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Ultimo aggiornamento: 22.11.2004

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Analgesia in travaglio

Interventi farmacologici: domande & risposte

 

Qual è la tecnica farmacologica più efficace per ridurre il dolore in travaglio?

E' l'analgesia epidurale, che tuttavia si accompagna ad alcuni effetti indesiderati.

Analgesia epidurale: quali sono i benefici e i rischi?

Questa tecnica è associata a un aumento di parti vaginali operativi (1 evento avverso ogni 10-15 donne), un maggior ricorso a parto pilotato (1 evento avverso ogni 5-7 donne) e un maggior numero di donne con febbre (1 evento avverso ogni 5-6 donne). Invece, rispetto all'allattamento al seno, i dati più significativi vanno nella direzione di escludere effetti negativi per le donne che hanno scelto l'epidurale.

Le donne devono essere informate che potrebbero essere sottoposte ad alcuni interventi associati alla analgesia epidurale, come il ricorso a un catetere vescicale, il monitoraggio della pressione arteriosa e il monitoraggio elettronico fetale continuo. Inoltre devono essere informate che il bambino potrebbe essere sottoposto, più frequentemente che in altri casi, a valutazione per sepsi e trattamento antibiotico, anche se non ci sono prove di un aumento di sepsi in seguito al ricorso all'epidurale. Alcune indicazioni, non ancora confermate, mostrano un possibile aumento del numero di bambini con iperbilirubinemia.

Per ridurre gli effetti indesiderati è stata introdotta una nuova tecnica spinale-epidurale, che a parità di altri fattori, sembra dare una maggiore soddisfazione alla madre e produrre più rapidamente effetti analgesici, anche se è più frequente la comparsa di prurito.

L'uso di farmaci oppioidi può essere una alternativa all'epidurale?

Può esserlo nei casi in cui non è possibile ricorrere all'epidurale. In questi casi, il farmaco prevalentemente utilizzato è la meperidina. Al momento non ci sono ancora dati certi su efficacia e sicurezza di questo intervento, anche se uno studio inglese ha mostrato che la somministrazione per via endovenosa di meperidina è efficace solo nel 23,8% dei casi ed è associata a vomito, nausea e vertigini.

L'uso di oppioidi come analgesici durante il travaglio può avere effetti sul bambino?

Il ricorso a oppioidi potrebbe portare a difficoltà respiratoria del neonato, ritardo nell'inizio dell'allattamento, difficoltà di suzione e un minore stato di allerta del bambino. Gli effetti maggiori si hanno quando il farmaco viene somministrato circa 3 tre ore prima del parto, mentre sono trascurabili se l'iniezione avviene entro un'ora prima del parto. Nel caso in cui la somministrazione sia stata effettuata più di tre ore prima del parto, si ritiene necessario controllare per 24 ore la funzionalità cardiaca e respiratoria del bambino.

Ci sono altri interventi farmacologici per ridurre il dolore in travaglio?

In alcuni paesi, fra cui Canada e Regno Unito, viene utilizzato ossido nitrico, ma non sono disponibili dati sul suo impiego in Italia. Viene somministrato per via inalatoria, con una semplice mascherina. Non è un potente analgesico, ma potrebbe essere una valida alternativa per la rapidità dell'effetto analgesico - che si raggiunge in circa in un minuto - e per la mancanza di effetti collaterali sia per la madre che per il bambino.