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Ultimo aggiornamento: 24.05.2007

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Depressione postnatale e postpartum blues

Screening e prevenzione

Ben poco si sa sull'accuratezza dei test di screening, gli studi a riguardo sono infatti di piccole dimensioni, utilizzano definizioni diverse e valutano diversi strumenti.
La Edimburg Postnatal Depression Scale (EPDS) o Scala di Edimburgo è nata come strumento di screening per identificare le donne a rischio di depressione postnatale (la traduzione italiana è disponibile in allegato alla pagina). La sua somministrazione alle donne, da parte di professionisti specificatamente formati, è stata utilizzata nella maggior parte dei programmi di screening.
La scala comprende dieci affermazioni, le madri scelgono tra quattro possibili risposte quella che corrisponde meglio allo stato d'animo provato durante gli ultimi sette giorni e, sulla base di queste, si giunge ad uno score di rischio [1].
Gli studi successivi alla introduzione della EPDS, hanno ridimensionato il suo ruolo che non è quello di strumento diagnostico, essendo la diagnosi di depressione postnatale formulabile esclusivamente mediante una valutazione clinica, né di strumento principale per valutazione dello stato mentale nel periodo postnatale. La EPDS andrebbe infatti proposta solo come parte di un più ampio programma di screening [2,3].

Sul piano della prevenzione, non vi sono evidenze che supportino l'uso di interventi psicosociali specifici di routine su tutte le donne in gravidanza, allo scopo di ridurre la probabilità di sviluppare un disturbo mentale nel periodo perinatale [4].
Le raccomandazioni basate su prove di efficacia depongono invece a favore di interventi per le gravide con evidente stress psicologico, con sintomi che interferiscono con le funzioni personali o sociali, ma che non giungono a determinare una diagnosi di disturbo mentale:
- interventi di supporto sociale perinatale individuale o di gruppo, per le donne con anamnesi negativa;
- interventi di supporto psicologico individuale nelle donne con storia personale di episodio depressivo o ansioso (4-6 interventi psicologici strutturati, ad esempio di psicoterapia interpersonale o terapia cognitivo comportamentale) [4].

Una revisione sistematica di 15 RCT, giunge a simili conclusioni dimostrando che le donne che ricevono un intervento psicosociale hanno la stessa possibilità di sviluppare una depressione postnatale delle donne che ricevono cure standard (RR 0.81, IC 95% 0.65-1.02).
L'intervento nel solo periodo postnatale appare più efficace dell'intervento che comprende anche il periodo prenatale, mentre l'intervento più promettente sembra il supporto postparto intensivo fornito da ostetriche (RR 0.68, IC 95% 0.55-0.84) [5].
Non è invece possibile trarre conclusioni riguardo l'efficacia della somministrazione di farmaci antidepressivi immediatamente nel postparto, allo scopo di prevenire la depressione postnatale. In considerazione della mancanza di prove d'efficacia tale intervento non può essere raccomandato [6].