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I Registri Nascita

La nascita in Emilia-Romagna 2015

 
 

È disponibile il Rapporto sulla nascita in Emilia-Romagna nel 2015, tredicesima edizione della elaborazione annuale dei Certificati di Assistenza al Parto (CedAP) [1]. Il documento, oltre a descrivere l'assistenza a gravidanza e parto in Emilia-Romagna, propone un approfondimento sulla relazione tra percorso nascita e allattamento al seno, riportando in sintesi i temi indagati e i principali risultati compresi nel rapporto 2015 su Prevalenza dell'allattamento al seno in Emilia-Romagna [2].
Nel 2015 vi sono stati 35.228 parti (35.886 neonati) e risulta quindi confermata la progressiva diminuzione nel numero dei nati residenti in regione iniziata nel 2010 (da 42.426 nati nel 2009 a 35.813 nel 2015, fonte ISTAT). Il tasso di natalità scende a 8,0 nati per 1000 abitanti (era 9,8 nel 2009).

Di seguito alcuni degli elementi che emergono dal rapporto (disponibile in testo integrale all'indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/sanita/cedap/documentazione/pubblicazioni).

Popolazione
Dalle informazioni raccolte emergono la quota di madri con cittadinanza straniera (da 21,8% nel 2005 a 31,0% nel 2015); l'età media delle madri al momento del parto, pari a 32 anni (stabile rispetto al 2014), con una differenza tra italiane (media 33 anni) e straniere (media 29,7); la frequenza di madri non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove), pari a 38,6% e di madri nubili, con una frequenza aumentata da 22,3% nel 2005 a 36,2% nel 2015.
Nel 2015, ancora 24,4% delle madri ha una scolarità bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore), 32,7% è laureata o con diploma universitario; la scolarità dei padri risulta, nel complesso, inferiore a quella delle madri e in 16,5% dei casi entrambi i genitori hanno una scolarità bassa.
Ha un'attività lavorativa 63,7% delle madri, 8,6% risulta disoccupata o in cerca di prima occupazione, ma nel 2008 le occupate erano 70,6% e le disoccupate 4,0%.
Le donne alla prima gravidanza rappresentano 41,8% del totale. Considerando i precedenti concepimenti esitati in aborto o interruzione volontaria di gravidanza, le nullipare (donne al primo parto) costituiscono 51,1% del totale.
Il 17% delle donne che hanno partorito nel 2015 riferisce di essere stata fumatrice nei 5 anni precedenti la gravidanza e, fra loro, 38,7% ha continuato a fumare nel corso della gravidanza.
In base all'altezza e al peso pre-gravidico delle donne (dati rilevati in 95% dei casi) nel 2015 18,8% delle madri risulta sovrappeso, 8,6% è obesa, 7,3% risulta sottopeso.

Gravidanza
Nel 2015 sono ricorse a tecniche di procreazione medico-assistita 2,4% delle donne, dato più che raddoppiato negli ultimi 9 anni (erano 1,0% nel 2006).
Fra le madri 48,9% utilizza prevalentemente servizi privati per l'assistenza in gravidanza, 45,6% si rivolge a consultori pubblici (dato in aumento negli anni) e 5,2% ad ambulatori ospedalieri. I servizi pubblici assicurano la maggior parte (85,8%) dell'assistenza alle donne con cittadinanza straniera.
Il numero medio di visite in gravidanza è 6,6 (in lieve calo rispetto al 2014). Un numero di visite inferiori a 4, assunto quale indicatore di assistenza inadeguata, viene effettuato da 3,6% delle donne; una prima visita in gravidanza a una età gestazionale ≥12 settimane, anch'esso assunto quale indicatore negativo di assistenza, si osserva in 10,2% dei casi.  
Le donne sottoposte ad almeno un'indagine prenatale invasiva (amniocentesi, villocentesi o funicolocentesi) sono 18,6% del totale (8,7% nelle donne di età ≤35 anni e 43,8% nelle donne di età superiore). Il dato - in decremento negli anni per entrambe le classi di età - è probabilmente da mettere in relazione a una crescente offerta di test di screening non invasivi (il test combinato, variabile rilevata dal 2012, è stato effettuato da 47,1% delle madri). Le donne che hanno effettuato un'indagine invasiva senza un precedente test combinato sono 13,8% del totale. Un corso di accompagnamento alla nascita è stato frequentato da 32,1% delle gravide (un ulteriore 13,5% lo aveva frequentato in una precedente gravidanza); la frequenza risulta superiore tra le donne al primo parto, italiane e con alta scolarità.

Parto
Nel 2015, 62,4% dei parti è avvenuto nei 9 punti nascita, su 28 operativi in regione, dotati di unità di terapia intensiva neonatale (UTIN); i punti nascita con meno di 500 parti/anno risultano 7 (uno, Villa Regina, ha chiuso nel corso del 2015) e hanno assistito 4,9% delle nascite. Il tasso di parti pretermine è 7,1%, quello di parti post-termine è 1,3.
Escludendo dall'analisi i tagli cesarei senza travaglio, il parto è indotto in 25,9% dei casi, tasso lievemente superiore rispetto al 2014; le indicazioni più frequenti risultano: la rottura prematura delle membrane (31,6%), la patologia materna (24,7%) e la gravidanza oltre il termine (23,2%). Tra i parti a esordio spontaneo del travaglio sono stati registrati 17,9% parti pilotati (augmentation).
L'utilizzo di tecniche di contenimento del dolore in travaglio, sia farmacologiche che non farmacologiche, riguarda 88% dei parti con travaglio, in costante aumento dal 2007; l'analgesia epidurale è stata impiegata in 21,1% dei parti (nel 2007 in 6,9% dei casi).
Il tasso di tagli cesarei nel 2015 è pari a 26,4%, la metà circa dei quali elettivi, con marcata variabilità fra punti nascita; i parti vaginali operativi costituiscono 6,4% (come l'anno precedente).
Come di consueto, nel Rapporto i tagli cesarei sono analizzati attraverso le classi di Robson, per area, per volume di attività e per singolo punto nascita.
Per il primo anno è stata rilevata la episiotomia, registrata in circa 11% dei parti vaginali (dati parziali e di incerta accuratezza).
Il tasso di parti plurimi è 1,8%, come l'anno precedente, ma in tendenziale aumento.

Neonato
Il tasso di neonati (vivi) di peso inferiore ai 2500 grammi è 7,1%, quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1,2% (entrambi in leggero aumento rispetto all'anno precedente); la frequenza di macrosomia (definita come peso ≥4 kg) è 6,6%.
Almeno una manovra di rianimazione (ventilazione manuale, intubazione, massaggio cardiaco, somministrazione di adrenalina o altro farmaco) è stata praticata in 2,9% dei neonati.



 

Bibliografia

1. Lupi C, et al. LA NASCITA IN EMILIA-ROMAGNA. 13° Rapporto sui dati del Certificato diAssistenza al Parto (CedAP) - Anno 2015. Bologna: Regione Emilia-Romagna, 2016
2. Di Mario S, et al. Prevalenza dell'allattamento al seno in Emilia-Romagna - Anno2015. Bologna: RegioneEmilia-Romagna, 2016


 
 
 
 


Ultimo aggiornamento: 13.12.2016

  1. SaperiDoc
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