- Home
- /
- Percorso Nascita
- /
- Gravidanza
- /
- Screening
- /
- Screening infettivologici
- /
- Come gestire una gravidanza...
Infezione da Citomegalovirus
Come gestire una gravidanza complicata?
In caso di infezione da CItomegalovirus in gravidanza la gestione prenatale può avvalersi di amniocentesi per la diagnosi di infezione fetale, controlli ecografici seriati approfonditi ed eventuale risonanza magnetica per lo studio dell’encefalo fetale. La terapia antivirale materna è utilizzata per la prevenzione della trasmissione dell’infezione primaria contratta nella prima parte della gravidanza e per il trattamento dei feti con segni di infezione congenita. È raccomandata la ricerca di DNA virale su urine o saliva dei neonati entro le prime settimane di vita e l’eventuale terapia antivirale nei neonati sintomatici.
La gestione della gravidanza a rischio di trasmissione materno-fetale da Citomegalovirus (CMV) può avvalersi di:
- Diagnosi prenatale di infezione fetale mediante amniocentesi: ovvero identificazione di CMV DNA attraverso PCR (reazione a catena della polimerasi) su liquido amniotico. La tempistica di esecuzione dell’amniocentesi è importante per limitare i risultati falsamente negativi: deve essere eseguita dopo almeno 6-7 settimane dal momento presunto dell’infezione materna e non prima della 20ª settimana di gestazione [1-7]. In presenza di un intervallo di almeno 8 settimane dal momento della presunta infezione, è possibile eseguire l’amniocentesi anche prima di 20 settimane di gestazione [8]. La sensibilità della PCR su liquido amniotico è pari a 85-95%, mentre la specificità è 100%. Neonati con diagnosi di infezione congenita e risultato negativo dell’amniocentesi non mostrano sequele tardive, probabilmente perché l’infezione è stata trasmessa successivamente al primo trimestre di gestazione, quando la fase di maggiore vulnerabilità fetale è superata [5-6,9-10]
- Monitoraggio ecografico seriato per la ricerca di alterazioni fetali come ventricolomegalia, calcificazioni intracerebrali, sinechie intraventricolari, vasculopatia lenticolostriatale, cisti periventricolari, epatosplenomegalia, iperecogenicità intestinale, placentomegalia, idrope, ascite, versamento pleurico, edema cutaneo, alterazioni della crescita fetale e del liquido amniotico [4,6,11].
- Risonanza magnetica per lo studio dell’encefalo fetale nel terzo trimestre nei feti infetti. Ecografia e risonanza magnetica eseguite nel terzo trimestre nei feti infetti hanno dimostrato una sensibilità pari a 95% per l’identificazione di lesioni del sistema nervoso centrale. La presenza di anomalie cerebrali gravi si associa a una prognosi grave, mentre reperti extracerebrali isolati correlano a 30% di rischio di sequele. Il valore predittivo negativo combinato delle due indagini, eseguite attorno a 30 settimane, si attesta tra 95 e 100% per sequele moderate o gravi, con un rischio pari a 17% di sordità neurosensoriale unilaterale [5-6, 12-13].
- Terapia antivirale materna: in Italia è raccomandata nei casi di infezione primaria diagnosticata in epoca periconcezionale o nelle prime 24 settimane di gestazione, attraverso la somministrazione di valaciclovir nel dosaggio di 2 grammi ogni 6 ore (totale 8 g al giorno), con monitoraggio di emocromo e funzionalità epatica e renale della gestante ogni 14 giorni [14]. La somministrazione prosegue fino alla valutazione del risultato dell’amniocentesi e il trattamento può essere sospeso in seguito a negatività della PCR su liquido amniotico. Se la gestante non si sottopone ad amniocentesi la terapia è prevista fino alla 26^ settimana di gestazione, mentre viene protratto fino al termine di gestazione in presenza di segni di malattia fetale lieve/moderata correlabili a CMV [14].
- Controlli post-natali: ricerca del DNA di CMV con PCR su urine o saliva del neonato entro 2-3 settimane di vita e successivo follow-up clinico-strumentale nei casi di infezione congenita. Per i neonati con infezione congenita sintomatica dovrebbe essere considerato l’inizio del trattamento con valganciclovir o ganciclovir entro le prime 4 settimane di vita al fine di ridurre la progressione di ipoacusia neurosensoriale e migliorare gli esiti del neurosviluppo infantile a lungo termine [6,15-16].
Bibliografia:
- Istituto Superiore di Sanità. Gravidanza fisiologica. PRIMA PARTE. Sezione 2 – Screening delle infezioni in gravidanza 2023. Linea guida 1/2023 SNLG. [Testo integrale] Ultimo accesso 08.07.2026
- Donner C et al. Accuracy of amniotic fluid testing before 21 weeks’ gestation in prenatal diagnosis of congenital cytomegalovirus infection. Prenat Diagn 1994;14:1055-9. [Medline]
- Revello MG, Gerna G. Diagnosis and management of human cytomegalovirus infection in the mother, fetus, and newborn infant. Clin Microbiol Rev 2002;15:680-715. [Medline]
- Hughes BL et al. Society for Maternal-Fetal Medicine (SMFM). Diagnosis and antenatal management of congenital cytomegalovirus infection. Am J Obstet Gynecol 2016;214:B5-11. [Medline]
- Leruez-Ville M et al. Consensus recommendation for prenatal, neonatal and postnatal management of congenital cytomegalovirus infection from the European congenital infection initiative (ECCI). Lancet Reg Health Eur 2024:40:100892 [Medline]
- Khali A et al. Congenital Cytomegalovirus Infection: Update on Screening, Diagnosis and Treatment: Scientific Impact Paper No. 56. BJOG 2025;132:e42-52. [Medline]
- Enders M et al. Prenatal diagnosis of congenital cytomegalovirus infection in 115 cases: a 5 years’ single center experience. Prenat Diagn 2017;37:389–98. [Medline]
- Enders M et al. Amniocentesis for prenatal diagnosis of cytomegalovirus infection: challenging the 21 weeks’ threshold. Prenat Diagn 2017;37:940-42. [Medline]
- Chatzakis C et al. Neonatal and long-term outcomes of infants with congenital cytomegalovirus infection and negative amniocentesis: systematic review and meta-analysis. Ultrasound Obstet Gynecol 2023;61:158–67. [Medline]
- Bilavsky E et al. Clinical implications for children born with congenital cytomegalovirus infection following a negative amniocentesis. Clin Infect Dis 2016;63: 33-8. [Medline]
- Guerra B et al. Ultrasound prediction of symptomatic congenital cytomegalovirus infection. Am J Obstet Gynecol 2008;198:380.e1-7. [Medline]
- Buca C et al. Outcome of fetuses with congenital cytomegalovirus infection and normal ultrasound at diagnosis: systematic review and meta-analysis. Ultrasound Obstet Gynecol 2021;57:551-9. [Medline]
- Faure-Bardon V et al. Refining the prognosis of fetuses infected with Cytomegalovirus in the first trimester of pregnancy by serial prenatal assessment: a single centre retrospective study. BJOG 2020;127:355-62. [Medline]
- Agenzia Italiana del Farmaco. Inserimento del medicinale «Valaciclovir» (originatore o biosimilare) nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, per la prevenzione dell’infezione fetale e il trattamento della malattia fetale da citomegalovirus. Roma: Gazzetta Ufficiale-Serie Generale 2020 [Testo integrale]. Ultimo accesso 08.07.2026
- Kimberlin DW et al. Effect of ganciclovir therapy on hearing in symptomatic congenital cytomegalovirus disease involving the central nervous system: a randomized, controlled trial. J Pediatr 2003;143: 16–25. [Medline]
- Kimberlin DW et al. Valganciclovir for symptomatic congenital cytomegalovirus disease. N Engl J Med 2015; 372: 933–43. [Medline]
Contenuto aggiornato al:
Agosto 2026