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Linea guida 'Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole - prima parte'

 
 

La prima parte della linea guida, pubblicata nel 2010, è stata finalizzata a migliorare la comunicazione tra le donne e i professionisti sanitari e favorire scelte consapevoli e condivise sul parto. I principali temi trattati in questa prima parte riguardano:

  • informazioni da offrire alle gestanti sulle modalità di parto
  • contenuti e tempi di acquisizione del consenso informato
  • eventuale richiesta materna di taglio cesareo in assenza di motivazioni cliniche
 

La linea guida raccomanda di offrire attivamente alle donne in gravidanza informazione e supporto, dal momento che prove di efficacia hanno dimostrato che questi interventi riducono la paura del parto, l'ansia e il conflitto decisionale e migliorano il livello delle conoscenze e la soddisfazione della donna rispetto all'esperienza del parto.
I professionisti devono offrire a tutte le donne in gravidanza informazioni che rispondano ai loro specifici bisogni e basate su prove scientifiche, utilizzando ogni possibile occasione di incontro. Queste informazioni devono includere le indicazioni al taglio cesareo; i potenziali benefici e rischi, per la donna e il neonato, associati al taglio cesareo; le modalità con le quali viene effettuato l'intervento chirurgico; le diverse tecniche anestesiologiche disponibili; le implicazioni per future gravidanze e nascite dopo un taglio cesareo.

Sulla base delle informazioni desunte dalla revisione sistematica della letteratura, la linea guida ribadisce che la richiesta materna, in assenza di motivazioni cliniche, non rappresenta un'indicazione al taglio cesareo. Di fronte a una richiesta materna di taglio cesareo, senza indicazione clinica, la linea guida raccomanda ai professionisti di esplicitare benefici e danni del taglio cesareo rispetto al parto vaginale, di discutere approfonditamente con la donna le motivazioni della richiesta e di offrire, già durante la gravidanza, quegli interventi informativi e di supporto standardizzati e validati (come l'assistenza one-to-one e l'offerta di parto-analgesia anche non farmacologica) che si sono mostrati efficaci nel rassicurare la gestante e sostenerla nel processo decisionale. L'intero percorso decisionale deve essere documentato nella cartella clinica.

La complessità di un fenomeno come il ricorso al taglio cesareo non può essere governata unicamente da raccomandazioni, seppure suffragate dalle migliori prove disponibili. La linea guida esplicita che, per migliorare appropriatezza e qualità del percorso nascita, è "necessario un approccio integrato in cui le misure di programmazione sanitaria, a livello nazionale e regionale, sappiano coniugarsi con l'implementazione di iniziative di educazione e di protocolli clinico-organizzativi a livello locale". Mettere a disposizione dei professionisti una sintesi sistematica delle informazioni disponibili rappresenta quindi solo il primo, ma imprescindibile, elemento di questo complesso percorso.

 
 

Documenti disponibili

Nel sito SNLG-ISS sono disponibili:



Data di pubblicazione: 21/02/2012

 
 
  1. SaperiDoc
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