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Induzione del travaglio di parto - Metodi non farmacologici

 

Catetere a palloncino

 
 

Il catetere che viene utilizzato per l'induzione del parto è un catetere di Foley con dimensioni variabili da 14F a 24F, costituito da un singolo palloncino oppure da due palloncini (Atad-CRB). Il catetere transcervicale viene inserito attraverso il canale cervicale e il palloncino, posizionato al di sopra dell'orifizio uterino interno, viene gonfiato con soluzione fisiologica. L'induzione con catetere transcervicale può essere condotta in diversi modi, poiché esistono differenti tipi di catetere e protocolli di induzione, ad esempio:

  • il palloncino può essere gonfiato con volumi di soluzione fisiologica variabili da 30 a 80 ml;
  • il catetere può essere mantenuto in sede per un tempo variabile dalle 6 alle 24 ore;
  • alcuni utilizzano il palloncino solo in caso di membrane integre, altri anche in caso di rottura di membrane.

Il catetere è in grado di indurre la maturazione e la dilatazione cervicale attraverso la compressione meccanica e lo stiramento su cervice e segmento uterino inferiore, lo scollamento delle membrane e la stimolazione cronica del rilascio di prostaglandine (PGE2).[1]

Sono state prodotte sintesi diverse delle informazioni disponibili relative all'efficacia dei metodi meccanici per l'induzione del travaglio di parto. [1-3]
La revisione di studi clinici controllati randomizzati (RCT) più aggiornata [1] include due studi di modeste dimensioni che hanno confrontato catetere a palloncino versus nessun trattamento, non rilevando differenza nel rischio di taglio cesareo (1 trial, n = 44; RR: 1.17; IC 95%: 0.47, 2.92). Un trial (n =127) ha osservato una differenza statisticamente significativa nella modificazione cervicale dopo 12 ore di trattamento, con cervice sfavorevole  in 6% delle donne trattate con un catetere a palloncino versus 86% delle donne nel gruppo non trattato (RR: 0.07; IC 95%: 0.03, 0.19).

Il confronto catetere a palloncino versus prostaglandine (23 studi, n =3474) non ha rilevato una differenza statisticamente significativa di non ottenere un parto vaginale entro 24 ore (48% versus 38%; 7 trial, n =1142; RR: 1.26; IC 95%: 0.94, 1.68). Il rischio di taglio cesareo è risultato simile tra i gruppi (27% versus 25%; 21 trial, n =3202; RR: 1.01; IC 95%: 0.90, 1.13). Al trattamento con catetere a palloncino sono risultati associati una minore frequenza di iperstimolazione uterina con modifiche della frequenza cardiaca fetale (0,4% versus 3%; 9 trial, n =1931; RR: 0.19; IC 95%: 0.08, 0.43). Rari i casi di morbosità materna grave (uno nel gruppo prostaglandine) o morbosità neonatale (due nel gruppo prostaglandine, uno nel gruppo catetere a palloncino). La frequenza di utilizzo dell'ossitocina è risultata superiore nel gruppo catetere a palloncino (75% versus 50%; 6 trial; n =613; RR: 1.51;  IC 95%: 1.15, 1.97), senza altre differenze negli esiti secondari.

Il confronto catetere a palloncino versus ossitocina (3 trial, n =325) ha rilevato una riduzione statisticamente significativa del rischio di taglio cesareo nel gruppo catetere a palloncino (RR: 0.57; IC 95%: 0.38, 0.88). La morbosità neonatale non è stata considerata in questi studi e non sono state rilevate differenze statisticamente significative negli altri esiti considerati.

Il confronto catetere a palloncino e prostaglandine versus prostaglandine da sole (8 trial, n =1295) ha rilevato nel primo gruppo una aumentata probabilità di parto vaginale entro 24 ore (3 trial, n =698 donne; RR: 0.45; IC 95%: 0.28, 0,71), senza differenza nel tasso di tagli cesarei (31% versus 33%; 8 trial, n =1295; RR: 0.92, IC 95%: 0.79, 1.08). Al trattamento con catetere a palloncino e prostaglandine è risultata associata una minore frequenza di iperstimolazione uterina con modifiche della frequenza cardiaca fetale (12% versus 22%; 3 trial, n =509; RR: 0.53; IC 95%: 0.35, 0.78), con risultati discordanti fra i diversi studi per quanto concerne la frequenza di iperstimolazione senza modifiche della frequenza cardiaca fetale. Non sono state osservate differenze statisticamente significative negli altri esiti considerati. Uno studio di piccole dimensioni (n =162) ha confrontato catetere a palloncino e ossitocina versus prostaglandine da sole, senza rilevare differenze statisticamente significative negli esiti misurati.

La linea guida (LG) dell'Organizzazione mondiale della sanità (WHO 2011) sull'induzione del travaglio [4] raccomanda l'uso del catetere a palloncino per l'induzione, indicando l'associazione di catetere e ossitocina come intervento di scelta quando le PGE2 non sono disponibili o sono controindicate. La LG segnala che, mostrando catetere a palloncino e PGE2 efficacia sovrapponibile, il catetere a palloncino potrebbe essere scelto nell'induzione delle donne con cicatrici uterine, perché è associato a un rischio inferiore di iperstimolazione uterina.

 

Bibliografia

1. Jozwiak M et al. Mechanical methods for induction of labour. Cochrane Database Syst Rev. 2012 Mar 14;3:CD001233
2. Vaknin Z et al. Foley catheter balloon vs locally applied prostaglandins for cervical ripening and labor induction: a systematic review and metaanalysis. Am J Obstet Gynecol 2010;203:418-29
3. Mozurkewich EL et al. Methods of induction of labour: a systematic review. BMC Pregnancy Childbirth 2011;11:84
4. WHO, World Health Organization. WHO recommendations for induction of labour. Geneva: World Health Organization, 2011



Data di pubblicazione: 09/05/2012

 
 
  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
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