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Protezione dell'attamento al seno

Attenzione alla pubblicità

 
 

Il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno siglato da OMS e UNICEF prevede una regolamentazione dei messaggi pubblicitari sui sostituti del latte materno che, come tutti i messaggi pubblicitari, hanno l'unico scopo di far vendere la quantità maggiore possibile di latte artificiale. Vista l'importanza dell'allattamento materno come misura di protezione della salute del bambino e della mamma, per il Codice gli usuali obiettivi e le abituali regole della pubblicità non possono essere applicati in questo campo e devono, quindi, essere regolamentati. Nonostante questo, sia in gravidanza che dopo la nascita del bambino, le donne sono investite da moltissimi messaggi pubblicitari che spingono verso l'utilizzo di biberon e latte artificiale, presentando questa scelta come la più comoda, sicura, semplice e addirittura moderna, nel senso che garantisce una equa divisione dei compiti fra marito e moglie (per saperne di più: Il Codice Violato 2008).

Chi promuove i sostituti del latte materno utilizza tecniche di persuasione molto sottili ed efficaci. Ad esempio, la scritta sulla superiorità del latte materno, obbligatoria per legge, è sempre riportata sulle confezioni di latte artificiale o nelle pubblicità, ma generalmente è piccola e viene messa in secondo piano rispetto a figure che tendono a idealizzare l'utilizzo di latte artificiale, come un tenero orsacchiotto, un bambino biondo e sorridente, una mamma bella come una modella e felice con il suo biberon.
Alla pubblicità dei latti artificiali, che riempie le riviste dedicate alle neomamme e gli spazi pubblicitari televisivi, si affiancano anche altri metodi per raggiungere le mamme e le famiglie:

  • valigette regalo, alla dimissione dall'ospedale o in seguito all'iscrizione in siti internet, con materiali che inducono a scegliere il latte artificiale (come biberon, ciucci, campioni omaggio);
  • opuscoli con indicazioni sull'alimentazione artificiale e sullo svezzamento già a partire dal 4 mese;
  • l'indicazione di un tipo preciso di latte artificiale nella lettera di dimissione dall'ospedale dopo il parto;
  • siti web e forum on-line dedicati alle neomamme colmi di consigli/proposte e pubblicità per indirizzare la scelta verso il biberon.
 
 

Studi scientifici condotti negli Stati Uniti hanno mostrato che ricevere una valigetta omaggio contenente materiali informativi prodotti dalle ditte produttrici di latti artificiali o campioni di latte e biberon durante i corsi preparto o alla dimissione dall'ospedale si associa a una durata dell'allattamento ridotta rispetto a ricevere valigette contenenti materiali informativi sull'allattamento al seno prodotti da professionisti indipendenti.

Le neo-mamme e le loro famiglie dovrebbero tenere presente:

  • che l'allattamento esclusivo fino al sesto mese di vita è la cosa migliore per il bambino;
  • che le ditte produttrici di alimenti sostitutivi del latte materno (come latti artificiali, pappe, cereali, omogeneizzati, acqua e tisane) sono animate da un forte interesse economico e che il loro ruolo, quando si propongono come interlocutori esperti di nutrizione infantile, non è disinteressato.
 
 

Le famiglie devono poter contare su un sostegno reale e una informazione affidabile e indipendente da interessi economici. A questo proposito è possibile contattare i gruppi di sostegno all'allattamento "da mamma a mamma" e quelli gestiti da professioniste anche attraverso i siti web.

 


Data di pubblicazione: 23/02/2011

 
 
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