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Definizioni

Il vasto insieme delle "modificazioni genitali femminili" comprende una varietà di pratiche culturali diffuse trasversalmente in molte parti del mondo.

Il termine MutilazioniGenitali Femminili (MGF) è un costrutto che nasce nell'ambito delle organizzazioni internazionali, nel momento in cui queste riconoscono alcune pratiche di modificazione genitale come dannose per la salute della donna e contrarie ai principi dei diritti umani.

Le numerose campagne di contrasto alle MGF realizzate negli ultimi trent'anni da parte delle agenzie internazionali hanno diffuso la conoscenza di questo termine attraverso la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Salute:
"Con l'espressione mutilazioni genitali femminili (MGF) si fa riferimento a tutte le pratiche di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o ad altre alterazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche."
(WHO, Female Genital Mutilation: a joint WHO/UNICEF/UNFPA statement, Geneva, World Health Organization, 1997, p.3).

 Consulta la Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF/UNFPA, 1997
 

Sebbene la definizione adottata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità si sia diffusa a livello globale, l'uso del termine MGF è stato integrato con altri termini più neutrali, come:
"Circoncisione femminile" (Female Circumcision-FC); 
"Incisione/taglio/cucitura dei genitali femminili" (Female Genital Cutting-FGC);
"Modificazioni Genitali Femminili".

Oggi ci si è attestati su una strategia linguistica che cerca di tenere insieme sia l'implicito giudizio negativo nei confronti di queste pratiche sia la necessità di utilizzare termini culturalmente sensibili: E/MGF (Escissioni/Mutilazioni Genitali Femminili), in inglese FGM/C (Female Genital Mutilation/Cutting).

Queste sono terminologie alternative utili a indicare l'importanza di usare con cautela e sensibilità interculturale il termine "mutilazione", perché esso potrebbe venire percepito come giudicante e stigmatizzante.

Una parte dell'antropologia culturale sottolinea anche l'opportunità di conoscere e utilizzare, quando possibile, i termini locali con i quali le diverse popolazioni si riferiscono alle proprie pratiche di modificazione genitale.




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