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Donazione del sangue del cordone ombelicale

 

Perchè donare il sangue del cordone ombelicale?

 
 

Il sangue del cordone ombelicale, quello cioè che rimane nella placenta e nel cordone dopo la nascita, è una risorsa preziosa. Infatti è fonte di cellule staminali emopoietiche, capaci di evolversi e costituire i diversi elementi del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) e può essere utilizzato per la cura di pazienti affetti da malattie del sangue, tumorali (leucemie, linfomi) e non (talassemia, aplasia midollare, ...). Il trapianto di cellule del sangue del cordone ombelicale è una valida alternativa al trapianto di cellule del midollo osseo, rispetto al quale alcuni vantaggi sia per chi lo riceve (minor rischio di rigetto, pronta disponibilità delle cellule) che per chi lo dona (la donazione è indolore e senza alcun rischio).
 
Chi può donare il sangue cordonale?
Le donne in gravidanza che siano in buono stato di salute e risultino idonee ai criteri per la donazione, attorno alla 36esima settimana (al momento, cioè, in cui si recano all'ospedale in cui partoriranno per i controlli prima del parto) possono fare richiesta di donare il sangue del cordone ombelicale al momento della nascita. Per i dettagli sui requisiti per l'idoneità alla donazione, clicca qui.
Chi decide per la donazione sarà invitata a un primo colloquio con un professionista che spiegherà le modalità di raccolta del cordone, farà alcune domande sullo stato di salute e richiederà gli esami fatti nel corso della gravidanza per accertarsi dei requisiti per l'idoneità alla donazione. La donazione è un atto volontario e totalmente gratuito e la decisione può essere revocata in qualunque momento, anche durante il parto. 

I cittadini immigrati possono partecipare alla donazione?
Assolutamente sì. Anzi è molto importante incentivare la partecipazione anche delle donne immigrate, perché la compatibilità necessaria per effettuare il trapianto del sangue cordonale a un paziente dipende dall'etnia. Quindi avere a disposizione anche sangue cordonale di cittadini immigrati offre maggiori possibilità di cura ai pazienti di etnie diverse.

Donare il cordone può essere pericoloso per la madre o il neonato?
Il cordone ombelicale viene prelevato dopo il taglio del funicolo e prima dell'espulsione della placenta. Non è quindi doloroso per il bambino e neanche per la madre. Gli studi scientifici effettuati hanno dimostrato chiaramente che non ci sono effetti avversi sulla salute della madre e del neonato collegati alla donazione del cordone. Per maggiori informazioni sulle modalità con cui viene raccolto il sangue cordonale, clicca qui.

Ho saputo che in caso di donazione, il cordone viene tagliato subito. Questo comporta dei rischi per il bambino?
Per avere migliori chance di successo nella donazione del sangue cordonale, il clampaggio (cioè il taglio del cordone) dopo la nascita dovrebbe avvenire più precocemente possibile.
Il taglio precoce (entro 60 secondi dalla nascita) limita i benefici del clampaggio tardivo del cordone (dopo almeno 2 minuti dal parto), in particolare la riduzione del rischio di anemia a 6 mesi dalla nascita. Questi vantaggi sono importanti soprattutto nei bambini pretermine (nati prima di 37 settimane), di basso peso alla nascita, in quelli di madri che provengono da paesi in via di sviluppo, in cui sono endemiche alcune patologie del sangue che si associano ad anemia (vedi pagina sul clampaggio del cordone) oppure in caso di gravidanza patologica (durante la quale cioè ci sono state malattie importanti).
In questi casi non è possibile donare il sangue cordonale (per saperne di più clicca qui).
Per cercare di conciliare questi due aspetti (vantaggi per il bambino dal clampaggio tardivo, vantaggi per la donazione dal clampaggio precoce), la linea guida italiana sul prelievo del sangue cordonale del Ministero della Salute raccomanda di non eseguire il clampaggio del cordone prima che sia passato almeno 1 minuto dal parto.
La donazione di sangue cordonale è un comportamento altruistico: i dubbi e le domande sui potenziali benefici e sui possibili danni, legati al clampaggio precoce del cordone, vanno discussi con il medico o l'ostetrica prima di scegliere.

Dove viene conservato il sangue cordonale?
Dopo la donazione, il sangue che risulta idoneo viene inviato alla banca del sangue cordonale regionale di riferimento (in Emilia Romagna è presso il Policlinico S. Orsola di Bologna) e lì viene congelato per poter essere utilizzato nel momento in cui ci sarà necessità. Per maggiori informazioni sulle banche del cordone, clicca qui
 
Chi userà il sangue del cordone ombelicale?
I pazienti affetti da diverse malattie del sangue. A causa del volume ridotto di sangue contenuto nel cordone fino a qualche tempo fa non era possibile utilizzare il sangue del cordone per trapiantare adulti o ragazzi oltre 40-50Kg: da qualche tempo però è stata messa a punto una procedura che permette di utilizzare due unità di sangue insieme per il trapianto a pazienti adulti.
In Italia è possibile anche una donazione "dedicata" per curare cioè un parente del neonato. E' invece vietata la conservazione "ad uso autologo", cioè a favore del bambino stesso nell'eventualità che ne dovesse avere bisogno in futuro.

Perché in Italia è vietato conservare il sangue cordonale per il bambino stesso (per poterlo usare eventualmente in futuro)?
Perché al momento non ci sono dimostrazioni che possa essere di qualche utilità: gli studi scientifici mostrano infatti che per la cura di malattie è preferibile usare sangue proveniente da una persona diversa dal paziente, perché in questo modo la terapia ha maggiori possibilità di successo.
In nessun caso dunque rappresenta una forma di prevenzione per l'eventuale insorgenza futura di malattie. Per saperne di più, clicca qui. All'estero, in alcuni paesi, come gli Stati Uniti, esistono banche private che si prestano alla conservazione di sangue cordonale ai fini di trapianto autologo, ma si tratta di iniziative commerciali non istituzionali.

 
 


Data di pubblicazione: 27/02/2012

 
 
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