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Neoplasia cervicale

 
 

Per le donne

 

I vaccini contro il tumore del collo dell'utero

 

In Italia, nel 2007, l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la commercializzazione di due vaccini contro papilloma virus umano (Human Papillomavirus HPV), virus responsabile della quasi totalità dei casi di tumore del collo dell'utero (o cervice uterina) e di gran parte dei condilomi genitali. Dal 2008 i vaccini sono offerti gratuitamente dalle strutture pubbliche a tutte le bambine all'età di 12 anni. In Italia il tumore del collo dell'utero colpisce circa 1500 donne ogni anno: l'incidenza più elevata si ha attorno ai 45 anni di età, mentre è praticamente assente sotto ai 25 anni. 
Oggi l'arma migliore per contrastare questo tumore è lo screening con il Pap Test (noto come "striscio") o con HPV DNA test: in entrambi i casi si tratta di un esame semplice e innocuo, che permette di identificare la presenza di lesioni quando sono ancora piccolissime, dando la possibilità di intervenire tempestivamente prima che si trasformino in tumore. L'esecuzione del test è praticamente uguale nei due casi quello che cambia è come il campione viene analizzato: leggendo il vetrino al microscopio nel caso del Pap Test, ricercando direttamente il DNA del virus nell'HPV DNA test.

In molte regioni italiane sono attivi dei programmi di prevenzione (screening) rivolti alle donne di età compresa fra 25 e 64 anni: queste donne vengono invitate dalla Azienda USL di riferimento a effettuare, in modo completamente gratuito, un Pap Test ogni 3 anni o un HPV DNA test ogni 5 anni.In Emilia-Romagna il processo di implementazione dello screening con HPV DNA test, già testato in alcuni studi pilota, avverrà gradualmente a partire dal 2015. 
 
Che tipi di vaccini sono disponibili?
Si tratta di due vaccini contro HPV. Di questo virus ne esistono oltre 120 diversi tipi (ceppi), ma la stragrande maggioranza non causa lesioni e tumori. Un vaccino messo in commercio detto vaccino quadrivalente è diretto contro 4 ceppi del virus: HPV 6, HPV 11, HPV 16, HPV 18; un altro vaccino detto bivalente è diretto contro 2 ceppi del virus: HPV 16 e HPV 18. Infatti proprio HPV 16 e 18 sono responsabili da soli del 70% dei casi di tumore del collo dell'utero. Gli altri due tipi (HPV 6 e HPV 11) sono generalmente legati a lesioni benigne chiamate condilomi che, sebbene fastidiose, non provocano lesioni maligne. 

Come si contrae l'infezione?
Il virus HPV si trasmette con i rapporti sessuali, completi e non: si tratta di una infezione comune e si stima che nel mondo oltre il 75% delle donne siano state infettate dal virus durante la loro vita. L'utilizzo corretto del preservativo durante ogni rapporto sessuale è in grado di ridurre, ma non eliminare, il rischio di infettarsi con il virus HPV. Spesso la donna non si accorge di essersi infettata: in 3 casi su 4 l'infezione è asintomatica e si risolve spontaneamente. Invece in 1 caso su 4 può provocare lesioni benigne (condilomi) oppure altre lesioni che invece, se non trattate, possono portare a tumori della cervice uterina. Da quando si contrae l'infezione a quando si sviluppa il tumore possono passare anche 20-30 anni, per cui i tumori che colpiscono le donne di 45-50 anni sono la conseguenza di infezioni contratte in giovane età. 

Come avviene la vaccinazione?
I vaccini vengono offerti solo alle donne e somministrati con una iniezione intramuscolare. Sono previste 2 dosi nelle ragazze giovani (fra i 9 e i 13 anni per il vaccino quadrivalente, e fra i 9 e 14 anni per il vaccino bivalente); nelle ragazze di età superiore si devono somministrare 3 dosi. 

Perché la vaccinazione è raccomandata a 12 anni, se il tumore colpisce maggiormente le donne adulte?
Perché si tratta di vaccini capaci di prevenire l'infezione e non di curarla. Devono essere somministrati prima che la persona sia stata infettata dal virus, quindi prima del primo rapporto sessuale. Infatti la vaccinazione ha la massima efficacia nelle donne che non sono entrate in contatto con il virus: l'effetto protettivo diminuisce notevolmente se si è già entrati in contatto con uno o più dei ceppi virali contenuti nel vaccino. Quindi per tutte le donne che hanno già avuto rapporti sessuali l'arma più efficace e sicura a disposizione per prevenire i tumori del collo dell'utero è lo screening periodico con il Pap Test o con HPV DNA test. 

Qual è l'efficacia della vaccinazione?
Gli studi realizzati fino ad oggi hanno coinvolto donne di età inferiore a 26 anni che non avevano avuto precedenti lesioni della cervice uterina. In queste donne la vaccinazione è efficace nel ridurre il numero, ma non azzerare, le lesioni pre-cancerose correlate all'infezione da HPV, cioè quelle che possono precedere lo sviluppo del tumore. Inoltre il vaccino quadrivalente permette anche di prevenire altre lesioni, i condilomi, non legate allo sviluppo dei tumori. È fondamentale ricordare che la vaccinazione è un alleato importante per ridurre il rischio di tumore, ma da sola non basta. I vaccini, infatti, prevengono lesioni pre-cancerose associate ai due ceppi del vaccino HPV 16 e 18: ancora non si sa se ridurranno anche i tumori associati ai due ceppi, anche se questo è probabile. I tumori associati ai ceppi HPV 16 e 18 sono, come detto, il 70% di tutti i tumori della cervice uterina. Resterà comunque un 30% di casi che non saranno protetti dalla vaccinazione e proprio per questo è estremamente importante che in futuro le donne, anche se vaccinate prima della pubertà, si sottopongano con regolarità allo screening con Pap Test o con HPV DNA test. 

Posso fare il vaccino se ho più di 12 anni?

I vaccini possono essere utili anche se si hanno più di 12 anni, ma la loro efficacia diminuisce se si è già entrati in contatto con 1 o più dei ceppi virali contenuti nel vaccino stesso. Dunque l'efficacia è massima nelle donne che non hanno avuto rapporti sessuali. In Regione Emilia-Romagna la vaccinazione è gratuita per le ragazze fino a 18 anni di età. Le donne che hanno avuto rapporti sessuali potrebbero essere entrate in contatto con il virus senza accorgersene, dal momento che l'infezione in 3 casi su 4 non procura alcun sintomo. Quindi per queste ultime l'unica arma di provata efficacia è lo screening periodico.  

Quali effetti collaterali ha la vaccinazione?

Gli studi effettuati fino a ora hanno mostrato che i vaccini sono sicuri: gli effetti collaterali più comuni sono rappresentati da gonfiore e dolore in corrispondenza dell'iniezione. Dal momento dell'immissione in commercio sono state distribuite oltre 170 milioni di dosi di vaccino anti HPV (bivalente e quadrivalente) e non è stato segnalato un aumento di eventi avversi rari. Come per tutti i farmaci è importante segnalare al proprio medico eventuali effetti collaterali. 

Quanto dura l'efficacia dei vaccini?
I dati a disposizione sembrano indicare che la protezione offerta dai vaccini duri nel tempo. Al momento non si sa ancora con certezza se e ogni quanto tempo saranno necessari i richiami.



Data di pubblicazione: 14/07/2014

 
 
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