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Che cos’è e come si trasmette?
L’infezione da Citomegalovirus si trasmette per via orizzontale attraverso il contatto stretto con liquidi biologici infetti e per via verticale attraverso la placenta. L’infezione primaria è acquisita per la prima volta nella vita di una persona precedentemente priva di immunità, mentre l’infezione non primaria può essere causata da una re-infezione da parte di un diverso ceppo virale o da una riattivazione del virus latente nella persona con precedente immunità anticorpale.
Citomegalovirus (CMV) è un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, estremamente diffuso a livello globale. La malattia è specie-specifica, in quanto l’uomo ne rappresenta l’unico serbatoio. L’infezione si trasmette per via orizzontale tramite secrezioni oro-faringee, urina, secrezioni cervicali e vaginali, sperma, latte materno, lacrime, feci, sangue, oppure per via verticale in gravidanza, al parto, o durante l’allattamento [1]. L’infezione da CMV acquisita per via orizzontale è classificata in [1-3]:
- infezione primaria: l’individuo contrae il virus per la prima volta per via orofaringea, il quale si replica e si diffonde nell’organismo per via ematogena, scatenando una risposta immunitaria che può non portare all’eradicazione completa del virus che può rimanere latente in alcuni organi;
- infezione non primaria: occorre per riattivazione del virus precedentemente contratto che esce dalla fase di latenza (es. in corso di indebolimento del sistema immunitario) o per una reinfezione da parte di un ceppo virale esterno differente.
L’infezione da CMV, sia primaria che non primaria, negli individui immunocompetenti è generalmente asintomatica e autolimitante; talvolta può essere paucisintomatica con sintomi lievi e aspecifici come malessere, febbricola, astenia, linfoadenopatia (sindrome simil-mononucleosica). Molto raramente possono insorgere sintomi più gravi come epatite indifferenziata, sindrome di Guillian-Barrè o miocardite [1].
Presenta una prevalenza variabile a livello mondiale, a seconda delle regioni geografiche e dello stato socioeconomico della popolazione, con una media attorno a 83%, ed è relativamente comune tra le donne in età riproduttiva: in Italia la sieroprevalenza è di circa 70%, simile a quella di altri paesi europei, superiore rispetto a Canada e America del Nord (40-54%) e inferiore rispetto a Turchia e ai paesi della Regione del Mediterraneo Orientale (87-95%) [4-7]. L’incidenza di sieroconversione in gravidanza (ovvero la comparsa di anticorpi anti-CMV in donne precedentemente sieronegative) riportata in letteratura è pari a 0.4-2% [3-5]. Dati italiani rilevano una percentuale di sieroconversione in gravidanza pari a 1% (intervallo di confidenza al 95%-IC95%: 0.6, 1.5) [1,7-8]. Le persone che per professione si occupano della cura delle persone bambine in comunità, specie se di età inferiore ai 3 anni, e i genitori di bambini piccoli rappresentano la popolazione a maggior rischio di infezione, con un tasso di sieroconversione tra 10 e 20% all’anno [1].
Bibliografia:
- Istituto Superiore di Sanità. Gravidanza fisiologica. PRIMA PARTE. Sezione 2 – Screening delle infezioni in gravidanza 2023. Linea guida 1/2023 SNLG. [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
- Leruez-Ville M et al. Cytomegalovirus infection during pregnancy: state of the science. Am J Obstet Gynecol 2020;223:330-49. [Medline]
- Kenneson A, Cannon MJ. Review and meta-analysis of the epidemiology of congenital cytomegalovirus (CMV) infection. Rev Med Virol 2007;17:253-76. [Medline]
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- Boucoiran I et al. Guideline No. 420: Cytomegalovirus infection in pregnancy. J Obstet Gynaecol Can 2021;43:893-908. [Medline]
- Zuhair M et al. Estimation of the worldwide seroprevalence of cytomegalovirus: A systematic review and meta-analysis. Rev Med Virol 2019;29:e2034 [Medline]
- Sartori P et al. Primary, secondary, and tertiary prevention of congenital cytomegalovirus infection. Viruses 2023;15:819. [Medline]
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