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Convenzioni internazionali

 

Due documenti prodromi

Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (The Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women) Adottata il 18 dicembre 1979 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è il prodromo delle convenzioni contro le MGF e ne prepara il seguito. Entra in vigore come trattato internazionale nel 1981 dopo essere stata ratificata da 20 paesi. Dieci anni dopo la sua adozione, nel 1989, quasi un centinaio di paesi si sono impegnati a rispettarne le clausole.

Carta africana sui diritti e il benessere del bambino (The African Charter on the Rights and Welfare of the Child). Adottata nel 1990 ed entrata in vigore nel 1999, è la Carta sottoscritta dagli stati membri della Organizzazione dell'Unione Africana. Viene elaborata a seguito della Dichiarazione sui Diritti e il Benessere del bambino africano  (AHG/ST.4 Rev.l) precedente,  adottata dall'Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell'Organizzazione della Unione Africana in Liberia nel 1979.

 

Il protocollo di Maputo: la prima condanna delle MGF

Il Protocollo di Maputo (Protocol to the African Charter on Human and Peoples' Rights on the Rights of Women in Africa). Adottato dall'Unione Africana l'11 luglio 2003 a Maputo (Mozambico), il protocollo di Maputoè un trattato su diritti delle donne in Africa. Il progetto del protocollo prese avvio nel 1995, in un incontro dei capi di stato dei paesi membri dell'UA e a oggi è stato firmato da 42 paesi dell'Unione Africana  e ratificato da 20. Nel protocollo vengono condannate formalmente per la prima volta tutte le pratiche tradizionali lesive dell'integrità fisica e psichica delle donne, come le mutilazioni genitali femminili (art.5).

 

Le dichiarazioni del Cairo

Dichiarazione del Cairo per l'eliminazione delle MGF. Svoltasi nel giugno del 2003, la Conferenza del Cairo condanna  le pratiche di MGF e si rivolge a governi, rappresentanti delle organizzazioni internazionali e nazionali, rappresentanti della sociatà civile e leaders religiosi, chiedendo loro il massimo impegno per promuovere strumenti legislativi finalizzati al contrasto così come per investire nella comunicazione e nella educazione, fondamentali per una prevenzione efficace. Nella dichiarazione si fa esplicito riferimento alle MGF come violazione della dignità delle donne e dei diritti fondamentali riconosciuti dai Trattati Internazionali.

Dichiarazione del Cairo+5
. Il 14 e 15 dicembre 2008 al Cairo viene organizzata una riunione ad alto livello, considerata una sorta di prolungamento della Dichiarazione del Cairo. Promossa dal Consiglio Nazionale per l'Infanzia e per la Maternità (NCCM) e da Non c'è Pace Senza Giustizia (NPSG), coinvolge rappresentanti di governi e parlamenti di Paesi afro-arabi interessati dalle MGF oltre che organizzazioni ed esponenti della società civile.

 

Dichiarazioni e rapporti OMS

OMS, Dichiarazione congiunta contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili. Nel 1997 l'OMS (WHO) pubblica con il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF) e il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) la prima dichiarazione congiunta. Da questo momento molti sforzi sono stati intrapresi nel contrasto alle MGF, attraverso ricerche, progetti di sensibilizzazione all'interno delle comunità interessate,  l'impegno delle politiche pubbliche.

Risoluzione dell'Assemblea Mondiale della Salute. Nel2008 l'organo decisionale dell'OMS rende pubblica una risoluzione (WHA61.16) sulla eliminazione delle MGF, sottolineando la necessita di un'azione congiunta in tutti i settori, come l'educazione, le finanze, la giustizia e le questioni di genere.

OMS, Eliminare le mutilazioni genitali femminili (WHO, Eliminating female genital mutilation. An interagency statement).Nel 2008 l'OMS, insieme ad altri 9 partners delle Nazioni Unite, pubblica un nuovo rapporto in favore dell'abbandono delle MGF, che tiene conto del lavoro di sensibilizzazione già effettuato. Il rapporto presenta nuovi dati epidemiologici raccolti nel corso dell'ultimo decennio sulle pratiche, così come aggiornamenti sull'introduzione in alcuni paesi di legislazioni specifiche contro le MGF.

OMS, Strategia mondiale finalizzata a impedire agli operatori della salute di praticare le MGF (WHO, Global strategy to stop health care providers from performing female genital mutilation). Nel 2010 l'OMS pubblica delle linee d'indirizzo strategiche a livello globale, in collaborazione con altre agenzie e organizzazioni internazionali delle Nazioni Unite. Nella prospettiva globale che la lotta contro le MGF ha ormai assunto, l'OMS sottolinea i progressi già realizzati: dalla messa a punto di organi di monitoraggio internazionale, alla la revisione dei quadri giuridici  (in particolare l'adozione di leggi contro le MGF in 24 paesi africani e in diversi stati di due altri paesi, così come in 12 paesi industrializzati a densa immigrazione di popolazioni provenienti da paesi interessati dal MGF), alla diminuzione della frequenza di MGF e il corrispondente aumento del numero di donne e di uomini favorevoli alla loro soppressione nelle comunità in cui sono praticate.

 

Le risoluzioni delle Nazioni Unite

Risoluzione delle Nazioni Unite per intensificare gli sforzi globali per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili, 2012 (FGM resolution: Intensifying global efforts for the elimination of female genital mutilation) Il 20 dicembre 2012, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta una Risoluzione[A/RES/67/146]contro le mutilazioni genitali femminili. La Risoluzione, promossa da due terzi dell'Assemblea Generale, compreso tutto il Gruppo Africano, è stata adottata da tutti i membri delle Nazioni Unite nell'intenzione di sancire una condanna globale volta a . La sua adozione riflette l'intesa universale nel ritenere che le mutilazioni genitali femminili costituiscano una violazione dei diritti umani e che tutti i paesi del mondo dovrebbero intraprendere "tutte le misure necessarie, inclusa la promulgazione ed il rafforzamento di legislazioni che proibiscano le MGF, per proteggere donne e bambine da queste forme di violenza e per porre fine all'impunità".

 

Le risoluzioni del parlamento europeo



 
 
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