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Donazione del sangue del cordone ombelicale

 

Coinvolgere i cittadini immigrati nella donazione

 

L'aumento di cittadini immigrati ha portato, in moltissimi paesi, ad un aumento del numero di ricoveri ospedalieri per trasfusione di emocomponenti o trapianto di cellule staminali emopoietiche in pazienti appartenenti a diversi gruppi etnici. Nella maggior parte dei casi, nelle nazioni di provenienza dei cittadini immigrati, non sono presenti registri di donatori e banche per la conservazione di cellule staminali emopoietiche.

La possibilità di trovare nel registro nazionale o in quelli internazionali una corrispondenza genetica per i pazienti immigrati aumenta notevolmente se si vaglia un pool di donatori appartenenti allo stesso gruppo etnico [1]. In generale però, nei registri dei donatori sono sottorappresentate tutte le etnie ad eccezione della caucasica [2]. Secondo i dati del British Bone Marrow Donor Registry, le unità di sangue cordonale bancate provengono da persone caucasiche nel 60.2% dei casi, da caucasici non europei nel 20%, da africani nel 6.8%, da orientali nello 0.9%, da persone di origine mista nel 10.4% e da altre provenienze nel 1.7% [3].
La maggior facilità nella modalità di donazione del sangue cordonale rispetto a quella del midollo osseo, potrebbe facilitare il reperimento di cellule staminali compatibili. Oggi, un bambino cinese nato in Italia ha lo 0.9% di possibilità di trovare un campione di SCO compatibile e lo 0.3% di trovare un campione di midollo osseo compatibile [4]. Questa quota deve essere incrementata. Per questo motivo, in questi anni, sono stati attivati programmi per aumentare la HLA (Human luecocyte antigens) diversità nell'inventario delle banche mondiali attraverso il coinvolgimento di cittadini immigrati fra i nuovi donatori. E' stato osservato che all'inizio, nella attuazione di questi programmi, si riscontrarono una serie di difficoltà, simili a quelle incontrate per la costituzione dei registri di midollo osseo [1,5], dove le maggiori barriere all'arruolamento di minoranze etniche erano rappresentate da:

 
 

In uno studio coordinato dal National Marrow Donors Programme (NMDP), associazione nata per aumentare il pool di donatori di cellule staminali emopoietiche di differente etnia, l'origine etnica dei donatori di sangue cordonale di cinque banche è stata comparata con quella dei donatori di midollo osseo iscritti nei registri delle stesse aree geografiche. In quattro delle cinque aree studiate le banche del sangue cordonale avevano una più bassa  percentuale di unità donate da minoranze etniche [1]. Uno studio successivo condotto dalla Croce Rossa americana [6] ha dimostrato che, l'implementazione di programmi di raccolta del sangue cordonale in punti nascita di zone con una maggior presenza di gruppi appartenenti a minoranze etniche è efficace nell'aumentare il numero di donatrici di diversa origine. Il programma messo a punto dalla Croce Rossa [7] ha i seguenti obiettivi:

 
 

Le strategie messe in atto per il raggiungimento di tali obiettivi, includono specifici corsi di formazione, realizzazione di materiale educativo (opuscoli multilingue, video, messaggi promozionali contenenti foto/immagini con persone appartenenti a diversi gruppi etnici), collaborazione e supporto con organizzazioni nazionali a sostegno della integrazione delle minoranze etniche, assunzione di personale di origine non caucasica per facilitare l'arruolamento dei potenziali donatori, reclutamento delle potenziali donatrici al momento dell'apertura della cartella clinica all'inizio della gravidanza [8].
Come risultato, nel 2008 39% delle unità di sangue cordonale registrate nel NMDP e che afferiscono al BMDW appartiene a minoranze etniche con un incremento rispetto al 2001 di 24% [9].

 
 

Testo prodotto in collaborazione con Patrizia Romeo, referente scientifico per il progetto sulla donazione del sangue cordonale di ASEOP, FIAGOP, ADMO Emilia-Romagna

 

Bibliografia

1. Ballen KK, et al. Racial and ethnic composition of volunteer cord blood donors: comparison with volunteer unrelated marrow donors. Transfusion 2002;42:1279-84 [Medline]
2. Barker JN, et al. Availability of cord blood extends allogeneic hematopoietic stem cell transplant access to racial and ethnic minorities. Biol Blood Marrow Transplant 2010;16:1541-8 [Medline]
3. Navarrete C, et al. Cord blood banking: a historical perspective. Br J Haematol 2009;147:236-45 [Medline]
4. Ilaria Molinari, et al. Le cellule della speranza. Verità e bugie: cosa si può curare davvero con le cellule staminali. 2011 Milano, Ed Sperling & Kupfer.
5. Department of healt and human services OIG. National Marrow Donor Programme: progress in minority recruitment. 1996 [Testo Integrale]
6. Ballen KK, et al. Racial diversity with high nucleated cell counts and CD34 counts achieved in a national network of cord blood banks. Biol Blood Marrow Transplant 2004;10:269-75 [Medline]
7. Ballen K, et al. Current status of cord blood banking and transplantation in the United States and Europe. Biol Blood Marrow Transplant 2001;7:635-45 [Medline]
8. Johansen KA, et al. Council on Science and Public Health, American Medical Association. Efforts of the United States'National Marrow Donor Program and Registry to improve utilization and representation of minority donors. Transfus Med 2008;18:250-9 [Medline]
9. Healt resources and services administration healthcare system bureau division of transplantation, 2008 biennial report of the C.W. Bill Young Cell Transplantation Program 2009 [Testo Integrale]

 
 
 
 
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