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Rischi associati alla contraccezione con estroprogestinici

Carcinoma mammario

 

In breve
L'assunzione di contraccettivi ormonali orali combinati si associa a un aumentato rischio di carcinoma mammario, che dipende dalla durata dell'assunzione. Il significato di questa informazione va valutato caso per caso considerando che, in presenza di un basso rischio di base, l'incremento assoluto è di scarsa entità e generalmente controbilanciato dai benefici associati a questo tipo di contraccezione.


Uno studio prospettico condotto nel periodo 1995-2012 [1] con l'obiettivo di valutare il rischio di carcinoma mammario tra le donne che stavano assumendo o che avevano recentemente assunto un contraccettivo di tipo ormonale orale combinato (COC) e tra le donne che non assumevano contraccettivi ormonali, ha arruolato 1.837.297 donne residenti in Danimarca tra i 15 e i 49 anni (follow-up medio di 10.9 anni); dopo aver escluso quelle con malattia neoplastica o tromboembolica e quelle che avevano ricevuto una terapia per l'infertilità, un totale di 1.797.932 donne è stato dichiarato eligibile.

In questa popolazione, il rischio di carcinoma mammario è risultato aumentato (rischio relativo-RR: 1,20; intervallo di confidenza al 95%-IC95%: 1.14, 1.26) per le donne che stavano assumendo o che avevano recentemente assunto un contraccettivo di tipo ormonale rispetto a quello di donne che non avevano mai assunto alcun contraccettivo ormonale. Tale rischio aumenta con la durata dell'assunzione: nelle donne che assumono contraccezione ormonale da meno di un anno il rischio è nullo (RR: 1.09; IC 95%: 0.96, 1.23), mentre aumenta quasi del 40% nelle donne che assumono COC da oltre dieci anni (RR: 1.38; IC 95%: 1.26, 1.51). Nel gruppo di donne che aveva assunto COC per più di 5 anni, l'aumento di rischio permane per almeno 5 anni dopo la sospensione. Anche nel gruppo di donne che aveva fatto uso di IUD a rilascio di levonorgestrel, il rischio è risultato aumentato (RR: 1.21; IC 95%: 1.11, 1.33), non sostanzialmente diverso da quello correlato all'assunzione orale di contraccettivi a base di solo levonorgestrel.

Tuttavia il rischio assoluto rimane complessivamente basso e deve essere valutato anche in considerazione dei benefici che i contraccettivi estroprogestinici sembrano offrire riguardanti la riduzione del rischio per carcinoma ovarico ed endometriale.

Quando si considerano gli studi sui rischi legati alla contraccezione ormonale, come sempre, è importante valutare sia i rischi relativi che i rischi assoluti. Una metanalisi sul tema [2] ha evidenziato che chi utilizza contraccettivi ormonali ha una probabilità aumentata di 24% di diagnosi di tumore al seno rispetto a chi non ne ha mai utilizzato. La definizione in termini percentuali può alterare la percezione del rischio perché non tiene conto del rischio di base che è basso nella popolazione considerata. Risulta maggiormente informativa la stima del rischio attribuibile.

Ad esempio, in Emilia-Romagna, nella fascia di età 30-39 anni, sono attesi ogni anno 50 nuovi casi di tumore mammario ogni 100.000 donne [3]. Assumendo che le utilizzatrici di CO siano il 25% [4], 15 di questi casi di tumore saranno osservati fra le 25.000 esposte (utilizzatrici) e 35 fra le 75.000 non esposte (non utilizzatrici). Rapportati a 100.000 donne, si registrano 60 casi per anno su 100.000 utilizzatrici e 50 casi per anno su 100.000 non utilizzatrici.
Il valore di rischio relativo in questo caso è stimato 1,28 circa (60/50), simile a quanto riportato nello studio [2].
Questo vuol dire che, se tutta la popolazione femminile in età fertile non facesse uso di contraccettivi ormonali la quota di tumori al seno si ridurrebbe del 7% circa.

 

Bibliografia

1. Mørch LS et al. Contemporary hormonal contraception and the risk of breast cancer. N Engl J Med 2017;377:2228-39. [Medline]
2. Collaborative Group on Hormonal Factors in Breast Cancer. Breast cancer and hormonal contraceptives: collaborative reanalysis of individual data on 53.297 women with breast cancer and 100.239 women without breast cancer from 54 epidemiological studies. Lancet 1996;347:1713-27. [Medline]
3. IRST IRCCS Meldola - Registro tumori. Dati 2010-2014. Comunicazione personale. Bologna 2018
4. ISTAT. La salute riproduttiva della donna 2017. Roma, 2017. [Testo integrale]



Data di pubblicazione: 07.02.2019

 
 
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