primo contatto pelle a pelle con il neonato e il conseguente attacco al seno Ŕ significativamente pi¨ lungo di quello delle donne che partoriscono con parto vaginale (senza differenza fra i tagli elettivi e quelli di urgenza) [3].

 
 

Il taglio cesareo Ŕ quindi uno degli ostacoli all'applicazione dei 10 passi che gli studi identificano in maniera consistente, rappresentando in particolare una barriera all'applicazione del passo 4 e essendo in generale in contrasto con l'idea di umanizzazione delle cure insita nella BFHI, come esplicitato nella nuova edizione rivista, aggiornata e espansa del manuale per la Baby Friendly Hospital Initiative [4].

 

 

Immagini allegate:

Figura con i tempi medi per il primo contatto nelle donne che hanno partorito con taglio cesareo, parto vaginale spontaneo e parto vaginale strumentale
Tempo medio per il primo contatto in base alle modalitÓ di parto. Tratto da: [3]


Data di pubblicazione: 20/10/2010

 
 
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