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Analgesia in travaglio

Parto senza dolore: quando si scelgono i farmaci

 

Accanto alle diverse tecniche che aiutano a sopportare il dolore in travaglio senza ricorrere ai farmaci (sostegno emotivo, parto in acqua, massaggi e respirazione, possibilità di movimento...), le donne possono scegliere di affidarsi alla analgesia epidurale o ad altre tecniche per ridurre il dolore. Di seguito una breve descrizione dei benefici e dei rischi delle più diffuse.

Analgesia epidurale: benefici e rischi
L'epidurale è sicuramente la tecnica più efficace per ridurre il dolore durante il travaglio di parto: viene eseguita da un anestesista e consiste in una puntura nella parte bassa della schiena (regione lombare) con cui viene inserito un sottilissimo catetere attraverso il quale viene somministrato l'anestetico. Il catetere viene lasciato per tutta la durata del travaglio e tolto solo dopo il parto: in questo modo potranno essere somministrate le dosi successive di anestetico senza altre punture. Anche con l'analgesia peridurale non è necessario rimanere coricate durante il travaglio e si può scegliere la posizione che si preferisce.
I rischi dell'epidurale riguardano soprattutto:

  • la durata dell'ultima parte del travaglio, quella in cui si "spinge", che potrebbe diventare più lunga
  • una probabilità più elevata di parto operativo (quello in cui viene usato forcipe o ventosa ostetrica), mentre non ci sono maggiori rischi di incorrere in un cesareo.

Chi sceglie l'analgesia epidurale dovrà sottoporsi al monitoraggio continuo del battito cardiaco del feto per almeno mezz'ora dopo ogni somministrazione di anestetico: questo serve a tenere sotto controllo ogni possibile variazione del battito dovuta al fatto che l'anestetico utilizzato potrebbe attraversare la placenta e arrivare al bambino.
Oggi, accanto alla tecnica classica epidurale, viene proposta anche una analgesia chiamata epidurale-spinale che, rispetto alla prima, agisce più rapidamente (per molte donne già 10 minuti dopo la somministrazione); con questa tecnica accade più frequentemente di soffrire di prurito alle gambe dopo il parto.

Analgesia con oppioidi
Questa tecnica prevede l'iniezione per via endovenosa di farmaci oppioidi (principalmente meperidina). Può essere una alternativa all'epidurale, anche se non è ugualmente efficace: oltre due terzi delle donne che hanno scelto questa analgesia hanno comunque avvertito dolori di intensità medio-forte. Gli oppioidi possono causare sonnolenza, nausea e vomito. Inoltre, possono verificarsi effetti anche sul neonato: problemi respiratori (che si risolvono comunque velocemente) subito dopo la nascita e sonnolenza nei giorni successivi. Come conseguenze di questa sonnolenza si possono verificare un ritardo nell'avvio sull'allattamento al seno e difficoltà di suzione da parte del neonato.

Protossido di azoto: un gas per il dolore in travaglio
Questo tipo di analgesia, diffusa soprattutto in Canada e in Regno Unito, in Italia è disponibile solo dal 2010. Con questa tecnica, attraverso una mascherina, si aspira un gas analgesico ogni volta che sta per arrivare una contrazione. Il gas non è un anestetico, ma aiuta a ridurre il dolore e a rendere le contrazioni più sopportabili. Non sono stati notati effetti negativi di questa tecnica sul bambino, mentre la madre potrebbe avvertire un senso di nausea e sentirsi stordita.



Data di pubblicazione: 11/12/2008

 
 
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