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Ricerca triennale: interventi preventivi nell'infanzia

Allattamento al seno in Emilia-Romagna: dati 2015

 

╚ stato pubblicato il rapporto definitivo sui dati di prevalenza dell'allattamento al seno in Regione Emilia-Romagna.

La nuova modalitÓ di raccolta dati utilizza il flusso dell'anagrafe vaccinale regionale informatizzata, attivato nel 2015. Questa scelta ha conferito maggiore facilitÓ alla raccolta dati, che si Ŕ svolta per un periodo pi¨ lungo rispetto alle rilevazioni precedenti, da marzo a giugno: le osservazioni sono quindi pi¨ che raddoppiate. Inoltre Ŕ stato possibile collegare i dati dell'allattamento a quelli raccolti da altri flussi correnti, in particolare il Certificato di assistenza al parto (CeDAP), tramite un codice personale anonimo. Questo consente di studiare l'associazione fra una serie di caratteristiche inerenti gravidanza, parto e genitori - possibili fattori protettivi o di rischio rispetto al successo dell'allattamento materno-, formulare ipotesi e pianificare interventi di miglioramento.
Come per i precedenti rapporti di prevalenza, il dato viene raccolto secondo le modalitÓ previste dall'Organizzazione Mondiale della SanitÓ, utilizzando 4 domande:
Nelle ultime 24 ore suo figlio/a

  • Ŕ stato allattato al seno?
  • ha bevuto acqua (normale o zuccherata), tŔ, succo di frutta, altre bevande non nutritive, comprese soluzioni per la reidratazione orale?
  • ha bevuto latte artificiale, latte di mucca o altro latte?
  • ha mangiato pappe o altri cibi liquidi, solidi o semisolidi?


Sulla base delle risposte si definiscono le categorie di allattamento:

  • esclusivo: solo latte materno senza aggiunte di altri liquidi fatta eccezione per i farmaci (come, ad esempio, le gocce di vitamine)
  • predominante: latte materno con aggiunte di liquidi non nutritivi come acqua, tisane, tŔ
  • complementare: latte materno con aggiunte di latte artificiale, liquidi nutritivi, alimenti semisolidi o solidi
  • non allattamento: solo latte artificiale e/o alimenti semisolidi o solidi.


I dati sono stati standardizzati per l'etÓ del bambino almomento dell'intervista nel centro vaccinale.
In tutto sono stati osservati 15.263 bambini; di questi 8.459 avevano un'etÓ compresa fra 61 e 90 giorni (bambini alla prima vaccinazione) e 6.804 fra 121 e 150 giorni (bambini alla seconda vaccinazione): 68% di questi sono italiani; fra gli stranieri 35% sono di provenienza da paesi dell'Africa, 18% da Asia, 25% da paesi europei non facenti parte della UE, 18% da paesi UE, 4% da America.

La prevalenza di allattamento completo (somma di esclusivo e predominante) Ŕ pressochÚ stabile rispetto all'indagine precedente:

  • la media regionale a tre mesi Ŕ pari a 52% (era 55% nel 2011);
  • la media regionale a cinque mesi Ŕ pari a 33 % (era 37% nel 2011).
 

La probabilitÓ di allattamento non si associa al sesso del bambino, ma correla in maniera statisticamente significativa con la nazionalitÓ della madre: vengono allattati in maniera completa (solo latte materno senza latte artificiale) pi¨ spesso i figli di donne straniere. Altre caratteristiche materne significativamente associate alla prosecuzione di allattamento a 3 e 5 mesi e su cui Ŕ possibile intervenire sono l'abitudine al fumo di sigaretta e la presenza di sovrappeso e obesitÓ. Anche avere frequentato corsi di accompagnamento alla nascita - soprattutto nelle donne primipare - e non avere avuto un travaglio indotto nÚ un parto con taglio cesareo aumentano la possibilitÓ di mantenere l'allattamento a 3 e 5 mesi. Lo stato di madre lavoratrice riduce la chance di allattamento a 5 mesi.

Su tutti questi fattori i professionisti degli ospedali e del territorio, in rete con gli enti locali, le associazioni di mamme, i sindacati e datori di lavoro, possono agire al fine di aumentare il sostegno alle donne per l'allattamento.

 
 
 
prevalenza allattamento a 3 mesi (dati 2015)prevalenza allattamento a 5 mesi (dati 2015)
 
 
 
 


Data di pubblicazione: 11/10/2016

  1. SaperiDoc
Direzione generale cura della persona, salute e welfare
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