Testata per la stampa

Allattamento 

Le violazioni al Codice Internazionale nel Mondo e in Italia

Nonostante tutti i paesi membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e le maggiori compagnie produttrici di alimenti per l'infanzia si siano impegnate, firmando il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, ad applicarne i princìpi, le violazioni al Codice sono frequenti e ripetute nel mondo [1].
Una indagine postale ha coinvolto tutti gli ospedali dotati di maternità del Canada. Il tasso di risposta è stato elevato: hanno risposto 523 maternità delle 572 contattate (91.4%). Oltre la metà degli ospedali ha una policy scritta relativa all'allattamento al seno (58.4%). Ciò nonostante, solo 4.6% degli ospedali ha pratiche coerenti con i 10 passi della Baby Friendly Hospital Initiative e appena 1.3% (6 maternità su 453 che hanno risposto al quesito) ha comportamenti che rispettano il Codice. In particolare, vengono forniti campioni gratuiti di latte artificiale alle madri che allattano in 23.8% e alle madri che non allattano in 61.1% delle maternità. La probabilità di distribuire campioni gratuiti di latte artificiale alle donne che allattano è maggiore negli ospedali piccoli (odds ratio, OR: 2.33; intervallo di confidenza al 95%, IC95%: 1.17, 4.65), in quelli non universitari (OR: 3.70; IC95%: 1.19, 11.58)  e in quelli del Quebec e della provincia di Prairie, rispetto a quelli dell'Ontario (OR: 2.39; IC95%: 1.39, 4.09). Questo stesso pattern si ritrova anche quando si valuta il rischio di distribuzione di campioni gratuiti alle donne che non allattano [2]
Una survey condotta in quattro grosse città di quattro differenti paesi (Polonia dove non c'è alcuna adesione al Codice, Sud Africa e Tailandia dove l'adesione è volontaria, Bangladesh dove l'applicazione del Codice è obbligatoria) ha misurato la prevalenza di violazioni al Codice in 165 centri di salute. Sono state selezionate con un metodo di campionamento random 1468 donne in gravidanza, 1582 mamme di lattanti di meno di sei mesi e 466 professionisti. La survey rileva che ricevono campioni di latte artificiale gratuiti, biberon o tettarelle 26% delle mamme in Tailandia, 8% in Polonia, 3% in Sud-Africa e 0.3% in Bangladesh. Ricevono campioni gratuiti di prodotti coperti dal Codice 50% dei professionisti della Tailandia, 21% di quelli della Polonia, 20% di quelli del Sud-Africa e 8% del Bangladesh. La proporzione di centri di salute in cui i professionisti hanno ricevuto informazioni che vìolano il Codice è 33% in Tailandia, 56% in Polonia, 17% in Sud-Africa e 15% in Bangladesh. La  traduzione di princìpi del Codice in leggi nazionali, quindi, si associa a minore frequenza di pratiche di marketing dei sostituti del latte materno scorrette [3].
Una survey telefonica condotta fra il 2006 e il 2007 ha coinvolto tutte le maternità degli USA. Dichiarano di distribuire valigette omaggio alla dimissione contenenti prodotti coperti dal Codice 91% delle maternità (2927/3209). Correlando il numero di parti in ciascuno ospedale con la distribuzione delle valigette omaggio gli autori hanno stimato che circa 89% dei neonati è esposta a questa pratica. La ricerca riferisce che dal 1995 si è registrato un costante e significativo aumento del numero di  maternità che ha abbandonato la pratica della distribuzione di valigette con campioni gratuiti di sostituti del latte materno: al termine dello studio (1 gennaio 2008) 282 ospedali risultano sample pack-free. Dal 2006 è in atto negli USA una campagna - chiamata Ban the bag - per la messa al bando della distribuzione, alla dimissione, di valigette omaggio contenenti prodotti coperti dal Codice [4].
Non sono disponibili recenti pubblicazioni sul livello di adesione al Codice in Italia: una lettera pubblicata nel 1998 riferisce i risultati relativi all'Italia di una survey che ha coinvolto i pediatri di tutta Europa. Hanno risposto alla survey 406/842  (48%) pediatri italiani, per la maggior parte ospedalieri. Alla domanda "Ritiene che sia corretto per un pediatra accettare un supporto economico dalle compagnie produttrici di alimenti per l'infanzia per la ricerca o attività cliniche?", 79% risponde di sì (13% in modo incondizionato, 66% solo da compagnie che rispettano il Codice). Rifiuterebbero invece il finanziamento 16% dei rispondenti (4% perché non c'è modo di controllare il livello di rispetto del Codice da parte delle compagnie, 12% per motivi etici), 5% dei rispondenti è incerto [5]. Un altro articolo ripercorre le attività implementate in Italia per raggiungere gli obiettivi della Dichiarazione degli Innocenti [6], che prevede tra l'altro l'applicazione del Codice e la promulgazione di leggi a tutela del diritto ad allattare delle donne lavoratrici [7]. Secondo l'autrice, in Italia l'applicazione del Codice ha avuto un grosso impulso nel 2000 grazie alla Circolare n°16 in tema di Promozione e tutela dell'allattamento al seno e grazie alla decisione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato di condannare a una pena pecuniaria alcune compagnie produttrici di sostituti del latte materno che avevano fatto cartello per tenere i prezzi elevati. Per quanto riguarda l'aspetto legislativo, in Italia dal 1971 c'è una legge a tutela del diritto ad allattare per le donne dipendenti del settore pubblico e privato [8], aggiornata con il Decreto legislativo n.151 del 2001 Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità [9]. Leggi simili a tutela delle donne con lavoro autonomo [10] o libere professioniste [11] sono state promulgate fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Nel 2001 l'Italia ha ratificato la nuova convenzione 183 sulla protezione della maternità dell'International labour organization delle Nazioni Unite.
Nonostante questi progressi, come risulta dal progetto europeo Promotion of Breastfeeding in Europe, il livello di adesione al Codice, in Italia come nel resto di Europa, è ancora insoddisfacente e non sta progredendo in maniera sensibile [12]. Rapporti periodici quadriennali sulle violazioni al Codice rilevate in Italia sono pubblicati da IBFAN Italia [13].

 

Bibliografia

1. Costello A, et al. Protecting breast feeding from breast milk substitutes. BMJ 1998;316:1103-4 [Medline]
2. Levitt CA, et al. Breast-feeding policies and practices in Canadian hospitals providing maternity care. CMAJ 1996;155:181-8 [Medline]
3. Taylor A. Violations of the international code of marketing of breast milk substitutes: prevalence in four countries. BMJ 1998;316:1117-22 [Medline]
4. Merewood A, et al. US hospitals violate WHO policy on the distribution of formula sample packs: results of a national survey. J Hum Lact 2010;26:363-7 [Medline]
5. Centuori S, et al. Marketing of breast milk substitutes. Italy has initiatives regarding compliance with international code. BMJ 1998;317:350-1 [Medline]
6. United Nations International Children's Emergency Fund (UNICEF); World Health Organization. Innocenti Declaration: 30 July to 1 Aug, 1990, Florence, Italy. Geneva: UNICEF; World Health Organization; 1990 [Testo integrale]
7. Chapin EM. The state of the Innocenti Declaration targets in Italy. J Hum Lact 2001;17:202-6 [Medline]
8. Tutela delle lavoratrici madri. Legge 1204/71 (30 Dicembre 1971) [Testo integrale]
9. Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53 [Testo integrale]
10. Indennità di maternità per le lavoratrici autonome. Legge 546/87 (29 Dicembre 1987) [Testo integrale]
11. Indennità di maternità per le libere professioniste. Legge 379/90 (11 Novembre 1990) [Testo integrale]
12. Cattaneo A, et al. 'Promotion of Breastfeeding in Europe: Pilot Testing the Blueprint for Action' Project. Protection, promotion and support of breast-feeding in Europe: progress from 2002 to 2007. Public Health Nutr 2010;13:751-9 [Medline]
13. IBFAN Italia. Il Codice Violato 2008. Le violazioni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno in Italia. Monfalcone, prima edizione Ottobre 2008 [Testo integrale]

 
 
 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito