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Non da Sola. La Cartella della Gravidanza della Regione Emilia-Romagna
Schede Informative

 

Perchè scegliere di allattare al seno?

Il latte materno è l'alimento ideale per il neonato perché contiene tutto ciò di cui ha bisogno nelle giuste quantità e proporzioni e si adatta nel tempo al cambiamento dei suoi bisogni. È sempre pronto e alla giusta temperatura, è nutriente (ed è gratis!).
Allattare è il modo naturale di nutrire e coccolare il bambino, e oggi, come al tempo delle nostre nonne, rimane di importanza fondamentale per garantirgli un sano sviluppo psico-fisico.
Infatti, l'allattamento al seno non solo offre al bambino l'alimento migliore, ma riesce a soddisfare il suo bisogno di contatto con la madre: è dunque importante anche sul piano relazionale, attraverso il contatto fisico, lo sguardo, l'olfatto.

 

Benefici per il bambino e per la mamma
I bambini allattati al seno hanno molti vantaggi per la salute, perché ricevono gli anticorpi e tutte le altre sostanze che soltanto il latte materno contiene per proteggerli dalle malattie, per lo sviluppo neurologico, del sistema immunitario e della vista. In particolare con l'allattamento al seno:

  • c'è una protezione da diarrea, gastroenterite, coliche, infezioni dell'orecchio e asma;
  • migliora l'impostazione del palato e dei denti;
  • c'è un rischio minore di diabete in età adulta e di eczemi della pelle.

Inoltre ci sono benefici anche per la salute della madre, perché allattare riduce il rischio di malattie importanti (tumore al seno e alle ovaie prima della menopausa) e la aiuta a tornare in forma dopo il parto. Infine allattare al seno è pratico: permette alla madre e a tutta la famiglia di muoversi liberamente con il neonato senza dover ogni volta preparare acqua, sterilizzatore, biberon, polvere.

Quando posso iniziare ad attaccare al seno il bambino dopo il parto?

Prima possibile, appena la madre se la sente. L'ideale sarebbe che subito dopo il parto il neonato venisse messo vicino alla madre, a contatto pelle a pelle, e fosse aiutato ad attaccarsi al seno.

Quanto tempo dopo il parto inizia la produzione di latte?
Il primo latte che arriva dopo il parto è detto "colostro": ne viene prodotto poco, il neonato ne beve poche gocce per volta ma sono sufficienti perché è ricchissimo di grassi e di anticorpi. Il latte vero e proprio, detto "latte maturo", arriva in genere dopo 3-4 giorni dal parto: l'importante è attaccare il bambino al seno ogni volta che è possibile perchè è proprio il suo "succhiare" che stimola la produzione di ormoni (prolattina e ossitocina) grazie ai quali le ghiandole del seno producono il latte. In altre parole più il bambino si attacca, più latte arriva. L'ostetrica e la puericultrice del punto nascita in cui si è partorito sono a disposizione per mostrare alle neo-mamme come sorreggere e attaccare il bambino al seno nel modo migliore.

 
 

Fino a che età devo allattare il mio bambino? E' vero che dopo l'anno di vita del bambino il latte materno non è più nutriente?
Si può allattare fino a quando lo si desidera, non esiste un termine oltre il quale l'allattamento perde di valore. Anche dopo i primi sei mesi, quando inizia lo svezzamento e il bambino inizia a mangiare e assaggiare cibi solidi, il latte materno potrà integrare la sua dieta e continuare a essere un momento di coccole fra mamma e bambino.

Vorrei allattare ma temo che sia troppo impegnativo...
Nonostante allattare sia molto appagante per la madre e le offra un'occasione unica di contatto con il proprio bambino, è anche impegnativo, specie nelle prime settimane dopo il parto, in cui è tutto nuovo e col ritorno a casa si iniziano a gettare le basi di una nuova vita insieme. Per questo è importante il sostegno che la donna può avere dai famigliari, che la possono aiutare soprattutto nel garantirle i momenti di riposo di cui ha bisogno, aiutandola ad esempio con le faccende domestiche.  La mamma può allattare per tutto il periodo che desidera. Quando però l'allattamento diventa un dovere troppo faticoso e la fatica supera il piacere del contatto madre-bambino, è più utile consultare il pediatra per programmarne la sospensione e cercare delle alternative. In caso di dubbi è sempre possibile rivolgersi al consultorio, dove le ostetriche potranno offrire aiuto e consigli.

Dovrò seguire una dieta particolare durante l'allattamento?
No, non ci sono cibi che si devono mangiare se non piacciono o cibi a cui rinunciare, tipo aglio, cipolla o cavolo. Attraverso le variazioni del sapore del latte materno, il bambino partecipa fin da piccolissimo ai gusti e ai sapori di casa. Inoltre, è importante avere una dieta varia, ricca di frutta e verdura di stagione, cercando di bere molta acqua, per reintegrare i liquidi utilizzati nella produzione di latte.

Tutte le donne possono allattare?
Sono estremamente rari i casi in cui una madre non possa allattare il proprio bambino. Questo si verifica ad esempio in caso di: madre sottoposta a terapie per gravi patologie (tumori, Hiv, ...), galattosemia, cioè difetto congenito del bambino che comporta una intolleranza totale al lattosio (in Italia è affetto 1 neonato ogni 62.000 nati vivi), agalattia, mancanza totale di latte materno.

Presso i consultori sono attivi ambulatori per il sostegno dell'allattamento al seno che offrono supporto e indicazioni sulla presenza di gruppi di sostegno mamma a mamma presenti sul territorio.

 
 

C'è un sapere basato su prove di efficacia che tutti i professionisti che assistono la donna e il bambino dovrebbero conoscere, per sostenere efficacemente l'allattamento al seno. La correttezza dell'informazione può accrescere la libertà della donna di scegliere come nutrire il suo bambino.

Le indicazioni mediche all'uso del latte artificiale sono poche e chiare. Per il resto è necessario fornire tutte le informazioni disponibili perché la donna possa liberamente scegliere la modalità di alimentazione del proprio figlio.

L'alimentazione complementare, erroneamente nota anche come svezzamento, indica l'introduzione di altri alimenti in aggiunta al latte (materno o artificiale) nella dieta del bambino. Per alcune famiglie rappresenta un momento impegnativo, per tutte dovrebbe essere una fase di crescita, l'occasione per porre le basi o rafforzare una relazione sana fra il lattante e il cibo, oltre che un ottimo stimolo per rivedere le abitudini alimentari di tutta la famiglia.


 

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Data di pubblicazione: 19.09.2019

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