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In Europa e in Italia

In Europa risiedono numerose donne, ragazze e bambine che sono state sottoposte a MGF prima di trasferirsi dal loro paese di provenienza o durante un soggiorno fuori dai confini europei.
L'Istituto Europeo per l'Uguaglianza di Genere (EIGE , EuropeanInstitute for Gender Equality) ha pubblicato nel 2013 una relazione sulle mutilazioni genitali femminili nell'UE (Studio per mappare la situazione attuale e le tendenze della mutilazione genitale femminile in 27 Stati membri dell'UE e la Croazia). Lo studio riguarda 27 paesi membri più la Croazia e attesta che in almeno 13 paesi dell'Unione, tra i quali l'Italia, vivono donne sottoposte a MGF/E o a rischio. Tuttavia, va detto che solo 8 paesi membri hanno realizzato studi specifici sulla prevalenza e diffusione delle MGF sui propri territori.

Si possono trovare tutti i materiali della ricerca e altri al seguente link. Nello stesso studio si trova una elaborazione di dati anche sull'Italia
 
 

Per quanto riguarda l'italia, il Ministero della Salute ha cercato di fare delle stime della diffusione delle MGF sulla base dei dati del censimento della popolazione del 2006. Un primo studio è stato realizzato nel 2009 e commissionato dal Ministero delle Pari Opportunità (Valutazione qualitativa e quantitativa del fenomeno delle MGF, a cura dell'istituto Piepoli). Qui si stima il numero di donne con mutilazioni genitali femminili incrociando i dati di diffusione dai paesi che praticano le MGF in Africa con il numero di donne migranti legalmente residenti in Italia e provenienti dagli  stessi paesi. La stima della diffusione così ottenuta viene ulteriormente ridotta per tenere conto dell'impatto della migrazione sulle pratiche di MGF, sebbene nello studio non vengano forniti dettagli sul metodo utilizzato per tenere conto di questo fattore d'impatto della migrazione.

In base a questa rilevazioni di tipo proiettivo, i dati diffusi dal Ministero sono i seguenti:
nel 2009, si stima che siano 110.000 le donne  residenti in Italia provenienti da paesi in cui si pratica la MGF, delle quali 35.000 portatrici di mutilazioni genitali femminili e 1.000 ragazze a rischio.
La stessa fonte riporta che sono stati intrapresi sette ricorsi giudiziari che menzionano le MGF nella domanda di asilo, dei quali 3 sono stati accolti.
Va ricordato che questi numeri sono  raccolti non attraverso indagini specifiche ma solo incrociando dati demografici relativi alle presenze delle comunità straniere residenti.

Finalmente, nel 2017, sono stati presentati i primi risultati di una ricerca empirica, coordinata in Italia dall'Università Milano-Bicocca nell'ambito del progetto Daphne MGF-Prev e realizzata con interviste face-to-face. Secondo questa indagine campionaria,  nel 2016 il numero delle straniere ultraquindicenni con MGF residenti in Italia si attesterebbe in un intervallo compreso tra 60mila e 81mila. Il gruppo maggiormente colpito è quello nigeriano che, insieme a quello egiziano, costituisce oltre la metà del collettivo delle donne con mutilazioni genitali. 

 
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  1. SaperiDoc
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