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Alimentazione

 

Quale latte dopo l'anno di vita?

 
 

Da alcuni anni sono stati immessi nel mercato latti denominati di crescita (impropriamente, perché i bambini crescono sempre e a qualsiasi età), indicati dai produttori per l'alimentazione di bambini di età fra 1 e 3 anni. Sono proposti come sostituti del latte, di mamma o vaccino, dopo l'anno di vita. Ricordiamo che dopo l'anno di vita, per i bambini non allattati al seno, si può usare il latte vaccino intero. 

Secondo i dati di una compagnia indipendente di analisi dei mercati - Euromonitor International, il fatturato mondiale ascrivibile a questo nuovo prodotto è notevole e in espansione (Figura); dal 2012 rappresenta il prodotto di punta delle industrie produttrici di latti artificiali [1].

 
 
Figura. Dati di vendita
Figura. Vendita di latte di formula e di crescita in miliardi di dollari americani [1] (cliccare per ingrandire).
 

In letteratura sono disponibili poche pubblicazioni sul tema, tutte successive al 2010 tranne una: si tratta di uno studio trasversale su 367 bambini svedesi sani di 2.5 anni. Un terzo sono figli di genitori immigrati. Gli autori studiano l'associazione fra tipo di latte assunto (latte vaccino o latte fortificato con ferro) e il livello di emoglobina e ferritina dei bambini. Nulla viene detto sul tipo e quantità di cibi assunti oltre al latte [2]. Meno del 10% (35 bambini) ha una carenza di ferro - definito come un livello di ferritina inferiore a 20 ng/ml, in 25 di questi il deficit provoca una anemia (Hb<11 g/dl). Assumono latte di formula fortificato 134/340 bambini (39%), più spesso figli di genitori svedesi. Assumere latte di formula fortificato si associa a minore rischio di deficit di ferro e anemia, così come assumere latte vaccino in quantità inferiore a 300 ml al giorno. Nessuna di queste associazioni è corretta per i più noti fattori di confondimento.

Gli studi successivi sono caratterizzati da problemi metodologici ancora più evidenti [3-5 6]. Uno studio trasversale condotto su 85 bambini irlandesi di età compresa fra 12 e 24 mesi confronta la quantità di energie, proteine, vitamina D e ferro contenuta nel latte vaccino e in quello di crescita: i bambini che usano il latte di crescita (29 bambini) assumono una quantità di calorie e proteine per chilo di peso corporeo comparabile ai bambini che bevono latte vaccino (56 bambini), mentre la quantità di vitamina D e ferro è superiore [3]. Nessuna informazione viene fornita sull'impatto dell'uso del latte di crescita su esiti di salute dei bambini osservati; nulla si sa su quanto ferro e vitamina D contenuti nel latte di crescita vengano assorbiti; tutti i valori sono calcolati a partire dalla quantità di latte assunta giornalmente e la composizione in vitamine, micronutrienti e macronutrienti dei latti. Lo studio è stato fatto grazie a un finanziamento della Danone. Un trial controllato randomizzato - RCT - condotto in Germania su 92 bambini di età compresa fra 2 e 6 anni compara il livello di vitamina D ematico in chi ha bevuto latte vaccino parzialmente scremato e in chi ha assunto latte di crescita arricchito di vitamina D [4]. Al follow up sono disponibili i dati di 53 bambini (perdita pari a 42%). Il livello di vitamina D è più elevato in chi ha assunto il latte fortificato, senza alcuna differenza in termini di crescita staturo-ponderale o frequenza di infezioni. Lo studio è stato fatto grazie ai finanziamenti della Hipp. Un RCT multicentrico in bambini di 11-29 mesi di età che frequentano gli asili di infanzia compara l'effetto dell'assunzione per un anno di latti di crescita rispetto ai latti di crescita fortificati con acidi grassi a lunga catena polinsaturi - LCPUFA e prebiotici [5]. La quantità di latte assunto giornalmente va da 400 a 750 ml. A tempo zero, a 26 e 52 settimane i genitori compilano un diario riportando gli episodi di gastroenterite e infezioni delle alte vie respiratorie (esclusa l'otite senza otorrea) che occorrono durante tre giorni. Completano lo studio 697 dei 767 bambini randomizzati (perdite inferiori a 10% del campione). Valutando l'esito in modo binario (uno o più episodi di infezioni rispetto nessun episodio) l'assunzione di latte di crescita fortificato si associa (in maniera non statisticamente significativa) a minore rischio di infezioni (rischio relativo RR: 0.93; intervallo di confidenza al 95% IC 95%: 0.87, 1.00). Quando l'esito viene considerato come variabile continua (numero di episodi infettivi) non si rileva alcuna differenza fra i due gruppi, così come nessuna differenza si ha nella quantità di farmaci utilizzati e nei giorni di assenza dall'asilo. Il trial è stato condotto grazie al finanziamento della ditta Nutricia. Infine, un RCT condotto in una provincia della Cina (310 bambini di età compresa fra 3 e 4 anni; completano lo studio 85% degli arruolati) compara la frequenza di infezioni delle alte e basse vie respiratorie e degli episodi di gastroenterite associate a latte di formula addizionato con LC-PUFA, prebiotici e beta glucani e a latte vaccino [6]. I latti venivano assunti per un periodo di 28 settimane (3 porzioni al giorno di oltre 200 ml l'una). Lo studionon riporta le caratteristiche di base dei due gruppi, non descrive come vengono diagnosticati gli episodi infettivi né se chi li valutava era cieco rispetto al gruppo di appartenenza [7,8]. Durante il periodo di studio non venne registrato alcun episodio di infezione respiratoria delle basse vie o di gastroenterite. Sugli esiti secondari l'efficacia del latte addizionato rispetto al latte vaccino, pur essendo statisticamente significativa, non è clinicamente rilevante: numero di episodi delle alte vie respiratorie 3.5 episodi vs 4.3 episodi; numero medio di giorni di assenza di scuola 0.5 vs 0.8. Anche il minor utilizzo di antibiotici nel gruppo che riceve il latte addizionato (5% vs 14%), seppure rilevante, è di incerto significato, dal momento che per il tipo di episodi infettivi registrati - esclusivamente infezioni delle alte vie respiratorie - il trattamento antibiotico è raramente previsto. Lo studio è stato disegnato, sponsorizzato, condotto e i risultati sono stati pubblicati dalla ditta Mead Johnson.

In sintesi nessuno degli studi identificati dimostra un'utilità dei latti cosiddetti di crescita rispetto a una alimentazione adeguata all'età del bambino che comprenda latte materno o latte vaccino nelle giuste quantità. Le stesse conclusioni sono presentate in un documento dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del 2013 che afferma che i latti di proseguimento e di crescita non sono validi sostituti del latte materno [9]. Nel caso in cui i bambini non siano allattati con latte materno dopo i 6 mesi di vita l'OMS raccomanda di iniziare a introdurre cibi ricchi di ferro e proteine (come carne, pesce, legumi, uova) che progressivamente affiancheranno il latte di formula, la cui quantità si andrà progressivamente riducendo [10]. A un anno di vita il bambino è pronto per mangiare cibi della stessa consistenza di quelli utilizzati dal resto della famiglia, avrà bisogno di una quantità di energie giornaliera di circa 900 kcal, che assumerà dai diversi alimenti utilizzati in famiglia: la quantità di latte vaccino assunto dovrebbe essere a questa età fra 200-400 ml. L'assunzione di quantità maggiori di latte vaccino non è raccomandata: si associa infatti a minore assunzione di altri cibi, più ricchi di ferro e micronutrienti, e può causare anemia sideropenica. A partire dall'anno di età il latte vaccino sostituisce il latte di formula [10].

Anche l'Autorità europea per la sicurezza degli alimenti - EFSA, il trust inglese che si occupa di alimentazione dei bambini - First Step Nutrition e il Federal Institute for Risk Assessment - BfR, l'agenzia federale tedesca che valuta la sicurezza degli alimenti, negano con fermezza il ruolo dei latti di crescita nell'alimentazione del bambino: un'alimentazione varia e ricca di diversi cibi è in grado di fornire al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno [11-13]: per quanto riguarda la fonte di latte dopo l'anno di vita questa può essere il latte materno o il latte vaccino.

Si ricorda infine che i latti cosiddetti di crescita sono al di fuori di qualunque regolamentazione rispetto alla loro composizione: contengono una quantità di zucchero circa doppia rispetto al latte vaccino; alcuni contengono aromi (vaniglia) per facilitarne il consumo. In un periodo in cui si sviluppa il gusto del bambino, l'eccessiva esposizione a cibi dolcificati e aromatizzati non è raccomandata [12].

 
 

Bibliografia

1. Heather Timmons.  Breastfeeding is winning! So companies are pushing "toddler milk" to neurotic parents. [Pagina web]
2. Bramhagen AC, Axelsson I. Iron status of children in southern Sweden: effects of cow's milk and follow-on formula. Acta Paediatr 1999;88:1333-7 [Medline]
3. Walton J, Flynn A. Nutritional adequacy of diets containing growing up milks or unfortified cow's milk in Irish children (aged 12-24 months). Food Nutr Res 2013;57:21836 [Medline]
4. Hower J, et al. Vitamin D fortification of growing up milk prevents decrease of serum 25-hydroxyvitamin D concentrations during winter: a clinical intervention study in Germany. Eur J Pediatr 2013;172:1597-605 [Medline]
5. Chatchatee P, et al. Effects of growing-up milk supplemented with prebiotics and LCPUFAs on infections in young children. J Pediatr Gastroenterol Nutr 2014;58:428-37 [Medline]
6. Li F, et al. Follow-up formula consumption in 3-to 4-year-olds and respiratory infections: an RCT. Pediatrics 2014;133:e1533-40 [Medline]
7. Jindal A, Arya A. Follow- up Formula consumption in 3- to 4- Year- Olds and respiratory infections: Reply. Pediatrics 1 agosto 2014
8. Cattaneo A. Science or marketing? Pediatrics 27 Agosto 2014
9. World Health Organization. Information concerning the use and marketing of follow-up formula. 13 Luglio 2013 [Testo integrale]
10. World Health Organization. Guiding principles for feeding non-breastfed children 6-24 months of age. WHO Press, Switzerland 2005 [Testo integrale]
11. EFSA NDA Panel (EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies), 2013. Scientific Opinion on nutrient requirements and dietary intakes of infants and young children in the European Union. EFSA Journal 2013;11:3408 [Testo integrale]
12. Crawley H, Westland S. Infant milks in the UK A practical guide for health professionals. First steps Nutrition Trust. January 2015 [Testo integrale]
13. Bundesinstitut für Risikobewertung. Toddler milk drinks are not better than cow milk. 29/2011, 16.08.2011 [Testo integrale]

 
 
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