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I Rapporti Nascita

La nascita in Emilia-Romagna 2014

 
 

La dodicesima edizione del Rapporto sulla nascita in Emilia-Romagna, basato sull'elaborazione dei Certificati di Assistenza al Parto(CedAP) [1] oltre a descrivere, come ogni anno, l'assistenza a gravidanza e parto in Emilia-Romagna, propone un approfondimento sull'analisi delle diseguaglianze nel percorso nascita dal quale emergono informazioni nuove e inattese.
In particolare emerge che, se nelle donne straniere è maggiore il rischio di esiti avversi neonatali rispetto alle donne italiane, il maggior peso sugli esiti neonatali (in particolare sul rischio di avere un nato pretermine) si osserva fra le donne italiane di bassa scolarità. È possibile che la particolare attenzione del servizio sanitario pubblico abbia attenuato le differenze in termini di salute tra donne svantaggiate italiane e straniere, ma gli effetti delle diseguaglianze sociali (reddito, scolarità, condizione dimigrante) continuano a condizionare gli esiti di salute.
Altro elemento chiave che emerge dal rapporto è il calo della natalità, osservato in regione dal 2009 e continuato anche nel 2014: si è passati da 42.426 nascite nel 2009 a 36.668 nel 2014, con un tasso di natalità paria 8,2 nati per 1000 abitanti (era 9,8 nel 2009). Per la prima volta, inoltre, si osserva una diminuzione del numero di madri di cittadinanza straniera, che passano da 31% del 2013 a 30,3% nel 2014.
Di seguito alcuni dei tanti elementi che emergono dal rapporto (disponibile on line all'indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/sanita/cedap/documentazione/pubblicazioni).

Le madri
Cresce la frequenza di donne che partoriscono a un'età uguale o superiore ai 35 anni, passata dal 25,5% nel 2003 al 34,5% nel 2014. L'età media delle madri al momento del parto è 32 anni (in leggera crescita dallo scorso anno), con una discreta differenza tra italiane (media 33 anni) estraniere (media 29,5).
Il 25,3% delle madri ha una scolarità medio-bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore). La scolarità dei padri risulta, nel complesso, inferiore a quella delle madri; nel 17,2% dei casi entrambi i genitori hanno una scolarità medio-bassa.
La frequenza di madrinon coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) è il 38% e, in particolare, si osserva un forte incremento delle madri nubili, con una frequenza aumentata da 19,7% a 35,7%
Le donne alla prima gravidanza rappresentano 42,4% del totale. Le fumatrici nei 5 anni precedenti la gravidanza sono 17,4%; di queste,39,3% hanno continuato a fumare durante la gravidanza.

Gravidanza
Le donne che sono ricorse a tecniche di procreazione assistita sono 884 (2,5% del totale dei parti, mentre nel 2006 erano 1%).
Fra le madri il 44,1% si è rivolta a consultori pubblici (dato in aumento negli anni) e il 5,4% ad ambulatori ospedalieri. La maggior parte delle donne concittadinanza straniera (85,5%) ha utilizzato i servizi pubblici. Il numero medio di visite in gravidanza è 6,7 (valore pressoché costante dal 2003).
Le donne che hanno effettuato una indagine prenatale invasiva (amniocentesi, villocentesi o funicolocentesi) sono 20,3% del totale, in calo rispetto al 2013 (erano il 22,3% del totale): questa diminuzione è probabilmente da mettere in relazione a una crescente offerta e adesione ai test di screening non invasivi (il test combinato è stato effettuato dal 44% delle madri).
Circa 1 donna su 3 (il 32%) ha frequentato un corso di accompagnamento alla nascita, per lo più presso un consultorio pubblico. La frequenza risulta superiore tra le donne al primo parto, italiane e con alta scolarità.

Parto
Il 61% dei parti è avvenuto nei 9 punti nascita, sui 30 presenti in regione, dotati di unità di terapia intensiva neonatale. I punti nascita con meno di 500 parti all'anno sono 9 e hanno assistito il 6% delle nascite: due di questi punti nascita, Porretta e C.d.C. Città di Parma, hanno terminatola loro attività nel corso del 2014. Il tasso di parti pretermine è il 6,8%,quello di parti post-termine è l'1,3%, in lieve calo dal 2008.
Il ricorso a tecniche di contenimento del dolore durante il travaglio riguarda l'83% dei parti(61,2% con metodiche non farmacologiche, 20,1% con analgesia epidurale e 1,8% con altro tipo di analgesia farmacologica). Il dato è in costante aumento dal 2007.
Il tasso di parti cesarei nel 2014 è del 26,9% (il dato è incalo negli anni), con un'ampia variabilità fra punti nascita. Come di consueto, il Rapporto comprende un dettagliato approfondimento per punto nascita dell'analisi dei parti cesarei in base alle classi di Robson.

Neonato
Il tasso di neonati (vivi) di peso inferiore a 2500 grammi èstato 6,8% , quello dei neonati di peso inferiore a 1500 grammi 1,1%; la frequenza di macrosomi (oltre 4 kg) è 6,6%. Manovre di rianimazione hanno interessato 3,2% dei neonati.

 

Bibliografia

1. Basevi V et al. La nascita in Emilia-Romagna. 12° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) - Anno 2014. Bologna: Regione Emilia-Romagna, 2015. [Testo integrale]

 
 
 
 


Data di pubblicazione: 30/11/2015

  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
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