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Campagne internazionali

Sono numerose in tutto il mondo le campagne contro le mutilazioni genitali femminili sostenute da Organismi internazionali come Amnesty International, che da anni porta avanti in Europa la campagna End Fgm. Altrettanto numerose sono le campagne promosse da Ong e da associazioni del privato sociale, come Non c'è pace senza giustizia, o Equality Now. Di seguito ne indichiamo alcune fra le più importanti.

 

Campagna End FGM
Attivata da Amnesty International dal 2009, alla Campagna End Fgm aderiscono oggi Ong di 13 Paesi europei; in Italia è coordinata da Aidos, Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, in collaborazione con la sezione italiana di Amnesty International.
La Campagna mira a incoraggiare da parte delle istituzioni europee un maggior impegno nella prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili. In particolare, si sollecita l'Unione Europea  ad includere le MGF nelle Linee guida dell'UNHCR sulla Persecuzione di Genere e nella Nota Orientativa sulle domande d'asilo riguardanti le MGF  nel Curriculum Europeo di Asilo.
La Campagna Europea END FGM inscrive la lotta contro le MGF negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) da raggiungere entro il 2015, un progetto concordato da tutti i paesi e le istituzioni che si occupano di sviluppo.

 
 
Leggi il programma intero: ENDING FGM: A Strategy for European Union Institutions
Leggi l'inserimento delle MGF negli Obbiettivi di Sviluppo del Millennio: Ending Female Genital Mutilation to promote the achievement of the Millennium Development Goal
 
 
 

United Nations Population Fund: Joint Programme on Female Genital Mutilation/Cutting
UNFPA and UNICEF sono promotrici e sponsor di questo vastissimo programma, lanciato nel 2008, che stimola le comunità locali ad abbandonare collettivamente le MGF, facendo leva su un approccio che include il dialogo e le relazioni sociali. La nuova strategia mira a coinvolgere le comunità interessate, in primo luogo attraverso i leader religiosi  ma anche includendo in percorsi partecipati donne e  giovani delle comunità. In questa prospettiva, i metodi cambiano: non si tratta più soltanto di condannare il fenomeno e di sanzionarlo, ma piuttosto si implementano percorsi di coinvolgimento delle popolazioni interessate in vista di un cambiamento progressivo e consensuale e collettivo delle pratiche.

 
 

Giornata Internazionale della tolleranza zero alle mutilazioni genitali femminili
Il 6 febbraio 2003,  nel corso di una conferenza organizzata dal Comitato Inter-Africano sulle pratiche tradizionali che colpiscono la salute di donne e bambini, Stella Obasanjo, First Lady della Nigeria e portavoce per la campagna contro la mutilazione genitale femminile, rese ufficiale la dichiarazione su "Tolleranza Zero alle MGF" in Africa. La Sotto-Commissione ONU per i diritti umani adottò ufficialmente  questa data come momento di di sensibilizzazione internazionale. Da allora, ogni anno, il 6 febbraio ricorre l'International Day of Zero Tolerance to Female Genital Mutilation, una giornata che ha l'obiettivo di celebrare gli sforzi per promuovere la cessazione delle pratiche di mutilazione genitale femminile nel mondo.

 
 

Inter-Parliamentary Union: Campagna Parlamentare "STOP VIOLENCE AGAINST WOMEN: FEMALE GENITAL MUTILATION"
Nel corso della Conferenza 106 (106th Conference) del 2001a Ouagadougou, in Burkina Faso, su iniziativa del Meeting delle Donne Parlamentari (Meeting of Women Parliamentarians), l'Unione Inter-Parlamentare  ha promosso una campagna intitolata Stop alla violenza sulle donne: la mutilazione genitale femminile. Tra gli obbiettivi di questa campagna c'è l'istituzione di un think-tank parlamentare per l'eradicazione delle MGF.

 
 
 
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