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L'induzione del travaglio avviene in circa 20%-25% delle gravidanze e rappresenta uno degli interventi maggiormente utilizzati in ostetricia nei paesi sviluppati [1]. In Italia, secondo l'elaborazione dei dati CedAP, nel 2008 sono stati registrati 64.571 parti indotti, pari a 17,2% dei 409.282 parti senza cesareo elettivo, con 6,2% dati mancanti o errati [2].
In Emilia-Romagna l'induzione rappresenta una modalità in crescita di esordio del travaglio: nel 2009 e nel 2010, 19,9% e 20,7% rispettivamente dei parti avvenuti sono iniziati con un'induzione di travaglio; questa percentuale sale a 24,9% nel 2009 e 25,7% nel 2010 escludendo i tagli cesarei effettuati prima del travaglio (taglio cesarei elettivi e urgenti fuori travaglio) [3,4]. Per l'induzione del travaglio sono disponibili metodi farmacologici e metodi non farmacologici definiti 'meccanici'.
Metodi farmacologici (di prossima pubblicazione)
1. WHO, World Health Organization. WHO recommendations for induction of labour. Geneva: World Health Organization, 2011
2. Ministero della Salute. Certificato di assistenza al parto (CeDAP). Analisi dell'evento nascita - Anno 2008. Roma: Ministero della salute, 2011
3. Baronciani D et al. Regione Emilia-Romagna. La nascita in Emilia-Romagna. 7° Rapporto sui dati del Certificato di assistenza al parto (CedAP) - anno 2009. Bologna: Regione Emilia-Romagna, 2010
4. Baronciani D et al. Regione Emilia-Romagna. La nascita in Emilia-Romagna. 8° Rapporto sui dati del Certificato di assistenza al parto (CedAP) - anno 2010. Bologna: Regione Emilia-Romagna, 2011