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Ultimo aggiornamento: 14.12.2010

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Screening del diabete gestazionale

La prevalenza del diabete gestazionale

Non esistono stime attendibili sulla frequenza di diabete mellito gestazionale (GDM) nei diversi paesi, a causa della mancanza di standard uniformi nei test diagnostici e del possibile errore generato dalla presenza di diabete mellito di tipo 2 (T2DM) pre-gravidico non diagnosticato.
 
Il GDM è più frequente in alcune etnie: uno studio prospettico condotto negli Stati Uniti su oltre 200mila donne in gravidanza ha rilevato una prevalenza aggiustata per età pari a 4.2% nelle donne bianche non ispaniche e 11.1% nelle indiane d'Asia [1]. Lo studio rileva inoltre una differenza legata al luogo di nascita della donna. In genere le donne nate fuori dagli USA hanno una prevalenza maggiore di GDM (11.3% fra le indiane d'Asia nate fuori dagli USA e 6.6% in quelle nate in USA), ma può anche avvenire il contrario: la prevalenza di DGM è 5.1% nelle donne coreane nate fuori USA e 11.9%  in quelle nate in USA [1].
 
Un altro studio condotto in Norvegia rileva una prevalenza di GDM pari a 0.3% fra le donne norvegesi e 1.8% fra le donne provenienti da Asia e Africa [2]. La prevalenza sembra aumentare nel tempo: in USA era 1.9% nel 1989-90 ed è diventata 4.2% nel 2003-04 [3].
 
In Italia la maggior parte degli studi epidemiologici su GDM è stata condotta dopo il 1990 e spesso si riferisce a popolazioni di donne gravide a rischio: la revisione dei dati italiani pubblicati relativi a 22mila donne stima la prevalenza di GDM nei gruppi studiati a 7.5% [4]. Gli autori sottolineano però il rischio di sovrastima legato alla selezione delle popolazioni studiate. Anche in Italia ci sono differenze geografiche: in Sardegna la prevalenza rilevata con una strategia di screening universale è risultata pari a 22.3% [5].